Quantum computing: siamo finalmente al momento ChatGPT del settore? | Investire.biz

Quantum computing: siamo finalmente al momento ChatGPT del settore?

12 giu 2026 - 17:00

Il quantum computing è davvero vicino alla svolta? Ecco come funziona, perché attira miliardi di investimenti, quali sviluppi attendono il settore e come investire

Da almeno un decennio il quantum computing viene presentato come la prossima grande rivoluzione tecnologica. Eppure, a differenza dell'intelligenza artificiale generativa, che con ChatGPT è entrata improvvisamente nella vita quotidiana di centinaia di milioni di persone, il calcolo quantistico è rimasto confinato per lo più nei laboratori di ricerca, nei centri universitari e nei dipartimenti di innovazione delle grandi aziende tecnologiche.
 
Negli ultimi mesi, però, qualcosa sembra essere cambiato. Il settore sta vivendo una fase di accelerazione che ricorda, almeno per certi aspetti, quella osservata nell'intelligenza artificiale tra il 2022 e il 2023. Le principali aziende tecnologiche del mondo stanno aumentando gli investimenti, i governi stanno stanziando miliardi di dollari per sostenere la ricerca e le startup specializzate raccolgono capitali sempre più consistenti. La domanda che molti investitori si pongono è quindi inevitabile: stiamo assistendo al "momento ChatGPT" del quantum computing?
 
 

Quantum Computing: cos'è e come funziona

Per capire perché l'entusiasmo sia così elevato bisogna prima di tutto comprendere che cos'è il calcolo quantistico. I computer tradizionali elaborano le informazioni utilizzando i bit, che possono assumere soltanto due stati: 0 oppure 1.
 
I computer quantistici, invece, utilizzano i cosiddetti qubit, unità di informazione che sfruttano i principi della meccanica quantistica. Grazie a fenomeni come la sovrapposizione e l'entanglement, un qubit può trovarsi contemporaneamente in più stati e interagire con altri qubit in modi impossibili per l'informatica classica. Questo non significa che i computer quantistici sostituiranno i PC o gli smartphone. Al contrario, le due tecnologie potranno essere complementari.
 
I sistemi quantistici sono progettati per affrontare problemi estremamente complessi, che richiederebbero tempi proibitivi ai supercomputer tradizionali. Tra le applicazioni più promettenti vi sono la simulazione di molecole per la scoperta di nuovi farmaci, l'ottimizzazione delle reti energetiche e logistiche, la progettazione di nuovi materiali, la finanza quantitativa e, in prospettiva, la crittografia.
 
 

Quantum computing: le sfide da affrontare per raggiungere l'AI

Per molti anni il settore è stato frenato da un problema fondamentale: l'elevata instabilità dei qubit. Le informazioni quantistiche sono estremamente fragili e soggette a errori continui. La vera sfida non è mai stata costruire un computer quantistico, ma costruirne uno sufficientemente affidabile da svolgere compiti utili su larga scala.
 
Oggi, però, i progressi nella correzione degli errori e nella creazione di qubit logici stanno iniziando a dare risultati concreti. È proprio questo il motivo per cui il dibattito si è intensificato. Sempre più esperti ritengono che il settore stia uscendo dalla fase puramente sperimentale per entrare in quella ingegneristica e industriale.
 
Naturalmente sarebbe prematuro parlare di una diffusione di massa paragonabile a quella dell'intelligenza artificiale generativa. Nessuno scaricherà un'app di quantum computing sul proprio smartphone nei prossimi mesi.
 
Tuttavia, per la prima volta, si intravede una traiettoria credibile verso macchine capaci di generare un vantaggio pratico rispetto ai computer tradizionali in specifici ambiti industriali. È questo che alimenta il paragone con il "momento ChatGPT": non tanto l'arrivo immediato sul mercato consumer, quanto il passaggio da promessa teorica a tecnologia percepita come concretamente realizzabile.
 
