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Polkadot: cosa è e come funziona

Dopo aver analizzato nell’ultimo articolo le problematiche relative all’ambito Criptovalute e Blockchain è ora di scendere nel dettaglio e di capire qual è, attualmente, il miglior progetto per la problematica dell’interoperabilità e della scalabilità. Nell’ultimo periodo questo protocollo ha fatto notevolmente parlare di sé, arrivando nella top 10 delle criptovalute per capitalizzazione e facendo segnare ottimi ritorni ai suoi investitori.
 

Polkadot: cosa è e obiettivi del progetto

Parliamo ovviamente di Polkadot, una piattaforma che consente il trasferimento di diversi tipi asset in modo sicuro, affidabile e scalabile. Prima di parlare della tecnologia e del funzionamento è giusto chiarire quali sono i player dietro questo progetto, poiché proprio da questo nasce l’enorme interesse intorno a questa Blockchain. Polkadot è il progetto di punta della Web3 Foundation, una fondazione svizzera fondata per facilitare il funzionamento del web decentralizzato completamente funzionale e user-friendly.

Fondato da alcune delle principali figure nel settore, intorno al progetto troviamo Gavin Wood, co-founder e CTO di Ethereum nonché sviluppatore del linguaggio più famoso per gli Smart Contract Solidity, e Peter Czaban, direttore tecnologico della Web3 Foundation. Polkadot non è quindi uno dei tanti nuovi progetti nella sfera delle cripto ma è uno dei protocolli che mira a risolvere uno dei problemi più grossi della crittografia, ossia la scalabilità.

La soluzione proposta dal team di Polkadot è quello di creare delle catene (chain) parallele che possono dialogare tra di loro in modo da non intasare una sola catena di blocchi. Queste catene sono chiamate Parachain, e hanno delle caratteristiche diverse l’una dall’altra: la computazione delle transazioni viene distribuita tra le varie Parachain consentendo di elaborarne un numero elevato in maniera molto veloce.
 

Polkadot: caratteristiche e funzionamento

Una delle caratteristiche più interessanti di Polkadot è la capacità di trasferire qualsiasi tipo di dato su Blockchain pubbliche, aperte e senza autorizzazione, nonché su Blockchain private (o DLT) attraverso l’autorizzazione. Ciò rende quindi possibile lo sviluppo di applicazioni che ottengono dati da DLT e li utilizzano su Blockchain pubbliche in grado di dimostrare la certezza dei dati ma non i dati stessi.

Il funzionamento vero e proprio di questo protocollo non è semplice in quanto è formato da diversi punti, ognuno dei quali ha un ruolo fondamentale nel funzionamento di questo meccanismo. Polkadot, a livello operativo, è formato da 3 parti fondamentali:

  • Relay Chain: il cuore di Polkadot, responsabile della sicurezza, del consenso e dell’interoperabilità cross-chain della rete,
  • Parachain: Blockchain di qualsiasi tipo che possono avere i propri token e ottimizzare le loro funzionalità per casi d’uso specifici,
  • Bridges: dei veri e propri ponti che permettono alle Parachain di connettersi e comunicare con reti esterne come Ethereum e Bitcoin.

Altro punto importantissimo per capire fino infondo Polkadot sono le regole di consenso settate per gestire l’enorme mole di dati che il protocollo deve affrontare. Anche qui esistono diversi tipi di “nodi”, ognuno dei quali ha un compito ben preciso:

  • Nominators: proteggono la Relay Chain selezionando i Validators e mettendo in staking i DOT;
  • Validators: proteggono la Relay Chain avendo in staking i DOT, convalidando le prove dai Collators e partecipando al consenso con gli altri Validators;
  • Collators: mantengono i frammenti delle transazioni degli utenti e producono delle prove ai Validators;
  • Fishermen: monitorano la rete e segnalano comportamenti scorretti da parte dei Validators.

Polkadot quindi svolge il ruolo di garante nel mondo delle Blockchain coinvolte nel network, permettendo di eseguire le transazioni in sicurezza, cross-chain e con elevata stabilità. Oltre ad avere un complesso algoritmo di consenso e un funzionamento non semplice a primo impatto, questa valuta digitale possiede anche dei Token utili per lo staking e per la sicurezza del protocollo.

Recentemente i token DOT si sono posizionati nella top 10 per capitalizzazione di mercato, mostrando ancora una volta quanto intorno a questo progetto ci sia davvero molto interesse.

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