Le elezioni parlamentari ungheresi hanno portato grosse novità nel cuore dell’Europa con la fine del regno di Viktor Orbán e aprendo l'era di Péter Magyar, leader di Tisza.
Viktor Orbán era diventato primo ministro nel 1998 a soli 35 anni, guidando l'Ungheria nell'adesione a NATO e UE. Sconfitto nel 2002, era ritornato al potere nel 2010 approvando una nuova Costituzione e virando verso quello che alcuni analisti hanno definito nazionalismo illiberale.
La "Orbanomics" ha permesso all’Ungheria di fare bene dal punto di vista economico, ma al costo di maggiore debito estero, corruzione e continui scontri con Bruxelles sui fondi UE. Soprattutto esercitando quel diritto di veto che ha bloccato ogni iniziativa europea nel campo della sicurezza, dell’energia e dell’economia.
Péter Magyar, ha militato nel partito di Orbán, da cui se ne è poi allontanato fondando il partito Tisza nel 2024 dichiaratamente pro-UE. Per il neo leader non sarà così semplice però il ripristino di un flusso di finanziamenti europei verso l’Ungheria.
Diverse accuse di corruzione dei funzionari ungheresi hanno ridotto ai minimi storici la fiducia delle istituzioni verso Budapest e qui Magyar dovrà essere bravo nel riguadagnare credito verso le cancellerie di mezza Europa. Con la maggioranza dei due terzi il nuovo leader potrà instradare la legislazione ungherese verso un percorso più democratico rispetto a quello portato avanti negli ultimi anni.
A questo si aggiunge anche la grana energia, visto che il conflitto in Iran rischia di riaccendere un annoso problema ungherese come quello dell’inflazione che aveva spinto la Banca centrale a muovere i tassi più in alto dei competitor polacchi e cechi, rendendo la ripresa più difficoltosa per imprese e consumatori.
Fiorino Ungherese: il minimo del 2023 sembrerebbe aver ceduto
Il fiorino ungherese sembrava aver già previsto un esito elettorale che del resto i sondaggi sembravano dare per certo. Con un rally contro euro già cominciato prima delle elezioni, la formalizzazione della vittoria di Magyar ha messo le ali al fiorino che su EUR/HUF ha raggiunto livelli di supporto veramente importanti.

Osservando il grafico notiamo il bivio tecnico molto importante raggiunto dal cross. Il minimo del 2023 di 367 sembra aver ceduto e questo immediatamente ci proietterebbe in area 350, il 61,8% di ritracciamento dell’intero bull market cominciato quasi 10 anni fa. Ma proprio la up trendline che univa i minimi crescenti di quella fase rialzista è stata rotta definitivamente dopo l’esito elettorale.
A questo punto un pull back di EUR/HUF verso i precedenti supporti sarebbe da prendere come opportunità per aumentare l’esposizione lunga verso un fiorino che dovrebbe godere di un periodo di maggior credito da parte degli investitori ancora per un po' di tempo.