Wall Street: cresce il numero dei venditori allo scoperto | Investire.biz

Wall Street: cresce il numero dei venditori allo scoperto

I venditori allo scoperto si ammassano in quest'ultimo periodo per effetto delle tensioni che si stanno vivendo sui mercati azionari. Ecco che cosa stanno vendendo

Gli investitori hanno aumentato le vendite allo scoperto sulle azioni americane al tasso più veloce in quasi un anno. Lo confermano le posizioni short registrate nell'SPDR S&P 500 ETF Trust, che replica il principale indice borsistico statunitense. Gli operatori di mercato stanno quindi pienamente assorbendo quanto succede all'esterno, dove la minaccia di una guerra in Europa tra Russia e Ucraina ha gettato i mercati nel panico generale.

Il clima è già appesantito dalle attese che la Federal Reserve a marzo annunci il primo di una lunga serie di rialzi sui tassi d'interesse e questo potrebbe impattare sulla crescita economica. Secondo alcuni il restringimento della politica monetaria della Banca Centrale americana potrebbe condurre a una recessione che, unita a un'inflazione incontenibile, creerebbe i presupposti ideali per una stagflazione che non si vede negli Stati Uniti da decenni.

La preoccupazione degli investitori è anche per i prossimi rapporti sugli utili delle società quotate. Nel 2021 le trimestrali hanno battuto le attese degli analisti, perché favorite dall'accomodamento monetario della Fed, ma anche perché si confrontavano con una situazione come quella del 2020 disastrosa. Adesso la base di partenza è diversa ed è più facile andare incontro a delusioni che contribuiscono a peggiorare il sentiment nel mercato.

 

Wall Street: ecco le posizioni degli investitori allo scoperto

Il nervosismo del mercato quindi è tangibile e le posizioni ribassiste accorrono in massa. Secondo le proiezioni della società di analisi dati S3 Partners, nelle quattro settimane fino a giovedì 18 febbraio, le vendite allo scoperto dell'SPDR S&P 500 ETF Trust  sono aumentate di 8,6 miliardi di dollari, il livello più alto di tale periodo da marzo 2021.

In maniera particolare sono bersagliati i titoli tecnologici, maggiormente esposti all'aumento dei tassi d'interesse. Ad esempio sono aumentate le puntate al ribasso nei confronti di Nvidia e Tesla di circa 1,4 miliardi di dollari. Viceversa sono diminuite le posizioni short verso Apple e Texas Instruments.

Un altro segnale importante lo si vede nel mercato delle opzioni, dove stanno crescendo le put che scommettono per un calo del mercato azionario. Secondo i dati di Cboe Global Markets, 3 dei 5 giorni più attivi nel trading di tali opzioni si sono verificati nelle prime settimane del 2022. Quanto alle opzioni call su singoli titoli, vi è stata una discesa in termini percentuali al livello più basso da aprile 2020.

 

Wall Street: alcuni fondi vedono opportunità d'acquisto

Questi numeri danno l'idea delle tendenze in corso degli investitori e alcuni vedono poche prospettive rialziste nei prossimi tempi. Ad esempio Jordan Kahn, Chied Investment Officer di ACM Funds, ha ridotto le sue posizioni in azioni e aumentato quelle short nei confronti di alcuni fondi negoziati in Borsa che riproducono l'ampio mercato. L'esperto ha anche detto che verso la fine del 2021 i titoli più grandi stavano tenendo a galla gli indici, mentre gli altri stavano avendo una correzione. Solo che adesso anche quelli più capitalizzati probabilmente subiranno l'effetto delle vendite.

Julien Stouff, fondatore dell'hedge fund Stouff Capital, trova invece delle opportunità in questa fase di mercato. Egli sostiene di aver puntato al rialzo sulle azioni a gennaio in un'ottica di breve termine, proprio quando ha visto che gli altri stavano vendendo in massa. Oggi ritiene tale paura rappresenti sempre un'occasione di acquisto, sebbene Stouff mantenga una posizione neutrale sulle opzioni.

 

 

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