Kimura Trading

Wall Street: ecco perchè le Big Tech non sono sopravvalutate

Le società tech USA hanno rallentato la corsa negli ultimi tempi e i multipli sono alti. Questo è un segnale che il rally sia giunto al termine? Vediamo di scoprirlo

Le società tecnologiche continueranno a correre o sono arrivate al capolinea? Due segnali sono arrivati recentemente come una sirena stonata: l'esito delle elezioni americane e l'annuncio di vaccini anti-Covid efficaci. In entrambe le circostanze si è visto come il mercato abbia preferito posizionarsi short rincorrendo la notizia.

Con Joe Biden alla Casa Bianca, le Big Tech non potranno più godere troppo della bambagia fiscale di cui hanno usufruito durante l'Amministrazione Trump, mentre con lo sviluppo del vaccino che presumibilmente metterà fine alla pandemia e farà tornare alla normalità, il commercio tradizionale riprenderà come prima facendo venire meno il vantaggio competitivo dei colossi tecnologici.

In aggiunta a questo vi è la pressione sempre più efficace da parte delle Autorità Antitrust, come dimostra la riduzione da parte di Apple delle commissioni dal 30% al 15% agli sviluppatori software sul suo App Store.

 

Big Tech: gli investitori cominciano a considerare i multipli?

Gli investitori hanno preso atto di tutto questo e hanno cominciato quantomeno a rallentare con gli acquisti. Da inizio anno i 5 big della tecnologia, ossia Facebook, Apple, Amazon, Google e Microsoft sono cresciuti a Wall Street del 49%, mentre l'indice di Borsa S&P 500 è aumentato di uno scarso 12%.

Oggi i multipli societari del gruppo dei 5 hanno un valore di circa 31, contro il valore di 20 degli altri titoli del benchmark. L'aspetto interessante è che fino alla fine di agosto il rapporto prezzo/utile era di 35 per i FAAMG e di 12 per tutto il resto: questo significa che la tendenza è ad abbassarsi nel primo caso e ad aumentare nel secondo.

Tali considerazioni sono state assorbite da parte di molti investitori e analisti convinti del fatto che, una volta che i tassi di interesse cominceranno ad alzarsi in virtù di una ripresa economica, il mercato si sposterà verso i titoli value, i quali sono più legati alla crescita economica e meno influenzati del momento.

Gli esperti della società americana di consulenza Evercore Partners ad esempio, stimano nel 2021 guadagni del principale indice americano non superiore al 5%, proprio perché non si aspettano che le Big Tech possano continuare a produrre le stesse performance di quest'anno.

 

Goldman Sachs: le Big Tech non sono sopravvalutate

Un pò controcorrente alla tendenza generale si collocano gli analisti di Goldman Sachs. Secondo la società americana, i fondamentali delle prime 5 società tech di Wall Street sostengono i multipli.

Tutte e 5 le società hanno utili per azioni in crescita e le loro piattaforme sono in grado di produrre delle sinergie di costi eccezionali. La casa d'affari americana poi mette in luce come, se si considera il PEG, ossia il rapporto tra i multipli e il tasso di crescita previsto degli utili, questo sia più o meno in linea con quello degli ultimi 5 anni.

Più precisamente: Microsoft ha un PEG di 2 esattamente come la sua media quinquennale; Facebook di 1,2 appena sopra il valore medio che è di 1,1; Amazon addirittura ha un valore notevolmente inferiore alla media, ovvero 1,6 contro 2,4; il PEG di Google è di 1,9 leggermente superiore alla media di 1,5; l'unico ad avere un PEG notevolmente superiore alla media è Apple con 2,6 contro 1,5.

Questo in definitiva significa che i multipli societari possono essere anche alti, ma la capacità di generare utili da parte delle aziende tecnologiche non le fa così sopravvalutate e quindi ancora queste ultime hanno ampi margini di crescita per l'anno 2021.

0 - Commenti