A2A: aggiornato il piano decennale, ecco tutto quello da sapere | Investire.biz

A2A: aggiornato il piano decennale, ecco tutto quello da sapere

23 nov 2022 - 11:30

A2A ha aggiornato il piano industriale per il periodo 2021-2030, mantenendo un profilo più prudenziale. Entriamo nei dettagli e scopriamo quali sono le principali novità

Le azioni A2A crollano del 4,5% sul Ftse Mib dopo l'aggiornamento del piano industriale 2021-2030. Le modifiche sono state effettuate in ottica prudenziale, visto l'incerto contesto economico e gli impatti generati da una serie di fattori come l'aumento dei costi di approvvigionamento, l'incremento del valore nominale dei crediti, la rateizzazione dei pagamenti dei clienti e l'incremento del costo del debito, spiega in una nota l'utility lombarda.
 
In questo quadro, il focus è sulla gestione dei rischi, con una rimodulazione degli investimenti, pur mantenendo invariati gli obiettivi nel decennio. "Il 2022 è stato caratterizzato da un quadro geopolitico ed economico complesso e da uno scenario energetico volatile: alla luce di questo contesto, abbiamo deciso di adeguare il nostro piano per continuare a garantire la solidità del gruppo e affrontare le nuove sfide che ci attendono. Gli investimenti sono stati aggiornati, privilegiando la crescita organica nel mercato domestico e confermando economia circolare e transizione energetica come pilastri della strategia di A2A", sottolinea nel comunicato l'Amministratore Delegato, Renato Mazzoncini.


A2A: cosa prevede il piano decennale


Analizzando i numeri del piano, si evince che gli investimenti saranno ridotti da 18 a 16 miliardi di euro nell'arco dei 10 anni. Di questi, 5 saranno destinati all'economica circolare e 11 alla transizione energetica. L'Ebitda atteso sarà di 2,6 miliardi con una crescita media annua del 7%, mentre in precedenza era stato stimato un valore di 2,9 miliardi. Nel dettaglio, l'utile prima di imposte, ammortamenti e svalutazioni sarà di 1,45-1,50 miliardi nel 2022, 2,1 miliardi nel 2026 e 2,6 nel 2030. L'utile netto è visto a 340-380 milioni quest'anno, 600 milioni nel 2026 ed a 700 milioni alla fine del decennio. Mentre lo scorso anno, per il 2030 A2A aveva stimato un utile netto di 780 milioni.
 
Per quel che riguarda il cash flow, la società si attende un risultato cumulato di 6,2 miliardi per il periodo 2023-2026, che sosterrà investimenti di mantenimento per 2 miliardi di euro e di sviluppo per 3,8 miliardi. Dal 2027 al 2030, invece, il flusso di cassa aumenterà a 6,8 miliardi, per sostenere investimenti di mantenimento per 1,7 miliardi e di sviluppo per 4,7 miliardi.
 
Particolare attenzione sarà riservata alla finanza sostenibile. Dalla comunicazione societaria emerge infatti che l’aggiornamento del Piano 2021-2030 conferma l’attenzione del Gruppo verso un’equilibrata struttura del capitale finalizzata a mantenere il profilo di credito di A2A ad un solido investment grade. Il rapporto FFO/Net Debt è in crescita dal 20% previsto nel 2022, fino a raggiungere un livello superiore al 23% a partire dal 2025.


A2A: i risultati finora raggiunti


Nei primi due anni del piano decennale sono già stati raggiunti alcuni risultati. Gli investimenti infrastrutturali sono arrivati a quota 3,5 miliardi di euro, dove vi è stata una concentrazione nell'economia circolare e nella transizione energetica.
 
Nel primo caso il gruppo ha effettuato investimenti strategici in impianti per il trattamento di rifiuti organici e scarti agroalimentari, per il trattamento dei fanghi, per la depurazione e nella conversione dell'impianto Biofor. In tale contesto, sono state realizzate due operazioni di aggregazione: una riguarda l'acquisizione di TecnoA, azienda leader nel trattamento dei rifiuti; l'altra concerne l'acquisizione di Sea Energia, fornitore di energia elettrica e termica per gli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa. 
 
A supporto della transizione energetica, A2A ha ottenuto portafogli di impianti di generazione green per 436 MW di potenza nominale attraverso due acquisizioni rilevanti: il portafoglio Octopus, esclusivamente fotovoltaico di 173 MW, e i portafogli eolici e fotovoltaici Ardian pari a 263 MW. Grazie a queste operazioni, il gruppo è diventato il quarto player industriale nel settore delle energie rinnovabili.
 
 

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