La recessione del primo trimestre in Svezia e un’inflazione che comincia a essere da prefisso telefonica non ha impedito alla corona svedese di recuperare terreno contro euro proseguendo nel suo percorso di trend rialzista.
I dati rivisti sul PIL del primo trimestre hanno mostrato una contrazione dello 0,2% su base trimestrale e una crescita del 2% annuo, confermando un avvio d’anno più debole del previsto. Le attese della Riksbank indicavano un’espansione più solida. Il rallentamento è in gran parte attribuibile alla volatilità di una spesa pubblica e degli investimenti fissi con la voce difesa tra i grandi responsabili di queste oscillazioni.
I consumi delle famiglie tengono crescendo dello 0,6% trimestrale e anche le esportazioni mostrano una certa vivacità compensando i cali di cui sopra.
Svezia: inflazione sotto quota 1%
Nonostante il dato che rischia di portare la recessione tecnica in Svezia, la Riksbank dovrebbe mantenere invariato il tasso di riferimento all’1,75% nel prossimo meeting di politica monetaria anche a causa di un’inflazione sempre più asfittica (Banca centrale svedese: calendario riunioni Sveriges Riksbank 2026). I dati di inflazione preliminari di maggio hanno mostrato prezzi al consumo nella versione core addirittura sotto all'1%, bloccando ogni iniziativa di politica monetaria più restrittiva.
Le divergenze con la vicina Norvegia aumentano visto che a Oslo la crescita è vivace e l’inflazione pure con tassi di interesse che saliranno oltre quota 4%.
Ciò spiega il ritorno alla parità del cross NokSEK dopo oltre tre anni di bear market. Un’inversione di tendenza netta che potrebbe spingere ancora più su la norvegese nei prossimi mesi fino almeno a 1,05, prima vera resistenza importante. Ma ritorniamo alla corona svedese e al cross EUR/SEK.
EUR/SEK: il bear market è solido
L’analisi tecnica segnalava da settimane area 11 come una zona di resistenza di assoluto spessore sul quale poteva avere senso un reingresso long sulla SEK in ottica di proseguimento del bear market cominciato nel 2023.
Nell’intraday il cross EUR/SEK si è spinto sopra 11 ad aprile e maggio, ma in entrambe le occasioni la richiesta di SEK da parte del mercato si è fatta più intensa favorendo un ritorno a 10,7.

Se questo è un doppio massimo lo scopriremo solo con la rottura ribassista di questo supporto. In tal caso strada spianata per EUR/SEK a 10,4 con il ritorno sui minimi del 2026 confermando la solidità di un bear market finora mai seriamente messo in discussione. Solo sopra 11/11,2 si potrà ragionare su un’inversione di tendenza che consiglierebbe l’uscita dalla corona svedese.
Le valute scandinave, prima NOK e poi SEK, continuano a rimanere molto interessanti in chiave strategica per gli investitori euro ed EUR/SEK non ha smentito la cosa nonostante dati macro non positivi.