Da metà maggio l'indice S&P 500 si sta muovendo per lo più lateralmente a Wall Street. La mancanza di una direzione precisa può essere l'effetto di diversi fattori che rendono incerto il quadro generale.
Innanzitutto, la questione del conflitto in Medio Oriente è tutt'altro che risolta. La tregua di 60 giorni stabilita a giugno tra Stati Uniti e Iran ha mostrato tutta la sua fragilità, con attacchi militari ripetuti che le due parti si scambiano ormai da un paio di settimane e che alimentano il rischio di una ripresa dela guerra.
In secondo luogo, gli investitori stanno attendendo i risultati delle trimestrali per ricevere informazioni chiave sul fronte dell'intelligenza artificiale. I conti delle Big Tech potranno fornire un chiaro segnale sul fatto che la spesa degli hyperscaler si manterrà a livelli elevati e sarà quindi in grado di sostenere il rally delle azioni in Borsa. Un fatto positivo, finora, è arrivato dai risultati trimestrali delle grandi banche statunitensi, che hanno mostrato come l'economia americana sia ancora in un eccellente stato di salute, nonostante le pressioni inflazionistiche derivanti dalla guerra.
Wall Street: l'analisi tecnica allarma
A turbare l'umore degli investitori potrebbero essere due segnali provenienti dall'analisi tecnica. Il primo riguarda la media mobile a 50 giorni, una delle più osservate dal mercato per valutare il trend di breve periodo. Lo scorso venerdì e questo lunedì l'indice S&P 500 ha chiuso per due sedute consecutive sotto la media mobile a 50 giorni. Si tratta di un evento che si è verificato rispettivamente solo per la seconda e la terza volta dall'inizio di aprile.
Il secondo segnale si riferisce alle linee di Gann, uno strumento di analisi tecnica che combina il fattore prezzo con il fattore tempo. In sostanza, partendo da massimi e minimi significativi, si individuano aree di svolta del mercato, dove potrebbero emergere pressioni di acquisto o di vendita. Venerdì scorso il principale benchmark di Wall Street ha chiuso la seduta sotto una linea di Gann settimanale crescente.
Questi due segnali, in sostanza, indicano che l'S&P 500 si sta muovendo in un'area in cui le vendite potrebbero intensificarsi, soprattutto se dalle trimestrali dovessero emergere notizie non particolarmente entusiasmanti.
A quali livelli di prezzo prestare attenzione
Il 2 giugno l'S&P 500 ha registrato il suo massimo storico di chiusura a 7.609,78 punti. Pertanto, una violazione di quel livello potrebbe aprire la strada verso la soglia psicologica degli 8.000 punti, secondo gli osservatori finanziari. Le trimestrali potrebbero fornire la spinta necessaria, soprattutto se le guidance dovessero confermare le aspettative sul ritorno economico degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Al contrario, risultati deludenti rischierebbero di far scivolare l'indice verso importanti aree di supporto, come quella situata a 7.421,82 punti, corrispondente al minimo dell'8 luglio. Da lì la pressione ribassista potrebbe intensificarsi, mettendo sotto attacco altri supporti a 7.294,18 e 7.237,85 punti. Se la correzione dovesse proseguire, gli investitori non potrebbero fare a meno di monitorare la soglia psicologica dei 7.000 punti.