Uno dei temi più dibattuti a Wall Street è se il mercato azionario americano si trovi nel pieno di una bolla pronta a deflagrare. Alcuni fanno un paragone tra il periodo attuale e quello di fine anni '90, quando le cosiddette dot-com raggiunsero valutazioni fuori dalla realtà prima di schiantarsi con il disastro di inizio millennio.
All'epoca, l'oggetto della bolla furono i titoli tecnologici legati a Internet; oggi, il tema dominante è quello dell'intelligenza artificiale. Si tratta di due tecnologie rivoluzionarie che hanno cambiato il modo in cui si vive e si lavora. Tuttavia, se portate all'eccesso in termini di quotazioni di Borsa, possono generare situazioni molto spiacevoli per gli investitori, come in effetti è successo più di 26 anni fa.
C'è però da sottolineare una differenza importante. Allora molte società erano scambiate a Wall Street a prezzi esagerati, pur non essendo redditizie e mancando di una progettualità per il proprio business. Oggi, invece, la gran parte delle aziende focalizzate sull'intelligenza artificiale ha una struttura economico-finanziaria solida e le idee chiare sui piani futuri per rendere più redditizia la propria attività. Molte stanno investendo cifre enormi nelle infrastrutture necessarie per alimentare e gestire l'intelligenza artificiale. Si tratta di vedere se i ritorni economici effettivi saranno corrispondenti a quelli previsti.
Azioni Wall Street: attenzione a questo indicatore
Il secondo trimestre del 2026 è stato il migliore degli ultimi sei anni per le azioni statunitensi, che hanno registrato una performance media del 15,5%. Da inizio anno, inoltre, il numero dei titoli con rialzi a tre cifre è stato eccezionalmente elevato. In un contesto del genere, sono diversi i gestori patrimoniali che hanno improntato le proprie strategie sul momentum.
Si tratta di un'operatività che si basa sul principio secondo cui i titoli in rialzo continuano a salire e quelli in ribasso continuano a scendere. La strategia ha finora dato i suoi frutti. Ad esempio, tra aprile e maggio, l'S&P 500 Momentum Index ha guadagnato il 34%, segnando il miglior bimestre degli ultimi 30 anni (Pregi e difetti del Solactive US Momentum 500 Index).
Tuttavia, un momentum così elevato può rappresentare un segnale di eccesso del mercato, osserva Philip Straehl, Chief Investment Officer Americas di Morningstar Wealth. "L'ultima impennata paragonabile risale alla fine del 1999, in prossimità del picco della bolla Internet", sottolinea l'esperto. Questo significa che, così come le azioni sono salite in maniera così rapida, possono correggere con la stessa forza.
"La nostra ricerca suggerisce che i periodi di forte accelerazione del momentum aumentano la probabilità di un'inversione di tendenza", afferma. "Ogni ciclo di mercato è diverso, ma le fasi caratterizzate da un momentum eccezionalmente elevato sono spesso coincise con un forte ottimismo degli investitori e comportamenti speculativi".
Quindi, è da aspettarsi un'inversione imminente? Per Straehl, non necessariamente, ma tutto ciò ricorda che "alcune aree del mercato stanno probabilmente scontando scenari estremamente favorevoli". In questo contesto, "riteniamo opportuno adottare un approccio più selettivo", ha aggiunto.
Dove investire?
Molti osservatori finanziari suggeriscono quindi di mantenere un approccio prudente e selettivo in questa fase storica di Wall Street. Wei Li, Global Chief Investment Strategist del BlackRock Investment Institute, ritiene che gli investitori debbano porre l'attenzione su un aspetto relativo all'intelligenza artificiale: la scarsità delle risorse. "Vogliamo investire nelle infrastrutture scarse di cui ogni sistema di AI ha bisogno: produzione di energia, reti elettriche, semiconduttori e intelligenza artificiale fisica", ha affermato Li. "Questo crea opportunità nei settori dei materiali, dell'industria, della tecnologia dell'informazione, delle utility e dell'energia".
A suo avviso, inoltre, una possibilità ancora sottovalutata nel tema dell'AI è quella che riguarda le società a piccola capitalizzazione. "Molti investitori considerano le small cap come un investimento alternativo rispetto al tema AI, ma esiste invece un valido argomento a favore di una gestione attiva che sappia individuare opportunità interessanti in esposizioni meno convenzionali, come proprio le small cap", ha concluso.