I futures di Wall Street preannunciano un'altra seduta in rialzo, dopo il balzo di ieri della Borsa americana. L’indice S&P 500 ha chiuso l’ultima sessione con uno scoppiettante +2,91%, segnando il più forte guadagno da maggio scorso. Anche il Nasdaq è salito molto, terminando la giornata di contrattazioni a +3,83%.
All’interno dell’indice a prevalente contenuto tecnologico, il gruppo delle Magnifiche Sette ha aumentato di oltre 700 miliardi di dollari la sua capitalizzazione di mercato, registrando il terzo maggior incremento giornaliero dal 2020. Nel contempo, la volatilità, misurata dall’indice VIX Cboe, è scivolata di oltre sei punti questa settimana.
La scintilla è scoccata quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la guerra potrebbe terminare presto, dando due o tre settimane come termine ultimo per la fine delle ostilità. Quanto tali affermazioni siano credibili è tutto da vedere, considerando che le sue previsioni iniziali di quattro-cinque settimane per la durata del conflitto sono state disattese. Tuttavia, la reazione degli investitori è dettata dall’emotività, in un contesto in cui i nervi sono molto tesi.
Wall Street: in corso uno short squeeze?
Ma è stata davvero l’aspettativa della fine della guerra a generare il rialzo imponente di ieri? I trading desk di Goldman Sachs e JP Morgan Chase affermano che Trump ha dato la spinta, ma poi si è configurata una sorta di short squeeze delle posizioni ribassiste da parte di hedge fund e fondi trend-following come i CTA (Commodity Trading Advisors), che avevano venduto allo scoperto le azioni in maniera aggressiva. Tra l’altro, un impulso rialzista è derivato anche dalla scadenza delle opzioni short gamma degli operatori dei derivati.
I trader di Goldman Sachs tuttavia sottolineano che l’euforia non è stata accompagnata da un equivalente volume degli scambi, dal momento che solo quattro operatori su dieci hanno partecipato all’attività. Brian Heavey, trader specializzato in titoli tecnologici e media presso JPMorgan, ha affermato che i flussi sono stati tranquilli martedì. “Niente nei nostri flussi suggerirebbe che si tratti di altro che di un rimbalzo tattico da ipervenduto, per ora”, ha detto.
Il rimbalzo è sostenibile?
Affinché il rimbalzo sia sostenibile, gli investitori però vogliono vedere concretamente qualcosa in più rispetto alle dichiarazioni di Trump su quando finirà la guerra. Questa sera, il tycoon terrà un discorso e ci si aspetta che dalle sue parole escano maggiori dettagli circa un percorso chiaro di de-escalation.
In particolare, tutti sono in trepidante attesa di conoscere quando realmente potrà riaprire lo Stretto di Hormuz, che tiene bloccato il 20% del trasporto di petrolio e gas a livello mondiale, facendone impennare le quotazioni e costituendo una grave minaccia per l’economia globale.
“Gli investitori contano su una rapida uscita dalla guerra fin dall’inizio, ma penso che, dal punto di vista del mercato o dell’economia globale, sia importante definire quale sia il vero evento chiarificatore per rivedere i rischi e ridurre le probabilità di recessione”, ha scritto Paige Hanson, specialista dei settori industriali di JP Morgan. “Come definiamo questa ‘fine’ in relazione a ciò che ci interessa collettivamente per azioni ed economia globale?”.