 

La corsa agli investimenti è appena iniziata

Se c'è un indicatore che testimonia il cambio di passo del settore, è rappresentato dagli investimenti. Negli ultimi dodici mesi si sono moltiplicati sia i finanziamenti privati sia i programmi governativi. A inizio giugno IBM ha annunciato un piano da oltre 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per accelerare lo sviluppo del quantum computing.
 
Le risorse saranno destinate alla ricerca, alla produzione, alle acquisizioni strategiche e all'espansione dell'ecosistema industriale. L'obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2029 ai primi computer quantistici fault-tolerant, ossia in grado di correggere autonomamente gli errori e operare in modo affidabile.
 
Anche Microsoft ha recentemente alzato le aspettative del mercato. L'azienda ha presentato il nuovo chip Majorana 2, sviluppato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, sostenendo che i suoi qubit siano fino a mille volte più affidabili rispetto alla generazione precedente. Il gruppo ritiene ora possibile arrivare a sistemi quantistici realmente utili entro il 2029.
 
Parallelamente, il governo statunitense ha avviato un programma da oltre 2 miliardi di dollari per sostenere l'industria quantistica nazionale, coinvolgendo aziende come IBM, PsiQuantum, Quantinuum, D-Wave e Rigetti. Anche il capitale privato continua a fluire nel settore. PsiQuantum, una delle startup più promettenti, ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari negli ultimi round di finanziamento, attirando investitori come BlackRock, Temasek e persino il fondo di venture capital di Nvidia.
 
La sensazione è che il mercato stia entrando in una nuova fase. Se fino a pochi anni fa gli investimenti erano concentrati prevalentemente sulla ricerca scientifica, oggi si parla sempre più spesso di produzione industriale, catene di fornitura, infrastrutture dedicate e applicazioni commerciali.
 
Questo non significa che la rivoluzione sia già arrivata. I rischi tecnologici restano enormi e nessuno sa ancora quale architettura – superconduttori, atomi neutri, fotonica, qubit topologici o altre soluzioni – finirà per imporsi. Tuttavia, una cosa appare evidente: il quantum computing non si riduce a essere un esperimento accademico, ma è diventato una priorità strategica per governi, multinazionali e investitori.
 
 

Quantum Computing: tre titoli da monitorare

Nel settore del quantum computing, ci sono alcune società ancora in fase emergente, ma che presentano grandi promesse di sviluppo. Tra queste vale la pena di citarne tre, che hanno approcci differenti ma tutte potenzialità di essere protagoniste:
 
  • D-Wave Quantum
  • IonQ
  • Rigetti Computing
 
D-Wave Quantum sviluppa sistemi già utilizzati in ambito commerciale per ottimizzazione e logistica, anche se adotta un modus operandi diverso rispetto ai computer quantistici universali. Le azioni in Borsa sono aumentate di quasi 15 volte nell'ultimo triennio, anche se da inizio 2026 viaggiano poco sotto la parità fino alla chiusura della prima settimana di giugno. Seguendo le indicazioni del fair value elaborato da Forecaster.biz, il titolo appare sopravvalutato. Il valore equo, infatti, risulta di 19,08 dollari, inferiore di oltre il 30% rispetto al prezzo di mercato.
 
IonQ è un’azienda che si concentra sui qubit a ioni intrappolati e punta su elevata precisione e stabilità. La società collabora con grandi cloud provider per rendere il quantum accessibile. Nell’ultimo triennio, il titolo al Nyse è salito del 567% e solo quest'anno ha realizzato una performance superiore al 40%. Il fair value di IonQ è di 57,30 dollari è superiore di circa il 13% rispetto al prezzo di mercato, quindi le azioni sono sopravvalutate.
 
Rigetti Computing sviluppa computer quantistici basati su superconduttori e offre servizi tramite cloud, ponendosi l’obiettivo di integrare quantum e calcolo classico in soluzioni ibride. La performance degli ultimi tre anni è stata prodigiosa, collocandosi al +10.238%. Ciò fa il titolo sopravvalutato, con un fair value di 13,44 dollari maggiore di circa 24 punti percentuali del valore di mercato.
 
 
 

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