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Bitcoin: rally ai titoli di coda?

Prosegue la debolezza sul Bitcoin, che sembra essere intenzionato a proseguire la fase ribassista iniziata lo scorso 16 settembre. A favorire le vendite sulla prima criptovaluta per capitalizzazione sono le recenti vendite generalizzate che ieri hanno colpito i mercati.
Negli ultimi mesi si è assistito ad una forte correlazione tra la moneta digitale, l’oro e le azioni, che si stanno muovendo in sostanziale sintonia.

Ieri infatti, con i prezzi dell’azionario spinti dalle vendite, sia il metallo prezioso che la valuta virtuale hanno iniziato a correggere. Se si guarda alla struttura del rialzo partito nella seconda metà di marzo inoltre, si noterà che è molto simile a quella del prezioso per eccellenza. Questo è dovuto da un lato all’indebolimento del Dollaro USA, e dall’altro alla similitudine che si può fare tra questi due strumenti, per lo più legata alla limitatezza dell’offerta e alla funzione di protezione dai periodi di incertezza.

Bitcoin: analisi tecnica e strategie operative

Dopo aver violato il supporto a 11.084,9 dollari, espressi dai minimi del 4 agosto 2020, i prezzi del Bitcoin hanno violato la linea di tendenza che unisce i lows del 12 marzo e 15 luglio scorsi. Dopo aver tentato di reagire a ridosso della trendline che unisce i minimi del 10 maggio e 1 luglio 2020, i compratori hanno effettuato un test dell’ex sostegno di area 11.000 dollari, venendo respinti.

Vista l’incapacità dei corsi di segnare nuovi massimi relativi, si potrebbe asserire che la criptovaluta abbia dato il via ad una nuova fase correttiva, che vede come primo obiettivo la zona dei 10.170 dollari e come secondo target il livello di concentrazione di domanda a 8.958,4 dollari, espresso dai top del 28 aprile 2020.

Se anche quest’ultima zona dovesse venire violata, i margini per una prosecuzione del ribasso si potrebbe estendere anche verso gli 8.200 dollari, dove transita il 50% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai minimi del 12 marzo ai massimi del 16 agosto 2020. La prosecuzione del ritracciamento in atto potrebbe anche essere utile per i compratori, che avrebbero l’occasione di tentare un’operatività di stampo rialzista con un rapporto di rischio rendimento più interessante rispetto ad ora, dove per avere un segnale positivo si dovrebbe attendere un ritorno al di sopra degli 11.100 dollari.

Da un punto di vista operativo quindi, si potrebbe adottare un approccio simile a quello evidenziato anche sull’analisi dell’oro. Nel breve periodo quindi vi sarebbe la possibilità di pianificare una strategia di stampo short da 10.620 dollari con stop loss a 11.095 dollari e obiettivo a 10.000 dollari. Nel medio periodo invece, l’operatività di matrice long potrebbe tornare interessante da 9.000 dollari. In tal caso lo stop loss sarebbe individuabile a 8.027 dollari, mentre il target a 10.600 dollari.

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