Buzzi Unicem: origini, storia e sviluppi del leader del cemento | Investire.biz
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Buzzi Unicem: origini, storia e sviluppi del leader del cemento

Com'è nata Buzzi Unicem? Quando si è quotata in Borsa? Come è diventata un'azienda leader a livello mondiale? Ecco tutto quello che c'è da sapere sul colosso del cemento

Buzzi Unicem S.p.A. è una multinazionale italiana impegnata nella produzione di materiali da costruzione. In particolare la società è specializzata nella produzione, distribuzione e vendita del cemento in Europa, e precisamente in Italia, Germania, Olanda, Polonia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Russia, Ucraina e Slovacchia, negli Stati Uniti e in Messico. Attualmente è leader del mercato italiano con una quota del 16%, secondo soltanto a Italcementi. 

 

Buzzi Unicem: origini e sviluppi

Nel 1872 a Casale Monferrato, grazie a un'idea del geometra Luigi Marchino, nacque la Cementi Marchino. Da subito iniziò la produzione della calce presso lo stabilimento della stessa città e 6 anni più tardi le prime lavorazioni per la cottura dei cementi e del Portland naturale. Nel 1907 Pietro e Antonio Buzzi fondarono la Fratelli Buzzi Cementi, che aveva lo stabilimento di produzione a Trino in provincia di Vercelli.

La Cementi Marchino si trasformò nel 1924 in Marchino & C. e nel 1933, dopo la fusione con Unione Italiana Cementi, per iniziativa di Giovanni Agnelli, diventò Unione Cementi Marchino & C. Passarono più di 30 anni, esattamente nel 1969, che vi fu un'altra operazione societaria di grande rilievo: la fusione per incorporazione di Industrie Cementifere Emiliane e di Cementeria di Augusta in Unione Cementi Marchino, dando vita a Unicem.

Quello fu un passo decisivo perché poi nel 1999 Fratelli Buzzi Cementi e Unicem si unirono fondando Buzzi Unicem S.p.A., che si quotò alla Borsa di Milano. Il polo nascente disponeva di 13 unità produttive in Italia, 5 impianti in USA e 1 stabilimento in Messico. Inoltre poteva contare su una capacità produttiva di 15 milioni di tonnellate annue di cemento, di 7,7 milioni di metri cubi di calcestruzzo preconfezionato e di un personale di 3.950 unità.

 

Buzzi Unicem: il nuovo millennio e l'operazione Dyckerhoff

All'inizio del nuovo millennio il conglomerato appena nato confezionò una grande alleanza con il cementificio tedesco Dyckerhoff in base al quale Buzzi Unicem acquisiva una quota del 34% del capitale della società di Wiesbaden. Inoltre la famiglia Dycherhoff, azionista di maggioranza dell'omonima società, aveva il diritto di esercitare opzioni di vendita a fine 2004 per un'ulteriore quota azionaria del 34%.

In realtà nel 2002 le opzioni furono esercitate in via anticipata e gli acquirenti furono Buzzi Unicem per il 10%, che salì così al 44% del capitale dell'azienda, e Banca IMI per il 24%. La scalata del colosso italiano verso l'acquisizione del pacchetto di maggioranza si perfezionò nel 2004 allorché Dyckerhoff vendette altre azioni permettendo a Buzzi Unicem di salire al 67% del capitale. L'anno successivo quest'ultima s'impossessò del 91,20% delle azioni ordinarie e del 76,73% del capitale totale, comprensivo delle azioni privilegiate.

 

Buzzi Unicem: ingresso nel FTSE Mib ed espansione mondiale 

Nell'anno 2006 Buzzi Unicem inaugurò negli Stati Uniti un nuovo terminale d'importazione della Houston Cement Company, che era una joint venture che coinvolgeva Ash Grove, Alamo Cement e Texas Lehigh. L'espansione negli Stati Uniti continuava a ritmo spedito e nel 2008 fu avviato lo stabilimento River 7000, che rappresentava una linea produttiva ad alti livelli di efficienza di consumo energetico e combustibili. Nel frattempo il titolo in Borsa della società di Casal Monferrato era entrata a far parte dell'indice FTSE Mib.

Nel 2010 venne lanciato il Progetto H2NO, per rafforzare l'impegno di fornire calcestruzzo preconfezionato secondo procedure controllate e certificate. La presenza in altri Paesi a livello mondiale si faceva sempre più viva, con la costruzione di una linea di produzione in Russia della capacità di 1,2 milioni di tonnellate annue di cemento e di una simile cementeria in Messico.

 

Buzzi Unicem: la morte di Franco Buzzi e tema ambientale

Il 15 febbraio del 2011 si spense all'età di 75 anni Franco Buzzi, che era stato Vice-Presidente dell'azienda, nonché uno dei protagonisti dell'incredibile sviluppo che aveva vissuto l'azienda in quegli anni. Alla fine dello stesso anno, l'Unione Italiana delle Camere di Commercio premiò Buzzi Unicem inserendola nel Registro delle Imprese Storiche Italiane, che comprende tutte quelle imprese che da 100 anni contribuiscono allo sviluppo dell'economia del Paese.

Un altro riconoscimento importante arrivò dal Carbon Disclosure Project, facente riferimento al grande impegno della società di preservare le risorse naturali combattendo il cambiamento climatico nell'ambito dell'esercizio della sua attività. Alla fine del 2013, Buzzi Unicem fece parte per il secondo anno consecutivo delle 10 aziende inserite nel CDP Italy 100 Climate Change Report.

 

Buzzi Unicem: il progetto CLEANKER

Il 3 luglio del 2015, Buzzi Unicem concluse l'acquisizione del 100% delle quote dello storico cementificio Zillo, che deteneva stabilimenti nei pressi di Pordenone e Padova. Questa operazione fu di estrema importanza perché permise all'azienda di rafforzare la propria presenza nel mercato domestico, contribuendo a consolidare il settore del cemento in Italia.

Nel 2018 la società entrò a far parte della Global Cement and Concrete Association, un'organizzazione comprendente all'interno 16 aziende leader nella produzione di cemento e calcestruzzo e rappresentante il 30% della capacità produttiva del pianeta.

Buzzi Unicem decise a quel punto di investire in Sud America giusto per garantire una certa diversificazione delle attività del gruppo. Così venne effettuata l'acquisizione di BCPAR SA, società brasiliana che era proprietaria di due grosse unità del cemento che nel complesso erano dotate di una capacità produttiva di 4,1 milioni di tonnellate annue.

Ad ottobre del 2019 fu inaugurato il progetto CLEANKER, che consiste in una sorta di procedura tecnologica con lo scopo di catturare le emissioni di CO2 durante il processo che porta alla produzione del cemento. Tutto quanto è stato elaborato nell'ambito del programma Horizon2000, sostenuto dall'Unione Europea. L'anidride carbonica che viene catturata da questa tecnica innovativa sarà utilizzata in futuro per produrre combustibili neutri come il cherosene, molto utile per alimentare il trasporto aereo.

Nel 2020, il Covid-19 ha limitato le attività del gruppo, facendo crollare il titolo in Borsa ai minimi di 5 anni. Con la prospettiva della ripresa economica, Buzzi Unicem si accinge ad un cambio di passo per un futuro in grande spolvero e le quotazioni azionarie hanno riconquistato i livelli pre-pandemici.

 

 

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