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Criptovalute: Tron (TRX) cos’è e come funziona

Per parlare di Tron e tratteggiarne le caratteristiche principali la cosa più semplice da fare è un parallelo con EOS, considerato il fatto che condivide con lo stesso tante peculiarità.

È sempre una piattaforma sulla quale è possibile costruire smart contracts e applicazioni decentralizzate, oltreché scambiare valore, ma il target è un po’ più definito rispetto a EOS, infatti il mercato di riferimento sarebbe quello dell’industria dell’intrattenimento digitale.

CEO di Tron è Justin Sun, una delle figure più in vista del panorama crypto e della nuova generazione asiatica fatta di imprenditori visionari. Spesso sulle prime pagine delle riviste del settore per un atteggiamento stile “purché se ne parli, bene o male”. Figura controversa dunque, che ama molto far parlare di sé. Ricordiamo la famosa cena con Warren Buffett o le recenti vicende legate all’acquisizione di Steem, il primo social e blogging network basato su blockchain.

Tron è nata dal lancio di una ICO costruita su Ethereum nel settembre 2017, completando la fase e la migrazione presso la propria main net nel giugno 2018, un procedimento abbastanza simile a quello fatto da EOS.

Anche l’algoritmo di consenso è simile a EOS, si tratta sempre di un DPOS (Delegate Proof of Stake) ma con alcune varianti. Quando si crea un account e si mettono in staking i fondi decisi acquisiamo un determinato potere di voto (Tron Power) che da essi deriva. Possiamo utilizzarlo come meglio vogliamo stabilendo ad esempio di votare con una certa percentuale il block producer A e con un’altra il block producer B. I 27 più votati devono validare e garantire la sicurezza del network inoltre devono ridistribuire una parte dei proventi che derivano da questo alla community che li ha votati. Ogni sei ore la lista si aggiorna.

Potremmo definire la blockchain di Tron come un sistema DPOS che prevede una sorta di “voto ponderato”. Tron, come tutte le DPOS fa della velocità nelle transazioni e della scalabilità punto di forza per gli stessi motivi evidenziati nell’articolo riguardante EOS.

Altra potenzialità è il suo stesso CEO, punta di diamante degli strumenti di marketing particolarmente aggressivi posti in atto da Tron. Justin Sun è una figura perfettamente inserita all’interno di quel mondo digitale asiatico particolarmente affamato dove può vantare importanti legami come quello con Jack Ma, il fondatore di Alibaba.

I problemi, come al solito quando si parla di DPOS, sono relativi a una decentralizzazione che rimane solo teorica e parziale, come già detto per quanto riguardava EOS. Nel caso di Tron però qualche contromisura in questo senso è stata presa (o perlomeno ci si è provato) allargando da 21 a 27 i block producer principali (chiamati Super Representative) e introducendo un sistema di reward anche per i candidati che vanno dal 28° al 127° più votati (i Super Candidati). Strategia che in ogni caso pare in questo senso per nulla sufficiente.

Tali questioni fanno delle reti che girano con questo algoritmo di consenso dei banchi di prova tecnologici molto importanti. Sono le cosiddette blockchain di terza generazione che si pongono problemi per i quali ancora non esistono soluzioni.

In realtà tutto il mondo crypto è un work in progress ma in questo caso siamo ancora più in là. Le sfide sono tante e solo il tempo potrà dirci come il mercato si muoverà e quali strade la tecnologia deciderà di battere in maniera più intensa.

Segnalo infine il sito web Dappradar dove è possibile vedere tutte le applicazioni decentralizzate che sono state costruite sulle diverse piattaforme blockchain (Ethereum, EOS, Tron, eccetera) in questi anni.

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