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Bitcoin: nuovo record ma per JP Morgan è allarme volatilità

La criptovaluta viaggia sopra i 50.000$, ma per JP Morgan le quotazioni sono insostenibili se non cala la volatilità. Intanto le banche non investono, vediamo perché

Il rally travolgente del Bitcoin non si ferma. (qui le quotazioni in real time) La madre di tutte le criptovalute ha sfondato di netto quota 50.000 dollari, raggiungendo un nuovo massimo storico a 51.691 dollari. Con i guadagni di oggi, la valuta virtuale ha messo a segno una performance del 78% dall'inizio dell'anno. Cosa questa da far arrossire anche i più accaniti detrattori come Peter Schiff, che aveva a più riprese sostenuto a gran voce che Bitcoin non avrebbe mai raggiunto quota 50.000 dollari. Tuttavia il noto finanziere americano ancora ribadisce la sua posizione ribassista nei confronti della moneta digitale.

Questa nuova infornata di acquisti ha preso spunto dalla decisione di MicroStategy Inc. di vendere 600 milioni di dollari di obbligazioni convertibili per acquistare bitcoin. Il fatto ricalca un pò la strada spianata da Tesla, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di aver investito 1,5 miliardi di dollari nella criptovaluta. Ma soprattutto potrebbe tracciare un percorso per altre aziende che vendono assets per ottenere la liquidità necessaria da impiegare nella blockchain.

 

Bitcoin: tutti i rischi per le banche

Sul carro ancora non sono salite le banche, le quali richiamano molta cautela. In verità gli istituti di credito sarebbero coinvolti in tutta una serie di rischi che sostengono nel rapporto con il cliente, una volta inserito in portafoglio un asset così controverso.

In primis vi sarebbe un rischio operativo, legato all'identificazione del cliente e del potenziale rischio di frode; in secondo luogo vi sarebbe un rischio legale, essendo Bitcoin uno strumento decentralizzato; infine vi sarebbe un rischio normativo non essendoci ancora alcuna regolamentazione e quindi potendo le banche essere sottoposte a situazioni repressive da parte delle Autorità di vigilanza. A corollario di tutto questo vi è sempre un aspetto di carattere deontologico di protezione del cliente da considerare.

Pertanto, l'attrazione verso uno strumento che potrà far ottenere guadagni esorbitanti viene vista alla stregua di un'attività che produce dei costi notevoli di sostenimento. Gli spread ad esempio dovrebbero essere alti per assorbire le perdite eventuali.

È chiaro che un intervento regolatorio in tal senso cambierebbe completamente il quadro generale ed eviterebbe soprattutto il possibile schianto di un asset senza alcun sostegno normativo. A quel punto probabilmente le banche deciderebbero di cambiare completamente visione su tutto il mondo legato alla blockchain.

Tuttavia, mantenendo le dovute riserve, diverse istituzioni finanziarie si sono mosse per attuare dei piani volti al settore delle criptovalute, come ad esempio MasterCard e Bank of New York Mellon. Persino il Presidente di JP Morgan, Daniel Pinto, ha affermato che in qualche modo la banca verrà coinvolta.

 

JP Morgan: rischio crash Bitcoin se non cala la volatilità

Proprio JP Morgan però esprime estrema prudenza. Secondo la banca d'affari statunitense, per evitare il crash è necessario che la volatilità diminuisca perché, con queste oscillazioni di prezzo, le quotazioni attuali non sono assolutamente sostenibili. Gli strategist sottolineano il fatto che il valore di mercato di Bitcoin è aumentato di 700 miliardi da quando è partito il rally degli ultimi mesi, sebbene l'afflusso degli istituzionali sia stato solamente di 11 miliardi di dollari. Questo significa che intorno alla criptovaluta c'è una massa di investitori al dettaglio che si sono gettati a capofitto e che hanno fatto salire le quotazioni vista la scarsità dell'offerta.

Attualmente c'è un segnale che dimostra che i trader non vedono la fine a breve del rally, ossia gli spread che continuano ad allargarsi tra il contratto spot e i future in scadenza a marzo. Inoltre anche le azioni legate alle criptovalute in Asia stanno crescendo tantissimo. Ad esempio Monex Group è salita di oltre il 20% negli ultimi 3 giorni, piazzando un guadagno dall'inizio dell'anno di oltre il doppio del valore iniziale.

Tra le schiera delle persone molto accorte in relazione al Bitcoin vi è come Jeffrey Halley, analista di mercato senior presso Oanda Asia Pacific. L'esperto lancia un segnale di allarme molto forte, ritenendo che le quotazioni recenti della moneta digitale dimostrano che ormai nel mondo delle criptovalute la situazione sta pericolosamente sfuggendo di mano.

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