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Criptovalute tra record e correzioni: cosa è successo?

Analizziamo più in dettaglio il crollo degli ultimi giorni nel mercato delle criptovalute dopo che nelle scorse settimane si sono susseguiti diversi record

Sono state due giornate di fuoco per tutto il mondo delle criptovalute, con perdite fino al 50% in alcuni casi. Il prezzo di Bitcoin ha fatto segnare un momentaneo -18% arrivando a toccare quota 47.500 dollari. Ethereum e le altre vaute virtuali hanno visto perdite anche maggiori con un -20%. La sensazione generale di un possibile sell-off ha portato il mercato ad un movimento ribassista che ha fatto partire delle reazioni a catena.

La Dominance di Bitcoin non è diminuita ma è aumentata in questa correzione che ha portato le Alt Coin con capitalizzazione di mercato più bassa a perdere molte quote di mercato. Proprio le criptovalute “alternative” hanno visto ingenti perdite rispetto a quelle di Bitcoin, arrivando anche al  -60%, -70% in una sola giornata. In questo senso queste monete sono da considerarsi non tanto come investimento ma come una speculazione molto pericolosa: dalla possibilità di grandi guadagni derivano anche grandi perdite se non si sa prendere profitto.

 

Bitcoin: la narrativa non cambia


L’euforia dei primi giorni che hanno accompagnato l’uscita live il primo ETF su Bitcoin creato in Nord America, il “Purpose Bitcoin ETF”, ha portato la capitalizzazione per la prima volta ad 1.000 miliardi di dollari. Superando il prezzo di 53.000 dollari, è stato raggiunto uno dei record più importanti dalla sua nascita conquistando una pietra miliare inaspettata solo un anno fa.

I tweet dell'Amministratore Delegato di Tesla, Elon Musk, e i timori per uno scatto nel tasso di inflazione hanno spinto BTC a superarsi giorno dopo giorno arrivando a sfiorare quota 60.000 dollari. Un altro dei motivi che hanno spinto Bitcoin a fare questo record sono sicuramente le straordinarie manovre che verranno messe in atto dalle banche centrali di tutto il mondo in cerca di tenere a galla un’economia sull’orlo della crisi. I tassi a zero e le mosse di aziende come PayPal e Mastercard stanno spingendo la fama e la “fame” di Bitcoin alle stelle.

Con un esercito di utenti non disposti a vendere le proprie monete digitali gli investitori, istituzionali e non, sono obbligati a prosciugare le riserve degli Exchange che ora più che mai stanno entrando in una crisi di illiquidità mai vista. Giorno dopo giorno l'offerta di Bitcoin in circolazione diminuisce e per questo il prezzo continua a crescere.

Per la prima volta nella storia ci troviamo davanti ad un asset con una quantità finita in cui il prezzo assume una rilevanza minore nel complesso. Momentaneamente il prezzo viene e verrà mosso dalla speculazione per rivendere la criptovaluta ad un prezzo più alto in futuro data la scarsità. Quando e se Bitcoin riuscirà ad assumere un ruolo fiduciario nella vita delle persone allora la vera potenzialità delle criptovaluta potrà venire fuori spinta da protocolli L2 come Lighting Network e RSK.

 

Bitcoin: correzioni e futuro


Quella degli ultimi giorni è quindi da considerarsi come una correzione naturale del mercato che, dopo un rally che perdura ormai da più di un anno, prova a rifiatare permettendo a molti investitori di continuare la fase di accumulazione con prezzi più bassi. Il mercato delle criptovalute continua ad essere molto volatile sia per piccoli investitori che per investitori istituzionali.

Il rischio e il sentore di un crollo, anche se non può essere definito tale quest’ultimo, era palpabile e prima o poi doveva accadere. L’unico vero time frame da prendere in considerazione quando si investe nelle criptovalute è il medio/lungo concentrandosi in protocolli che portano davvero valore reale all’ecosistema. Queste correzioni portano quindi i capitali dai progetti senza un valore aggiunto a piattaforme che spingono l’intero mercato un passo in avanti.

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