Le azioni di Meta Platforms giovedì hanno registrato la più ripida svendita dell'anno. Questo forte calo ha bruciato 119 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato dell'azienda. A causa di questa grave perdita, la società madre di Facebook è scesa all'ottavo posto nella classifica delle più grandi aziende statunitensi, scivolando dietro a Tesla. Si tratta della prima volta dal mese di settembre 2023 che l'azienda si trova così in basso nella classifica della capitalizzazione di mercato.
Azioni Meta Platforms: la morsa legale e lo spettro di "Big Tobacco"
A pesare fortemente sul sentiment degli investitori verso le azioni Meta sono i crescenti e nuovi rischi normativi. Recenti sentenze in Nuovo Messico e California hanno ritenuto Meta responsabile per fattori quali il non aver protetto i bambini dallo sfruttamento e l'aver gestito piattaforme che creano dipendenza. Questi procedimenti giudiziari hanno portato a sanzioni complessive per 381 milioni di dollari.
Vi è il timore concreto che ciò possa aprire le porte a una dura e intensa repressione normativa per le società di social media, con dinamiche simili ai procedimenti storici contro il settore del tabacco degli anni '90. L'analista di Jefferies, Jeffrey Favuzza, ha avvertito che queste decisioni potrebbero rappresentare una nuvola diffusa sulle attività di pubblicità digitale. A complicare il quadro, la società sta affrontando migliaia di casi simili nella sola California.
Le sfide sull'Intelligenza Artificiale e la ristrutturazione
Oltre ai problemi legali, Meta sta affrontando ostacoli significativi nel settore dell'Intelligenza Artificiale (AI). L'azienda ha faticato ad affermarsi come attore principale nell'AI rispetto a concorrenti diretti come Google, Anthropic e OpenAI, nonostante la formazione della divisione Meta Superintelligence Labs la scorsa estate. Il rilascio del suo nuovo modello AI, denominato "Avocado", sarebbe stato posticipato da marzo a maggio.
Per inquadrare meglio la situazione strutturale, ecco i principali ostacoli operativi che l'azienda sta affrontando:
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l'acquisizione per 2,5 miliardi di dollari della startup di intelligenza artificiale di Singapore, Manus, ha incontrato un ostacolo, poiché i co-fondatori cinesi avrebbero subito un divieto di espatrio mentre i regolatori cinesi esaminano l'accordo;
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l'azienda sta chiudendo le sue iniziative nel metaverso sotto la divisione Reality Labs, preferendo concentrare le risorse sull'intelligenza artificiale più tradizionale;
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secondo alcune indiscrezioni, la società sta prendendo in considerazione una riduzione del 20% della propria forza lavoro in un prossimo futuro.
Parallelamente, Meta ha recentemente rivelato un programma di stock option per i massimi dirigenti che si realizzerà appieno solo se la valutazione dell'azienda supererà i 9 trilioni di dollari entro il 2031. Questa cifra rappresenta una salita molto ripida rispetto all'attuale valutazione che si aggira vicino a 1,4 trilioni di dollari.
Il parere degli analisti: panico eccessivo o rischio reale?
Nonostante le notizie negative e le molteplici cause legali, alcuni esperti del settore ritengono che gli investitori potrebbero reagire in modo eccessivo. Mark Mahaney, analista di Evercore ISI, pur riconoscendo il rischio derivante dalle sentenze, pensa che il panico sia esagerato e ritiene improbabile che Meta sia diventata "non investibile".
Mahaney sottolinea che, a differenza delle aziende del tabacco, i social media forniscono una varietà di benefici sociali positivi fungendo da strumento di comunicazione, intrattenimento, informazione e connettività. L'esperto ha dunque mantenuto il suo rating "outperform" e un prezzo obiettivo di 900 dollari sul titolo azionario.
Azioni Meta Platforms: l'analisi tecnica
Passando all'analisi, giovedì 26 marzo le azioni di Meta hanno registrato un calo dell'8%, chiudendo al livello più basso dall'aprile dello scorso anno.
Fonte: Tradingview
Attualmente, il titolo si attesta a 547 dollari, segnando un crollo del 30% rispetto al suo picco di 790 dollari raggiunto nel mese di agosto. Analizzando i fondamentali legati al prezzo, Mahaney ha evidenziato che Meta è ora scambiata a 16 volte gli utili previsti, un multiplo che si posiziona entro il 10% del suo minimo degli ultimi tre anni.
In sintesi, le forti vendite su Meta pare siano state mosse esclusivamente dal sentiment negativo derivato dalla narrativa attuale. Dal punto di vista fondamentale, invece, il titolo resta solido con prospettive future molto interessanti.
Disclaimer: File MadMar.