Era da tempo che non si viveva un'attesa così febbrile per una IPO come quella di SpaceX. Venerdì 12 giugno, il colosso spaziale fondato e guidato da Elon Musk debutterà a Wall Street con il simbolo SPCX, in quella che si preannuncia come la più grande offerta pubblica iniziale della storia.
La società dovrebbe raccogliere 75 miliardi di dollari, superando di gran lunga il precedente record di 29 miliardi detenuto da Alibaba dal 2014. Ciò attribuirebbe all'azienda una valutazione di circa 1.750 miliardi di dollari.
SpaceX ha letteralmente riscritto il manuale delle IPO negli Stati Uniti, soprattutto perché riserverà agli investitori retail il 30% delle azioni collocate sul mercato. Si tratta di una quota almeno tripla rispetto a quella normalmente destinata ai piccoli risparmiatori.
Di conseguenza, si è scatenata una corsa selvaggia per ottenere un'assegnazione, tanto che le banche incaricate del collocamento hanno ricevuto richieste per un numero di azioni almeno doppio rispetto a quelle disponibili.
IPO SpaceX: ecco come acquistare le azioni
La scelta di Musk di coinvolgere in misura così ampia il pubblico retail mira a lanciare un forte segnale di "democratizzazione" dell'accesso agli investimenti, contribuendo al tempo stesso a rafforzare l'immagine della società. Inoltre, SpaceX punta ad ampliare la propria base azionaria, evitando che il collocamento finisca concentrato esclusivamente nelle mani dei grandi investitori istituzionali.
Contestualmente, la società ha selezionato un numero limitato di intermediari autorizzati a distribuire le azioni ai clienti retail negli Stati Uniti. Gli investitori devono innanzitutto possedere un conto presso una banca o un broker idoneo.
In secondo luogo, devono soddisfare determinati requisiti minimi di capitale, che variano da intermediario a intermediario. Fidelity Investments richiede, ad esempio, almeno 2.000 dollari sul conto, mentre Charles Schwab prevede una soglia minima di 100.000 dollari.
Altri operatori, come Robinhood Markets, SoFi ed E*Trade, non impongono invece alcun requisito minimo. Inoltre, i partecipanti devono manifestare formalmente il proprio interesse prima della determinazione definitiva del prezzo dell'IPO.
Un aspetto da tenere in considerazione è il cosiddetto "flipping", ossia la vendita delle azioni poco dopo la quotazione, tipicamente entro due-quattro settimane dal debutto. Alcuni intermediari scoraggiano questa pratica e possono escludere gli investitori che la adottano dalla partecipazione a future IPO.
All'IPO di SpaceX possono partecipare anche gli investitori internazionali residenti in Argentina, Australia, Brasile, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, India, Israele, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Perù, Filippine, Qatar, Arabia Saudita, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito. Tuttavia, le modalità di accesso variano da Paese a Paese. In alcuni casi sono previsti requisiti aggiuntivi, limiti alle assegnazioni o specifiche restrizioni normative.
E chi resta fuori?
Gli investitori che non riusciranno a ottenere azioni in fase di collocamento avranno un'unica alternativa: acquistarle direttamente sul mercato una volta avviate le contrattazioni. Questa opzione comporta però un elevato grado di incertezza sul prezzo di acquisto, poiché è molto probabile che il titolo registri forti oscillazioni fin dai primi scambi, data l'enorme attenzione suscitata dall'operazione.
In particolare, è plausibile che si verifichi il cosiddetto effetto "pop", ovvero un balzo immediato del titolo rispetto al prezzo di collocamento, alimentato dalla domanda degli investitori rimasti esclusi dall'assegnazione iniziale.
Gli investitori potranno acquistare le azioni sia direttamente sia indirettamente attraverso strumenti indicizzati. Tra questi figura il Nasdaq 100, nel quale SpaceX dovrebbe entrare rapidamente grazie alla sua elevata capitalizzazione e alle nuove regole di inclusione entrate in vigore il 1° maggio. In alternativa, sarà possibile investire attraverso altri fondi o indici che includeranno il titolo.
Diverso il discorso per l'S&P 500. Almeno per il momento, SpaceX non soddisfa i requisiti necessari per entrare nell'indice, poiché le regole di ammissione richiedono, tra gli altri criteri, la redditività. SpaceX, invece, è un'azienda in perdita e ha dichiarato di non prevedere utili nel breve termine.