Ieri Nvidia ha riportato conti eccezionali e una guidance ben oltre le aspettative degli analisti, eppure le azioni NVDA in Borsa hanno perso il 5,46%. Un ribasso di questa portata non si vedeva dal 16 aprile, quando la Borsa americana era nel mirino dei venditori, spaventati dai dazi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Il più grande progettista al mondo di chip è un’azienda in forte crescita, con un incremento del fatturato del 65% negli ultimi 12 mesi e una previsione per il primo trimestre fiscale del 2026 pari a 78 miliardi di dollari, superiore ai 73 miliardi stimati dal consensus. Questo, in teoria, basterebbe a far volare i multipli del titolo, che invece scambia ad appena 22 volte gli utili attesi. Si tratta di un valore nettamente inferiore alle 37 volte, media a cinque anni del titolo, e di poco superiore al price/earnings dell’S&P 500 Index. Per fare un paragone con un’altra azienda a rapida crescita, il rapporto P/E di Palantir Technologies è addirittura di 98 volte.
"C’è una certa disconnessione tra la forza dei risultati e la mancata reazione positiva del titolo", ha dichiarato Robert Pavlik, senior portfolio manager di Dakota Wealth Management, che detiene azioni Nvidia. "Ci si aspetterebbe un rialzo dopo un report del genere. L’azienda sta mostrando una crescita davvero solida".
Nvidia: ecco cosa spiega lo strano crollo delle azioni
Osservando la valutazione di Nvidia e rapportandola alle sue prospettive di crescita, il comportamento degli investitori appare anomalo. Oggi il titolo della società di Santa Clara è scambiato sostanzialmente come un’azione value. Gli osservatori finanziari, però, guardano oltre i numeri per trovare una spiegazione.
Da quando nel 2022 OpenAI ha rivoluzionato il mercato dell’intelligenza artificiale con il modello ChatGPT, le azioni Nvidia hanno decuplicato il loro valore in scia della corsa tra le grandi aziende tecnologiche per accaparrarsi i potenti chip AI progettati dalla società guidata da Jensen Huang. Le spese per la nuova tecnologia hanno seguito un ritmo serrato. Quest’anno, i grandi hyperscaler come Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta Platforms spenderanno complessivamente oltre 600 miliardi di dollari per data center e infrastrutture di rete legati all’AI. Gran parte di questi investimenti riguarda proprio i semiconduttori Nvidia.
Il problema è che il mercato sta diventando sempre più scettico sul fatto che un capex così elevato possa generare ritorni adeguati. Con il tempo, le Big Tech potrebbero quindi ridimensionare i loro piani di spesa. Se ciò accadesse, i ricavi di Nvidia ne risentirebbero in modo significativo.
Secondo Paul Nolte, strategist e senior wealth manager di Murphy & Sylvest Wealth Management, il calo dei prezzi dopo la pubblicazione dei conti era quasi inevitabile. "Per Nvidia era quasi una situazione senza via d’uscita: non importava molto cosa avrebbe riportato", ha commentato. "La vera domanda è: quando vedremo un percorso chiaro verso i profitti derivanti da tutti questi investimenti in conto capitale?".
Gli investitori sono inoltre tormentati da un altro dubbio: quanto potenziale di rialzo resta per un titolo che negli ultimi cinque anni ha guadagnato oltre il 1.200%? Jay Goldberg, senior analyst di Seaport Group, osserva che "i grandi fondi long-only hanno già acquistato quanto potevano e sono al limite". Di conseguenza, anche se il titolo sembra a buon mercato, "non c’è davvero qualcuno che possa approfittarne".
Azioni Nvidia: comprare o vendere?
Guardando al fair value di Forecaster.biz, il titolo Nvidia rappresenta una forte tentazione. L’indicatore di "fair value" basato su quattro parametri - Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added e rapporto EV/Sales - risulta pari a 283,52 dollari, valore superiore del 53,32% rispetto all’attuale prezzo di mercato delle azioni.
Anche gli analisti sono ottimisti. "Nvidia sembra un’opportunità value", ha dichiarato Tejas Dessai, analista di Global X. "Il titolo è penalizzato dal posizionamento e dalla rotazione settoriale, non da un deterioramento della domanda". Pavlik di Dakota Wealth Management è convinto che, al multiplo attuale, "il titolo rappresenti un ottimo valore e una buona opportunità". Guardando ai fondamentali e alle metriche di base, "tutto indica che si tratta di un nome interessante da avere in portafoglio", ha concluso.