Sembrava fatta per due tipiche commodity currency che l’amministrazione Trump da mesi stava ostacolando con le sue confuse e ambigue politiche commerciali. Dollaro canadese e peso messicano dal Liberation Day fino a poche settimane fa avevano vissuto una fase di rafforzamento che sembrava innescare una definitiva inversione di tendenza con la guerra medio orientale e l’aumento del prezzo del petrolio ad avallare definitivamente questa tesi.
E invece è successo quello che meno ci si attendeva. Con l’esplosione del prezzo del petrolio sia CAD che MXN sono state messe sotto dal dollaro USA. Il motivo si chiama paura di una recessione globale, ma anche cambio di politica monetaria da parte di una Federal Reserve che difficilmente taglierà i tassi nel corso del 2026.
Se per il Canada il mercato stima un aumento del costo del denaro a causa di un’inflazione che rialza la testa, il Messico a sorpresa ha tagliato i tassi. Considerando la volatilità sui mercati finanziari questa è stata una mossa penalizzante per una delle valute emergenti più scambiate.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio l’impostazione tecnica di due rapporti di cambio molto utilizzati dai trader americani, USDCAD e USDMXN.
Analisi USD/MXN: focus su area 17
Fino a febbraio USDMXN è proseguito la fase di discesa, ordinata e quasi ininterrotta, iniziata ad aprile 2025. Sfruttando gli alti tassi di interesse reali, il peso è stato un polo di attrazione notevole per molti investitori. Aggiungendo il ruolo di commodity currencies che riveste, la combinazione delle due cose è stato un eccellente fattore a supporto della valuta emergente. Fino a quando non è stata testata l’area di supporto di 17.

Qui USD/MXN ha cominciato a muoversi in laterale e soprattutto, con l’inflazione domestica in calo e la produzione industriale in rallentamento, i rumors di taglio nei tassi si sono trasformati in realtà. E il mercato ha cominciato a vendere prendendo lo scoppio della guerra, come per tutte le valute emergenti, come scusa buona per tornare sul dollaro americano spingendo il peso fino a 18 MXN per USD.
Il trend discendente sembra però compromesso. Da capire ora se la sequenza di massimi e minimi decrescenti verrà interrotta con un nuovo break ribassista, oppure l’aria è cambiata. Personalmente ritengo che un ritorno tra 17 e 17,5 rimanga una zona di prezzo dove liquidare posizioni in peso messicano al momento eccessivamente sopravalutato.
Analisi USD/CAD: serve una prova di forza
Per quello che riguarda il dollaro canadese, la tendenza appare analoga anche se qui non sono i rendimenti, inferiori a quelli statunitensi, a fare la differenza. Il timore è quello di uno shock commerciale soprattutto in Asia ed Europa, clienti delle materie prime canadesi soprattutto dopo che Carney ha cominciato a diversificare le fonti della domanda troppo sbilanciata verso USA.

Il doppio minimo di gennaio-marzo 2026 ha prodotto un’accelerazione su USD/CAD che sta mettendo alla prova la down trend line in essere da inizio 2025. C’è la resistenza di 1,39 da superare definitivamente, ma il mercato qui sembra aver reagito. Superato questo scoglio non ci sarebbe molto fino a 1,42 ma a quel punto il ritorno del dollaro canadese sarebbe messo in seria discussione.
Ritengo il CAD una valuta interessante, ma ora serve una prova di vitalità da parte dei compratori di valuta canadese. Negare la rottura di 1,39 ed aggredire (con successo) nuovamente 1,36 sarebbe il segnale atteso per andare lunghi sul CAD contro USD con estrema convinzione.