L'attesa per il debutto di SpaceX a Wall Street è frenetica. Il colosso aerospaziale fondato e gestito da Elon Musk nel 2002, dovrebbe iniziare le contrattazioni l'11 giugno ed i piccoli investitori si affannano ad accaparrarsi le azioni prima dell'IPO. Solitamente è quasi impossibile per i retailer vedersi assegnate azioni nella fase pre-quotazione, ma Musk ha messo a loro disposizione alcuni titoli tramite piattaforme di trading come Robinhood e SoFi, in modo da permettere loro di entrare a un prezzo più basso.
SpaceX dovrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, in quella che diventerebbe la più grande Offerta pubblica iniziale di sempre, superando di gran lunga l'IPO di Saudi Aramco del 2019, attualmente in testa con una raccolta pari a 29 miliardi di dollari. Ai prezzi IPO, la società americana sarebbe valutata 1.750 miliardi di dollari.
IPO SpaceX: ecco perché potrebbe essere una delusione
La valutazione così elevata di SpaceX potrebbe però rappresentare un campanello d'allarme per gli investitori, più che un motivo di entusiasmo. Secondo uno studio di Reuters, negli ultimi cinque anni, nelle 50 IPO con le valutazioni più elevate, circa tre quarti delle volte gli investitori avrebbero ottenuto risultati peggiori rispetto all'acquisto di un fondo indicizzato all'S&P 500.
In pratica, un investitore che fosse riuscito ad acquistare al prezzo IPO avrebbe ottenuto, in media, un rendimento del 27% fino al 21 maggio 2026, a fronte di una performance del 53% registrata dall'S&P 500 nello stesso periodo. Ma si sa che riuscire a comprare a prezzo IPO rasenta l'impossibile per un piccolo investitore. La situazione peggiora ulteriormente se l'acquisto avviene nel primo giorno di quotazione, secondo l'analisi. "È difficile fare soldi a meno che non si entri nelle fasi iniziali e si acquistino queste società prima dell'IPO", ha dichiarato Dennis Dick, trader proprietario di Triple D Trading.
Jay Ritter, professore dell'Università della Florida che studia le IPO, ha spiegato che, sebbene la maggior parte delle nuove quotazioni sottoperformi l'S&P 500 nel lungo periodo, le aziende con valutazioni particolarmente elevate rispetto alle vendite tendono a registrare i risultati peggiori. "Ognuna di queste aziende, per cui gli investitori sono disposti a pagare un rapporto prezzo/vendite molto elevato, ha una storia convincente sul perché il futuro potrebbe essere davvero brillante", ha detto Ritter. "Ma le cose potrebbero anche andare storte".
Chi ha vinto e chi ha perso
Alcune IPO si sono rivelate più deludenti di altre. Ad esempio, Didi Global, gigante cinese del ride-hailing, è stata tra le maggiori delusioni, anche e soprattutto a causa delle tensioni con le autorità di Pechino. Quotata a Wall Street nel 2021, è stata delistata l'anno successivo per finire confinata nel mercato over-the-counter. Anche lì, però, le cose sono andate male, con le azioni che hanno perso circa tre quarti del loro valore.
Anche la quotazione di Rivian Automotive si è rivelata un disastro. Dal debutto del 2021, la casa automobilistica specializzata in veicoli elettrici ha perso l'82% del suo valore a Wall Street. L'azienda continua a navigare in perdita, bruciando circa 1 miliardo di dollari di cassa ogni trimestre.
Ci sono però anche alcuni esempi brillanti che vale la pena sottolineare. I maggiori vincitori sono stati i progettisti di chip legati all'intelligenza artificiale, grazie al boom della nuova tecnologia negli ultimi anni. Astera Labs ha moltiplicato per sette il proprio valore rispetto all'IPO del 2024, mentre Arm Holdings è cresciuta di quattro volte dal debutto del 2023. Quest'anno è arrivato in Borsa anche un altro produttore di chip AI, Cerebras Systems, che dopo un forte rialzo nel primo giorno di quotazione ha però subito un brusco ridimensionamento.