Nvidia batte ancora le attese, ma questa volta il messaggio più importante potrebbe essere un altro: il boom dell’intelligenza artificiale sta allargando la platea dei vincitori. Dopo un’iniziale reazione fredda, il titolo ha cambiato passo durante la conference call e nel pre-market di giovedì guadagna circa il 6,7% a 223,71 dollari. Un recupero importante anche perché, alla vigilia dei conti, Nvidia segnava circa +12,6% da inizio 2026 contro +15,7% del Nasdaq 100.
Nvidia: ricavi raddoppiati e la domanda supera ancora l’offerta
I numeri spiegano il cambio di umore. Nel secondo trimestre fiscale 2027 i ricavi sono balzati del 106% a 96,2 miliardi di dollari, con il Data Center a 89 miliardi, +117%. Il margine lordo è rimasto al 75%, l’utile operativo è salito del 124% a 63,7 miliardi e l’utile netto del 126% a 59,7 miliardi. Ricostruendo l’EBITDA dall’utile operativo e dagli ammortamenti, il dato si colloca intorno a 64,9 miliardi, con una marginalità vicina al 67%.
Per il trimestre in corso Nvidia prevede ricavi per 108 miliardi, ±2%, senza includere vendite Data Center compute in Cina. Ma la vera sorpresa è arrivata sulla prospettiva più lunga: il management stima per l’esercizio fiscale 2028 una crescita dei ricavi di circa il 70%, contro il 45% incorporato nelle aspettative di Wall Street. Jensen Huang sostiene che l’AI abbia ormai raggiunto un punto di svolta e che la domanda stia accelerando.
Nvidia non comunica un classico portafoglio ordini, ma c’è un indicatore forse ancora più eloquente: gli impegni futuri verso i fornitori sono balzati in tre mesi da 119 a 279 miliardi di dollari, soprattutto per assicurarsi memoria. Il problema, quindi, non sembra trovare clienti ma procurarsi abbastanza componenti. Anche l’accordo con AWS va letto così: Amazon prevede altri 2 milioni di GPU Nvidia nel 2027-2028.
Nvidia è davvero cara? I multipli raccontano una storia diversa
Le valutazioni meritano attenzione. Sulla pagina Nvidia di Forecaster.biz, prima della trimestrale il titolo esprimeva un P/E trailing di circa 31 volte. Il Nasdaq 100 viaggia intorno a 28,4 volte, mentre il P/E del SOXX, proxy del settore semiconduttori, supera quota 65.
Ancora più significativo è il dato prospettico: dopo i risultati Reuters calcola per Nvidia un P/E forward di appena 17,9 volte, contro 37,2 volte di AMD e 46,2 di Intel. Non significa che Nvidia sia “economica” in assoluto: significa che la crescita attesa degli utili sta correndo più velocemente della valutazione.
Wall Street ha reagito di conseguenza: almeno dieci broker hanno alzato i target. Morgan Stanley definisce straordinaria una crescita del 70% nonostante i vincoli di offerta; Goldman Sachs ha portato il target a 300 dollari, Citi a 315, mentre Cantor resta a 350. XTB definisce Nvidia il benchmark dell’AI; eToro sottolinea invece un passaggio cruciale: il collo di bottiglia si sta spostando dalla domanda alla capacità dell’industria di costruire abbastanza infrastruttura.
Non solo Nvidia: ecco chi può vincere davvero con il boom AI
Ed è qui che la trimestrale diventa interessante per l’investitore. I possibili vincitori paralleli sono soprattutto i proprietari dei colli di bottiglia.
La prima area è la memoria. Se Nvidia deve impegnare centinaia di miliardi per assicurarsi componenti, produttori come Micron e SK Hynix acquistano pricing power. Non a caso Micron ha reagito positivamente ai conti: maggiore scarsità di HBM significa potenzialmente prezzi, margini e stime sugli utili più elevati.
Secondo fronte: produzione, packaging e networking. TSMC resta essenziale per trasformare i progetti Nvidia in chip; Broadcom, Marvell, Arista e Ciena possono beneficiare della necessità di collegare milioni di acceleratori. Evercore ISI ha indicato proprio networking e infrastruttura come uno dei read-across più forti della guidance Nvidia.
Poi c’è il collo di bottiglia fisico: energia, cablaggio e raffreddamento. Qui entrano Vertiv ed Eaton negli Usa e, a Piazza Affari, Prysmian, Carel e Lu-Ve. Equita ha indicato insieme a questi nomi anche Technoprobe e STMicroelectronics, mentre Banca Akros vede un read-across positivo per STM, Technoprobe, Prysmian e Carel. La reazione odierna del listino italiano conferma che il mercato sta già facendo questa associazione.
Infine cloud e neocloud: Amazon AWS, CoreWeave e Nebius. Se la capacità Nvidia continua a essere scarsa, chi riesce a installarla e monetizzarla può trasformare il capex in ricavi ricorrenti da computing. CoreWeave e Nebius guadagnavano rispettivamente circa il 5,8% e il 7,2% dopo i conti.
La trimestrale lascia quindi una conclusione meno scontata di quanto sembri: Nvidia continua a vendere le pale della corsa all’oro, ma la prossima sovraperformance potrebbe arrivare da chi fornisce memoria, energia, reti e raffreddamento necessari per farle funzionare. Se la domanda continua a superare l’offerta, saranno questi colli di bottiglia - più ancora delle GPU - a determinare dove si concentrerà il prossimo incremento degli utili.