Kimura Trading

Token ERC-721: cosa sono e come funzionano

In uno degli articoli precedente si è parlato dello standard ERC-20, vedendo come questo sia il template di base sul quale vengono costruiti quasi tutti i token della piattaforma di Ethereum che hanno una prima caratteristica fondamentale comune: qualla di rappresentare dei beni fungibili, ovvero dei beni intercambiabili fra loro (per le caratteristiche più generali si veda questo contributo).

Le esigenze hanno portato a dover immaginare anche qualcosa di diverso in questo senso, immaginando un’architettura di base utilizzabile per la costruzione di beni non fungibili: lo standard ERC-721. In realtà vi sono anche altre varianti ma sicuramente questa è quella più diffusa perché è la prima che è stata creata.
 

Lo standard ERC-721: cosa è?

Tutto ciò che è stato detto in merito ai token nell’articolo precedente vale generalmente anche per lo standard ERC-721, non fosse per quella caratteristica primaria che in questo caso cambia: i beni rappresentati non sono più fungibili, ma sono connessi a dei beni unici. Per mettere in atto questo fatto sostanziale i token non fungibili differiscono da quelli fungibili per tre motivi principali:

  • non sono intercambiabili (come non lo è il mio gatto con il gatto di qualunque altra persona);
  • sono unici e non uniformi fra loro;
  • non possono essere divisibili (sempre rimanendo sui gatti è chiaro, non posso “spezzare” il mio gatto). A differenza ad esempio di una moneta come il Bitcoin, che sappiamo divisibile in tante parti.

Chiariti questi aspetti possiamo passare a concetti più concreti, relativi all’utilizzo pratico di questo standard.


Standard ERC-721: possibili utilizzi e applicazioni

Considerato ciò che è stato detto, risulta molto facile immaginare due settori nei quali le caratteristiche di questo standard possono essere richieste o diventare essenziali:

  • gaming (realtà virtuale e collezionabili);
  • arte.

Per quanto riguarda il gaming penso che tutti coloro che seguono le criptovalute da qualche tempo abbiano sentito parlare di CryptoKitties, il gioco dei gattini collezionabili. Con il boom di tre anni fa ha completamente intasato la blockchain di Ethereum per un po’ di giorni. Sulla realtà virtuale interessanti le applicazioni su Decentraland, Megacryptopolis e su The Sandbox, ultimo arrivato di questa specie.

Quelli appena menzionati sono tre esempi di realtà virtuali e simulazione di mondi nei quali si possono fare numerose cose, come acquistare terreni e costruire il un giardino o una casa, disegnare un personaggio acquistandogli vari accessori eccetera: si tratta di simulare vite parallele. Ovviamente ognuno di questi ha le sue peculiarità ed è orientato più su alcuni aspetti rispetto ad altri della vita normale.

Per quanto concerne Sandbox (in fase di avvio) sono interessanti le possibilità che vengono offerte agli utenti creativi, che attraverso un editor abbastanza ben fatto possono costruire i loro oggetti, i loro personaggi, vendendoli o scambiandoli in un mercato interno. Bisogna dire che a differenza del gaming il mondo dell’arte è arrivato qualche tempo dopo sullo standard ERC-721. In ogni caso la via è sicuramente stata aperta e a suggerirci questo sono i numeri della piattaforma SuperRare, un marketplace per opere d’arte digitale che negli ultimi mesi ha registrato una crescita di interesse fenomenale.

Un volume d’affari di un milione e mezzo di dollari nel corrente anno, più di 8.000 opere vendute e dunque un mercato in importante crescita. La piattaforma è strutturata in questo modo: gli artisti firmano digitalmente le opere attraverso una certificazione tokenizzata (per attestarne il possesso) e successivamente la mettono all’asta. I collezionisti la acquistano e possono decidere di rivenderla in altri mercati. I token non fungibili stanno sempre più entrando nei mercati e sembra che il loro futuro possa essere senza dubbio roseo.

Mi sono limitato a illustrare soltanto due dei possibili campi di applicazione ma è facile trovarne tanti altri. Con Unstoppable domains, piattaforma che permette l’acquisto di domini .crypto, ciò che si acquista non è altro che un token ERC-721 che naturalmente può essere rivenduto utilizzando la stessa piattaforma. Ma per approfondimenti in questo senso segnalo il sito web nonfungible.com, che tiene traccia di tutti questi progetti. Per chi fosse interessato all’argomento potrebbe essere una bella risorsa da consultare e esplorare.
 

Standard ERC-721: come interfacciarsi ai servizi?

Nel caso in cui fossimo interessati all’utilizzo di questi servizi dobbiamo sempre interfacciarci attraverso un wallet di Ethereum, non dobbiamo infatti dimenticarci che la blockchain è sempre questa. Di solito è sufficiente l’utilizzo di Metamask, un’applicativo che può essere scaricato gratuitamente e integrato nel nostro browser. Basta creare un profilo e il gioco è fatto.

Possiamo sia creare nuovi wallet che importarne uno già esistente utilizzando magari la chiave privata della quale siamo già in possesso. Il sistema di accesso alle estensioni di Ethereum generalmente è sempre questo, siano esse standard ERC-20, ERC-721 o altro. Un po’ come quando ci si registra a un sito utilizzando l’account di Google o Facebook.

0 - Commenti