SpaceX ha depositato il prospetto S-1 per la quotazione al Nasdaq con ticker SPCX. L'obiettivo è una valutazione di $1,75 trilioni e una raccolta di circa $75 miliardi. Per dare una misura: il precedente record assoluto di raccolta in una singola IPO apparteneva ad Alibaba nel 2014, con $25 miliardi e a Saudi Aramco nel 2019 con $25,6 miliardi. SpaceX punta a quasi tre volte tanto. Il pricing è previsto per l'11 giugno, la quotazione per il 12 giugno.
IPO SpaceX: solo Starlink regge, il resto va male
Il filing mostra una struttura finanziaria che richiede attenzione. Nel Q1 2026 SpaceX ha generato ricavi di $4,7 miliardi e una perdita netta di $4,3 miliardi. Praticamente: ogni dollaro incassato porta via quasi un altro dollaro intero. L'unico segmento in utile operativo è Starlink, la costellazione di satelliti per internet, con $1,2 miliardi di profitto operativo. Il segmento dei lanci spaziali è ancora in perdita, con investimenti enormi in ricerca e infrastruttura che il mercato è chiamato a finanziare.
La valutazione: 93 volte i ricavi. Supera anche Palantir
I ricavi 2025 di SpaceX sono stati circa $18,7 miliardi. Dividendo la valutazione target di $1,75 trilioni per questo numero si ottiene un Price/Sales di circa 93 volte. È un numero che vale la pena mettere in prospettiva: Microsoft tratta intorno a 12 volte i ricavi, Google a circa 6 volte. Anche Palantir, considerata tra le più aggressive pure-play sull'AI ed oggetto frequente di critiche per la valutazione, si muove intorno a 50 volte. SpaceX chiede quasi il doppio di Palantir.
A queste valutazioni non si compra un'azienda: si compra una visione. Il TAM dichiarato nel filing — il mercato potenzialmente indirizzabile — è di $28,5 trilioni, grossomodo il PIL combinato di Stati Uniti e Unione Europea. Questo dato è autoprodotto dall'azienda, non verificato da analisti indipendenti, e include scenari come la colonizzazione di Marte. Va preso per quello che è: una proiezione di lungo periodo, non una stima di mercato.
Il fattore xAI: non c'è solo SpaceX nel pacchetto
C'è un elemento che la stampa ha trattato meno del dovuto: a febbraio 2026, SpaceX si è fusa con xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, quella che produce Grok e che compete con OpenAI e Google, in un deal tutto in azioni valutato circa $250 miliardi. Chi compra SPCX non compra solo razzi e Starlink: compra il pacchetto SpaceX + xAI + la scommessa muskiana sull'intelligenza artificiale. È un profilo di rischio diverso rispetto a quello che molti investitori si aspettano.
Sul fronte della governance: Elon Musk manterrà l'85,1% dei diritti di voto post-IPO. La struttura azionaria a doppia classe garantisce al fondatore un controllo assoluto sulle decisioni strategiche. Chi compra azioni ordinarie avrà esposizione economica, ma voce in capitolo vicina allo zero. È un modello adottato anche da Alphabet e Meta, ma qui la concentrazione è ancora più marcata.
IPO OpenAI: la quotazione potrebbe arrivare a settembre 2026
Secondo WSJ, Bloomberg e CNBC, la società si appresta a depositare un S-1 riservato già venerdì 22 maggio, con l'obiettivo di debuttare in borsa a settembre 2026. Quando tre testate indipendenti convergono sullo stesso fatto con questa precisione temporale, il segnale è affidabile.
OpenAI genera oggi circa $2 miliardi di ricavi al mese, annualizzato tra i $25 e i $30 miliardi. La valutazione privata attuale è di $852 miliardi (ultimo round da $122 miliardi), con un target IPO fino a $1 trilione. Il Price/Sales implicito è quindi intorno a 30-34 volte a valutazione attuale, e fino a 37 volte al target IPO. Molto più contenuto rispetto a SpaceX (anche se "contenuto" è un termine relativo quando parliamo di questi multipli)
Il rovescio della medaglia: le perdite stimate per il 2026 sono intorno ai $14 miliardi. OpenAI brucia enorme capitale in training dei modelli, infrastruttura e talenti, una scelta deliberata di privilegiare la crescita sulla profittabilità immediata. È il classico playbook delle grandi piattaforme tech, da Amazon a Uber: perdere oggi per dominare domani. Funziona, fino a quando il mercato ci crede.
Due rischi da conoscere prima della quotazione di OpenAI
Il primo. La ristrutturazione societaria da organizzazione non-profit a Public Benefit Corporation non è ancora completata. È un passaggio legale rilevante che ridefinisce gli obblighi fiduciari del management e la struttura degli incentivi. Fin quando non è chiusa, introduce incertezza sulla governance.
Il secondo. I $50 miliardi impegnati da Amazon, uno degli investitori più grandi del round di finanziamento, sono condizionati: verranno versati solo se OpenAI completa l'IPO entro il 2028 oppure raggiungerà l'AGI (intelligenza artificiale generale). Se nessuna delle due condizioni si verificasse, quei 50 miliardi non arrivano.
Gli underwriter sono Goldman Sachs e Morgan Stanley. Goldman Sachs è anche lead underwriter di SpaceX: due mega-IPO dello stesso advisor nello stesso mese è una coincidenza che dice molto sull'appetito del mercato per le grandi storie tech-AI in questo momento.
Il quadro d'insieme: un momento che non si dimentica
Due colossi dell'intelligenza artificiale e dello spazio che si presentano ai mercati nello stesso mese non è una coincidenza: è un segnale. Chi ha costruito queste aziende vuole monetizzare finché le valutazioni sono ai massimi storici, i mercati sono aperti e il sentiment sull'AI è ancora dominato dall'euforia.
È proprio così che funzionano le IPO, e lo fanno da sempre. La domanda che ogni investitore dovrebbe porsi non è "voglio essere nella più grande IPO della storia?". Quella è emozione, non finanza. La domanda è: a che prezzo ha senso entrare?
93 volte i ricavi per SpaceX, con perdite operative vicine al 100% dei ricavi, governance concentrata in un singolo individuo e un profilo aziendale che include ora anche xAI. Oppure 30-37 volte i ricavi per OpenAI, che perde $14 miliardi l'anno ma cresce a un ritmo che nessuno aveva mai visto, con una ristrutturazione societaria ancora aperta e commitment condizionali nel cap table.
Le risposte non sono semplici. Ma almeno adesso abbiamo le domande giuste.
Disclaimer: File MadMar.