Shein lancerà l'offerta pubblica iniziale la prossima settimana per quotarsi poi alla Borsa di Hong Kong. Secondo quanto riportato da Reuters, che ha sentito fonti informate sui piani di collocamento delle azioni, il rivenditore online cinese di fast fashion ha iniziato questa settimana a presentare l'offerta agli investitori, prevedendo di iniziare l'IPO mercoledì 19 agosto.
Shein ha già fatto altri tentativi in passato di quotarsi in Borsa, ma per diverse ragioni l'iniziativa non ha dato l'esito sperato. Nel novembre 2023, la società ha presentato in via confidenziale la domanda per sbarcare a New York.
Il progetto, però, è naufragato a causa delle forti pressioni politiche negli Stati Uniti, con le accuse legate alla catena di fornitura cinese e al possibile utilizzo di lavoro forzato nello Xinjiang.
Nel giugno 2024, il gruppo con sede a Singapore ha spostato il piano su Londra, depositando i documenti per una quotazione alla London Stock Exchange. Nell'aprile 2025, la Financial Conduct Authority britannica ha approvato il prospetto, ma l'operazione si è bloccata perché mancava l'autorizzazione delle autorità cinesi. Il via libera era indispensabile, vista la forte dipendenza produttiva dalla Cina.
Shein: quanto vale la società
La scorsa settimana, Reuters ha riportato che Shein punta a una valutazione compresa tra 30 e 40 miliardi di dollari. Secondo fonti rilanciate dal South China Morning Post, la società punta a raccogliere fino a 2,8 miliardi di dollari, per una valutazione di circa 35 miliardi di dollari.
In ogni caso, si tratta di un calo deciso rispetto alle valutazioni ricevute dalla società negli ultimi anni. Nel 2022, all'azienda è stato attribuito un valore di 98,2 miliardi di dollari in seguito a un round di finanziamento. La cifra è scesa fino a 64 miliardi di dollari nel 2023, dopo una raccolta di circa 3 miliardi di dollari presso investitori come Mubadala, General Atlantic e Sequoia China.
L'importo è stato confermato un anno più tardi, quando sono iniziate le discussioni sulla futura IPO dell'azienda. Il crollo di valutazione è motivato dal rallentamento della crescita dei ricavi e dal peggioramento degli utili, che stanno pesando sulla redditività di Shein.
L'azienda aveva avuto un'espansione molto rapida, ma l'aumento dei costi commerciali e una concorrenza sempre più intensa nel settore dell'e-commerce hanno messo sotto pressione i margini del gruppo. Inoltre, ha inciso molto il provvedimento degli Stati Uniti di eliminare l'esenzione dai dazi per i piccoli pacchi importati.
Shein ha dovuto anche effettuare alcuni cambiamenti contabili, che hanno portato a una svalutazione di 328 milioni di dollari relativa ad azioni privilegiate convertibili e rimborsabili. Tutti questi fattori hanno contribuito a una perdita nel primo trimestre di 99 milioni di dollari e, quindi, a una revisione delle valutazioni della società.
Alcune settimane fa, Sharon Iles, analista senior di GlobalData, ha affermato che la valutazione più bassa proposta per l'IPO, allora indicata tra 40 e 50 miliardi di dollari, potrebbe in realtà rendere l'offerta più interessante perché "allinea maggiormente le aspettative alle condizioni attuali del mercato".
Iles ha sottolineato però che Shein "deve dimostrare di poter mantenere una crescita sostenibile e la redditività in un contesto di maggiore regolamentazione e concorrenza".