Wall Street ha chiuso l'ultima seduta con l'indice S&P 500 che ha messo a segno l'ennesimo record storico. Ciò avviene mentre la stagione delle trimestrali entra nel vivo e la guerra tra Stati Uniti e Iran è ancora in una fase di stallo.
Da domani, alcune Big Tech pubblicheranno i conti del primo trimestre e gli investitori sono in trepidante attesa di conoscere l'impatto sui risultati degli investimenti legati all'intelligenza artificiale. Il mercato sconta che i ritorni economici saranno importanti, poiché la domanda per la nuova tecnologia sembra irrefrenabile, nonostante da tempo emergano dubbi sulla capacità dei ricavi di coprire le ingenti spese.
Sul fronte del conflitto Mediorientale, le notizie che arrivano non sono molto rassicuranti. L'Iran ha avanzato una proposta agli Stati Uniti: riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz in cambio di un rinvio delle trattative per un'intesa sul programma nucleare iraniano. Il presidente USA Donald Trump, però, sembra orientato a respingere la proposta negoziale. Tutto ciò, tuttavia, non sta pesando sulle azioni americane che, secondo alcuni osservatori finanziari, hanno già incorporato nei prezzi il rischio guerra.
Wall Street: UBS vede la continuazione del rally
Con gli indici borsistici che viaggiano a livelli così elevati, viene da chiedersi se - e fino a quando - il rally potrà continuare. Secondo gli analisti di UBS, c'è ancora spazio per ulteriori rialzi. Gli esperti vedono l'S&P 500 a 7.500 punti, il che implica un potenziale aumento del 4,5% rispetto all'ultima chiusura a 7.174 punti.
A motivare le previsioni ottimistiche contribuiscono tre fattori importanti. In primo luogo, la solidità degli utili aziendali: tra le società che finora hanno rilasciato i conti, quasi l'80% ha registrato risultati migliori delle stime. Il team guidato da Mark Haefele ha inoltre sottolineato che, nel complesso, le guidance delle società sono al momento migliori del previsto, nonostante alcuni settori, come quello dei viaggi, siano sotto pressione per effetto della guerra in Iran. Le trimestrali dimostrano altresì come emergano "segnali di miglioramento ciclico", ad esempio una ripresa nei settori manifatturiero, energetico, dei data center e delle infrastrutture.
Un ulteriore fattore che sostiene la positività sulle quotazioni a Wall Street è la politica monetaria della Federal Reserve che, con il cambio di guardia tra Jerome Powell e Kevin Warsh, "riprenderà a tagliare i tassi di interesse quest'anno". L'allentamento sarà di 50 punti base, secondo UBS, nonostante nel breve termine l'inflazione salirà al 3,8% a causa dell'aumento dei prezzi energetici. Il taglio di questa entità sarà supportato da alcuni elementi, osservano gli analisti, quali "un limitato trasferimento all'inflazione core, un mercato del lavoro vulnerabile e una crescita economica rallentata".
Infine, la banca svizzera vede ulteriori rialzi a Wall Street grazie all'intelligenza artificiale che, stando agli ultimi dati e ai recenti commenti del management aziendale, continua a mostrare una domanda forte. Le aziende operative nei settori dei semiconduttori, della generazione di energia e dei sistemi elettrici hanno pubblicato trimestrali molto robuste e alzato la guidance, il che rappresenta un buon segnale sul fatto che la domanda legata all'AI si manterrà a livelli elevati.