Spesso, quando i grafici sembrano mancare di direzionalità evidente, sono i pattern storici e i flussi di capitale a svelare le reali intenzioni degli investitori istituzionali. Le settimane che ci attendono potrebbero rivelarsi decisive, portando alla luce movimenti di prezzo che i dati stagionali stanno già silenziosamente anticipando. In questa disamina approfondita valuteremo le attuali criticità che gravano sull'asset digitale per eccellenza, per poi allargare l'orizzonte verso gli indici azionari tradizionali, con un occhio di riguardo ai posizionamenti strategici dei grandi gestori patrimoniali, che nascondono, come spesso accade, dinamiche estremamente interessanti.
La fase di stallo di Bitcoin e la carenza di volumi
Nelle ultime sessioni, l'azione dei prezzi della principale criptovaluta si è mostrata decisamente sottotono. Gli spunti rialzisti e i livelli di supporto dai quali ci si attendeva una forte ripartenza si sono rivelati inefficaci, esaurendosi in un nulla di fatto. Attualmente le quotazioni stazionano su minimi molto importanti, accompagnate tuttavia da una preoccupante flessione degli scambi. Questa evidente carenza di volumi suggerisce che, al momento, manca la giusta attenzione e la spinta necessaria da parte degli acquirenti per sostenere un solido rimbalzo strutturale.
Fonte: Forecaster.biz
Le proiezioni di Forecaster e il preoccupante paragone storico
Per comprendere a fondo questa apatia direzionale, l'analisi della stagionalità gioca un ruolo chiave. Osservando i dati stagionali attraverso Forecaster, il nostro software dedicato all'analisi predittiva e ai flussi di mercato, emerge un quadro che invita alla massima prudenza. L'attuale conformazione dei prezzi sta ricalcando in maniera quasi millimetrica i movimenti registrati nel 2018. Calcolando le proiezioni storiche basate su quell'anno, partendo dal periodo attuale fino alla metà del mese di dicembre, nel 2018 l'asset subì un crollo del 53%.
Fonte: Forecaster.biz
Inoltre, la struttura tecnica dei vari indicatori non offre appigli per un imminente cambio di rotta. Le metriche avanzate presenti nella sezione overbought/oversold di Forecaster, come il Market Mood Meter, non segnalano divergenze rialziste di rilievo. Non si registra alcun aumento di compratori secondo le logiche di accumulazione di Wyckoff, e l'analisi della velocità del movimento ribassista non mostra segni di rallentamento che possano far presagire un'inversione di tendenza.
Analisi tecnica, rottura delle trendline e ricalibrazione dei target
Per confermare quanto emerso dai dati algoritmici e stagionali, è utile tornare alle basi dell'analisi grafica. Tracciando una linea di tendenza dal minimo principale del 2023 e facendola passare per il minimo di settembre dello stesso anno, appare evidente come questa importante trendline sia stata violata al ribasso. I prezzi hanno tentato un timido appoggio generando un debole rimbalzo, ma il supporto dinamico ha palesemente ceduto.
Applicando le regole classiche della proiezione grafica - misurando l'estensione del canale dal minimo generatore fino al minimo precedente - si ottiene un target di discesa che combacia in modo allarmante con l'ipotesi di ribasso fornita dall'analisi stagionale. La forte correlazione con il 2018 suggerisce quindi un potenziale di flessione molto severo.
Di conseguenza, lo scenario impone un aggiornamento delle previsioni al ribasso. Se inizialmente l'area di atterraggio sembrava potersi collocare intorno ai 50.000 dollari, gli attuali riscontri tecnici spingono a valutare un affondo che potrebbe portare le quotazioni addirittura sotto la soglia dei 40.000 dollari. Di fronte a una simile prospettiva, chi detiene posizioni puramente speculative potrebbe valutare una riduzione dell'esposizione, andando a riallocare strategicamente parte del capitale verso strumenti differenti, come quelli illustrati su pianodaccumulo.com, che risultano ottimali per mitigare la volatilità attraverso ingressi costanti e programmati nel tempo.
Fonte: Investing.com
Prospettive sull'indice S&P 500 e i movimenti in sordina degli asset manager
Spostando il focus sul mercato azionario americano, e in particolare sull'indice S&P 500, la visione si fa meno pessimistica, seppur non esente da insidie di breve termine. L'anno che attualmente mostra la maggiore correlazione con l'andamento dell'indice è il 2007. Secondo questo modello storico, non è affatto improbabile assistere a una fase correttiva fisiologica tra la fine di giugno e la metà di agosto, periodo che storicamente ha registrato flessioni intorno al 6,4%.
Un ritracciamento ulteriore compreso tra il 6% e il 10% rappresenta un'ipotesi più che plausibile e sana per il mercato. Questo movimento ribassista avrebbe il beneficio di "scaricare" gli eccessi accumulati, portando l'indice verso una sottovalutazione prossima al 20%. Questo livello rappresenterebbe un'eccellente opportunità di riacquisto per gli investitori, permettendo di rientrare a mercato senza grandi timori.
Il rapporto COT su Forecaster e i deflussi istituzionali
A ulteriore supporto di questa tesi correttiva intervengono i dati istituzionali. Consultando la pagina del COT Report su Forecaster e analizzando in maniera specifica il comportamento degli asset manager, suona un importante campanello d'allarme. Nell'ultimo mese, nonostante le quotazioni dell'S&P 500 si trovino su livelli più alti rispetto ai mesi di marzo e aprile, le posizioni nette degli istituzionali sono sensibilmente calate, scendendo addirittura al di sotto del minimo precedente.
Fonte: Forecaster.biz
Questa netta divergenza tra i prezzi dell'indice in rialzo e i volumi istituzionali in diminuzione indica che i grandi gestori stanno progressivamente chiudendo posizioni e riducendo la loro esposizione azionaria. Potremmo trovarci all'alba di una dinamica simile a quella osservata a fine 2024, con un ritracciamento fisiologico a breve termine utile a ricalibrare i portafogli. Tuttavia, superata questa fase di storno temporaneo, la mia visione di lungo termine sugli indici azionari rimane saldamente ottimista.
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