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M&A: tra PNC e BBVA la seconda più grande operazione dal 2008

Con l'acquisizione di 11,6 miliardi di dollari di assets di BBVA, PNC lancia la sfida alle grandi banche d'affari USA. I mercati festeggiano il deal con acquisti corposi

Continuano le grandi operazioni di M&A. L'ultima in ordine temporale è l'accordo raggiunto tra il gruppo finanziario spagnolo Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA e la società americana di servizi finanziari PNC Financial Services.

In base al patto, quest'ultima acquisterà assets di BBVA per un valore complessivo di 11,6 miliardi. Il deal, che sarà regolato tutto in denaro liquido, rappresenterà la seconda più grande operazione di acquisizione nel settore finanziario da quando è scoppiata la crisi dei mutui subprime. Il primato al momento viene detenuto dalla fusione da 66 miliardi tra BB&Te SunTrust, avvenuta nel 2019.

La nuova realtà che verrà fuori dall'integrazione occuperà 29 dei 30 mercati maggiori di tutti gli Stati federali USA e PNC diventerà la più grande banca regionale del Paese. Ricordiamo che BBVA attualmente gestisce attività per un totale di 104 miliardi di dollari.

 

M&A PNC-BBVA: i vantaggi per le due società

Cosa rappresenterà l'accordo dal punto di vista economico-finanziario per i due player coinvolti nell'operazione? In base ad un comunicato rilasciato oggi dalla banca, PNC Financial Services si vedrà aumentare l'utile di circa il 21% nel 2022, grazie a un risparmio sui costi di circa 900 milioni di dollari.

L'obiettivo del gruppo è quello di competere con giganti bancari come J.P. Morgan e Bank of America. Per questo motivo da tempo sono in programma delle possibilità di acquisizioni, frenate solo dalla pandemia e quindi dal rischio di dover sopportare un'ondata di perdite sui finanziamenti, nonché dalla prospettiva di bassi tassi di interesse a lungo.

Nel contempo però sono arrivati 14 miliardi di dollari da utilizzare per lo scopo, grazie alla vendita di una quota di partecipazione nel fondo BlackRock. E la riduzione delle quotazioni generata dalla crisi ha fatto vedere delle opportunità ghiotte alla società americana.

Per quanto riguarda BBVA, l'accordo significa una rivalutazione del suo valore contabile tangibile di 1,34 volte, con l'aumento del coefficiente di capitale del 3% e un coefficiente CET1 pro-forma del 14,5%. Quest'anno l'istituto spagnolo ha dovuto effettuare delle svalutazioni delle attività per 2,5 miliardi di dollari, che si sono aggiunti agli 1,4 miliardi del 2019.

Con la cessione delle attività il gruppo si libera di un peso che incide sugli utili e, in questo modo, potrà pagare i dividendi ed effettuare eventuali acquisizioni per consolidarsi nel settore bancario spagnolo.

 

M&A PNC-BBVA: le reazioni dei titoli in Borsa

La azioni BBVA volano quest'oggi alla Borsa di Madrid piazzando un rialzo del 20% circa. Con i guadagni della seduta, il titolo perde circa il 25% dall'inizio dell'anno, recuperando una buona parte del valore dopo lo shock subito durante la pandemia. PNC invece è attesa a Wall Street, dove nel premarket le azioni sono viste in rialzo del 3,4%.

Le quotazioni si sono riprese quasi totalmente dal tracollo subito a marzo quando sono arrivate a un minimo di 79,47. Tuttavia il calo dall'inizio dell'anno è ancora sostenuto e si aggira intorno al 24%. Herman Chan, analista di Bloomberg Intelligence, ha scritto in una nota che l'accordo firmato con BBVA rafforza la presenza di PNC nel Sud-Est e proietterebbe la banca alla conquista del Texas. Questi piani di ingrandimento renderebbero il titolo interessante.

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