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Wall Street: 10 anni di festa in Borsa per le azioni Tesla

Era il 29 giugno del 2010 quando Tesla fece la sua prima apparizione sul listino tecnologico più famoso del mondo, il Nasdaq. Dalla prima vendita di autovetture, avvenuta nel febbraio 2009, allo sbarco in Borsa passarono solo 16 mesi.

L'IPO della società di Elon Musk riguardò 13,3 milioni di azioni a un prezzo di 17 dollari per azione. La società californiana raccolse 226 milioni di dollari diventando la prima società automobilistica americana a quotarsi dall'IPO di Ford nel 1956. 

Da allora molto è cambiato, Wall Street ha vissuto il mercato toro più lungo della sua storia e soprattutto il nome di Tesla ha attirato sempre maggiori attenzioni, tanto da parte dei consumatori che degli investitori. In questo decennio le azioni Tesla hanno messo a segno una performance incredibile, oltre il 5.000%. Sopratttutto, in questo mese di giugno 2020 le quotazioni del titolo hanno sfdondato la soglia dei 1.000 dollari ad azione. Dopo un primo allungo avvenuto nelle scorse settimane, anche oggi i corsi del titolo sono sopra tale livello. 

Per capire il valore della performance messa a segno in questi anni a Wall Street basta mettersi nei panni di un investitore che avesse investito 10.000 dollari in azioni Tesla in IPO e le avesse ancora in portafoglio. Con quella cifra avrebbe acquistato 588 azioni (per un totale di 9.996 dollari) che ai prezzi di Borsa attuali varrebbero 590mila dollari, 580.000 di plusvalenza!

 

Tesla: dal periodo post crisi 2008 all'espansione internazionale

Tesla ha rappresentato e rappresenta una società disruptive per il settore automobilistico. La sua unicità e la voglia di guidare il cambiamento delle nostre abitudini di spostamento non hanno tuttavia sempre avuto la strada spianata. L'azienda deve ringraziare il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti che nel 2010 concesse a Tesla un prestito di 465 milioni di dollari. Con questo denaro e con i 226 milioni di dollari raccolti grazie alla IPO Tesla potè iniziare la sua attività, in uno dei periodi più buoi della storia economica americana, ovvero il periodo post crisi mutui subprime.

La prima auto lanciata fu la Model S nel 2012. Prima sedan prodotta dalla casa automobilistica, l'obiettivo di questo modello era quello di farsi strada nel mercato dell'americano medio. Tre anni dopo arrivò la Model X. Grazie alle vendite di questo modello Tesla fu in grado di aumentare la produzione della Model S. Oltre che continuare a destare interesse negli investitori, con le azioni che sul mercato azionario avevano già superato i 200 dollari di valore.

Nel 2016 è stata la volta della Tesla Model 3. Un vero e proprio successo, tanto che i clienti fecero giorni di code solamente per riservare un esemplare di macchina. Tutt'oggi questo modello detiene il record di auto elettrica più venduta al mondo, oltre che ad essere l'auto in assoluto più venduta in Olanda e Norvegia.

E siamo arrivati al 2020, con la nuova Model Y in arrivo (un Suv che dovrebbe, secondo le previsioni, battere tutti i modelli precedenti messi insieme) e con una non ben precisata data di inizio produzione del già mitico cybertruck, il Suv futuristico divenuto famoso per la "disastrosa" presentazione, durante la quale i vetri antiproiettile furono rotti da una sfera di acciaio.

Nel 2019 Tesla ha completato la costruzione della sua fabbrica a Shanghai in Cina, prima società americana ad avere una vera e propria presenza sul suolo dell'ex Impero Celeste. Anche l'Europa ha catalizzato gli investimenti della casa automobilistica a stelle e strisce. A Berlino sono state gettate le basi per quella che sarà chiamata la Gigafactory 4. La fabbrica europea si concerterà sulla produzione della Model Y, oltre che sull’assemblaggio delle batterie e dei powertrain. Questi due impianti produttivi vanno a sommarsi a quelli americani presenti in Nevada e a New York. 

Nei suoi piani di sviluppo, Tesla punta ad avere auto 100% autonome già nei prossimi anni. La società USA non punta tuttavia solo sul mercato delle automobili. Con l'acquisizione di SolarCity, l'azienda guidata da Elon Musk punta alla fornitura a 360 gradi di servizi basati sull'elettrico. Dal "Solar roof", un vero e proprio tetto fotovoltaico, al pacchetto di batterie per la casa, Tesla punta a rivoluzionare il modo in cui siamo abituati a servirci dell'energia elettrica.

 

Wall Street: le azioni Tesla sono da comprare?

Le azioni Tesla non possono essere analizzate come si fa con delle azioni tradizionali. Nonostante l'azienda non abbia mai prodotto utili, il titolo in Borsa ha avuto performance stellari. Come mai questa incredibile performance se, nel lungo periodo, le azioni seguono lo sviluppo dei dati fondamentali?

E' una questione di aspettative. Chi investe in Tesla non si aspetta di fare profitti nel breve termine, grazie alla vendita di auto, ma si aspetta immensi profitti dettati dal fatto che la casa automobilistica potrebbe cambiare il Mondo degli spostamenti e dell'energia come lo conosciamo.

Detto questo, alla domanda se le azioni Tesla sono da comprare, la risposta più sensata che mi sento di dare è: le azioni di Tesla sono da comprare (con parsimonia e per una piccola parte del proprio capitale) se siamo tra quelli che credono che Tesla cambierà il Mondo.

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