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Criptovalute: cosa sta succedendo? Snodo importante per bull run

Quest’oggi, considerata la settimana trascorsa e quello che è successo nel settore, ritenevo necessario un articolo di commento alla situazione delle criptovalute. Nonostante i cambiamenti importanti siano abbastanza frequenti in questo ambiente, vista la giovane età del tutto, alcuni momenti credo siano più interessanti e degni di un approfondimento generale. Questo è uno di quelli, poiché per molti versi sembra che ci siamo: questa potrebbe essere davvero l’alba di una nuova bull run, situazione globale permettendo.

Ritengo si possa cercare di decodificare ciò che è successo attraverso l’argomentazione di tre questioni cruciali:
 

  • ingresso di denaro “fresco” nel mercato;
  • rivincita delle altcoins storiche;
  • situazione Defi.


Abbiamo nuovamente toccato e oltrepassato, seppure per breve tempo, i 350 miliardi di dollari in capitalizzazione totale, quota raggiunta l’ultima volta circa un anno fa. La volta scorsa questa quota ha segnato un punto di massimo finora inviolato per i mercati ed è stato seguito da un lento ma inesorabile abbassarsi dei prezzi con alterne vicende, fino al crash di marzo di quest’anno.

Le differenze da un anno fa, in ogni senso (tecnologie, solidità delle infrastrutture, condizione globale, debolezza delle valute FIAT, un sempre crescente interesse degli investitori istituzionali) sembrano essere sostanziali e sommate fra di loro creano un mix inedito e particolarmente esplosivo secondo molti esperti del settore.

Non a caso anche l’indice Fear & Greed ha raggiunto gli 80/100 nella giornata di domenica, livelli “pericolosi” che anche in questo caso non vedevamo dall’estate scorsa.

Gli ultimi sette giorni la capitalizzazione totale è passata da 300 miliardi a un massimo di 360 nella giornata di sabato, per registrare un flash crash nella nottata di domenica che puzza tanto di un grosso shake out. Evento che dunque, a mio parere, non inficia per nulla le tendenze attuali.
Al di là dei numeri quello che ci interessa è il cospicuo ingresso di nuovi capitali che, ovvio dirlo, qualcosa significa.

A guidare questa nuova crescita, come da prassi, sono state Bitcoin ed Ethereum (da segnalare il tempismo perfetto del team di Buterin nell’annuncio del lancio della testnet per la nascente Ethereum 2.0) ma ancora più interessante osservare come altre coins, perse di vista e giudicate quasi al tramonto della loro vita hanno registrato numeri che non vedevamo da un pezzo. Mi riferisco a Ripple, Litecoin, Dash, Monero, anche EOS. Stiamo parlando quindi di quelle altcoins “storiche” che nel corso dell’ultimo anno avevano dimostrato più debolezza. Per ora è stato solo un timido risveglio e alcune di queste sono state ricacciate indietro in maniera cospicua durante il flash crash di cui si diceva. Niente di esagerato quindi, se non la manifesta volontà del mercato che pare dirci di non essersi dimenticato di queste ultime.

Un discorso a parte merita Cardano. Anch'essa considerabile come una delle altcoins storiche. Gli ultimi mesi si è comportata sui grafici molto meglio rispetto alle altre e forse anche per questo motivo è una delle poche che non ha beneficiato troppo delle nuove immissioni di capitali, avendo qualcosa da scaricare. Da segnalare il lancio della tanto agognata Shelley, avvenuto in settimana.

Vi è poi da dire che abbiamo anche assistito, sopratutto nella prima metà della settimana, a una trasmigrazione di fondi dalle nuove coin della Defi ad altro. Niente di trascendentale, si è trattato di numeri non troppo rilevanti e di una piccola frenata. Un segnale che comunque, a mio avviso, non dovrebbe essere sottovalutato. Personalmente non credo sia solo il frutto diretto delle esternazioni e degli ammonimenti di Buterin.

Qualche giorno fa, il fondatore di Ethereum, ha infatti messo in guardia gli investitori dall’affidare troppi fondi presso queste nuove piattaforme, predicando dunque cautela e cercando di scacciare i troppi e facili entusiasmi che, forse, si stanno diffondendo in maniera estesamente irrazionale.

Detto questo potrebbe anche essersi trattato di un semplice scarico fisiologico, relativo al gonfiaggio esagerato del quale hanno beneficiato molti dei progetti in questo ambito. Staremo a vedere, come sempre sarà il tempo a rivelarci l’esatta collocazione che queste piattaforme avranno all’interno del comparto crypto.

Ciò che è certo è che in una prossima eventuale bull run avremo a che fare con investitori molto più attenti rispetto a quello che successe fra il 2017 e il 2018, al di là di tutto, poiché è vero che il mercato ancora non è maturo, ma è sicuramente più maturo e strutturato rispetto a 3 anni fa.

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