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Tesla: settimana nera tra incidente Texas e proteste Cina

Non bastava l’incidente della Model S in Texas, ora tra le preoccupazioni di Elon Musk c’è anche la Cina, dopo la protesta al salone dell’auto in corso a Shanghai

Quella che sta per concludersi è stata una settimana da dimenticare per Elon Musk. Dopo l'incidente mortale in Texas che ha coinvolto un veicolo Tesla, il colosso delle auto elettriche è adesso al centro delle polemiche in Cina.

Tesla non è nuova a momenti di tensione con Pechino. Solo a marzo è stata sotto i riflettori quando i militari hanno vietato alle auto di entrare nelle loro strutture, preoccupati per la sicurezza della loro zona a causa delle telecamere dei veicoli, anche se la società aveva già precisato che le videocamere delle sue auto non sono attive al di fuori del Nord America. Ma vediamo cosa sta succedendo nel dettaglio.

 

Tesla: timori dopo incidente Model S in Texas

Le quotazioni di Tesla hanno iniziato ad indietreggiare dopo la notizia relativa ad un’incidente di una Model S. Nello specifico, una vettura senza conducente ha preso fuoco in un’autostrada nei pressi di Houston. Secondo la polizia lo schianto che ha provocato la morte dei due passeggeri è avvenuto mentre il pilota automatico era attivo.

La ModelS del 2019 viaggiava ad una velocità sostenuta intorno alle 23.15 di sabato sera quando è finita fuori strada a 50 km anord di Houston, in Texas, ha riferito la polizia. Da tempo la tecnologia è nel mirino delle critiche e delle autorità americane, impegnate già a indagare su altri incidenti fatali in cui era in funzione.

Mentre la società non ha risposto alle richieste di commenti, è noto da tempo che vi siano state diverse critiche a Tesla per il rischio di incendi sui pacchi batteria. La società di Palo Alto non farebbe infatti abbastanza per impedire agli utenti di utilizzare le funzioni di guida assistita in modo inappropriato. Ma vediamo ora cosa è successo in Cina.

 

Tesla: le proteste in Cina e le scuse “non adeguate”

I guai per Elon Musk vanno da un capo all’altro del mondo questa settimana. A scatenare il polverone è stata la plateale protesta di un cliente al salone dell'auto in corso a Shanghai. Il video della protesta è subito divenuto virale sui social media e ha costretto la società guidata da Elon Musk a porgere le sue scuse.

Lunedì un cliente scontento si è arrampicato su una Tesla al salone dell'auto di Shanghai in segno di protesta per la gestione da parte della società delle sue lamentele sui freni malfunzionanti, innescando l’intervento di regolatori e media statali.

A sollevare la protesta è stata una donna che indossava una maglietta decorata con le parole "I freni non funzionano" ha gridato accuse riferendo che i freni difettosi su una Model 3 hanno causato un incidente e lasciato i suoi genitori con ferite che hanno richiesto il ricovero in ospedale.

Tesla avrebbe risposto un mese fa quando si è verificato l'incidente, dicendo che l'autista stava accelerando al momento dell'impatto, citando un rapporto della polizia. Tesla martedì scorso si è scusata con i consumatori cinesi per non aver affrontato il reclamo in modo tempestivo e ha affermato che lancerà una revisione del suo customer care in Cina.

Da Pechino piovono accuse su controllo qualità Il regolatore del mercato cinese ha esortato Tesla a garantire la qualità del prodotto nel Paese, mentre l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha affermato che le scuse di Tesla non sono state adeguate e sincere.

La Cina rappresenta il 30% circa delle vendite globali di Tesla che produce automobili nella propria fabbrica a Shanghai. A marzo le vendite di veicoli elettrici nell’ex Impero Celeste hanno superato il 10% delle vendite totali di veicoli del principale mercato auto mondiale.

Le critiche in arrivo da Pechino arrivano in un momento delicato per l’immagine di Tesla, dopo che il mese scorso è stata accusata di spionaggio dalle autorità cinesi, in una dinamica simile alla messa a bando di Huawei negli USA.

 

 

 

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