Con il focus sempre rivolto alla situazione presente in Medio Oriente, dopo che Iran e Israele si sono accordati per interrompere gli attacchi missilistici, le Borse europee aprono la seconda seduta della settimana all'insegna della cautela.
In questo clima tornano gli acquisti sui listini asiatici che, grazie all'ottima performance del settore legato all'AI, hanno terminato le contrattazioni in generale territorio rialzista. Il Nikkei ha chiuso in guadagno del 1,92%, mentre il Kospi coreano ha terminato la giornata in guadagno addirittura dell'8,18%.
Con i futures di Wall Street che anticipano un inizio di seduta in rialzo dello 0,3%, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni vicino ai livelli della chiusura di ieri nei pressi dei 50.200 punti.
Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano che, con la tenuta dei 50 mila punti, dovrebbe proseguire il suo recupero in direzione dei 50.250-50.300 punti e a seguire i 50.700-50.750 punti. Al contrario un ritorno delle quotazioni sotto i 50 mila punti dovrebbe riattivare il trend di breve discendente in direzione dei 49.750-49.700 punti e successivamente verso i 49.550-49.500 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Eni, con il cane a sei zampe che ha siglato una nuova joint venture con Petronas. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Eni: con Petronas nasce Searah
Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi, in collaborazione con la malese Petronas, ha annunciato la nascita si Searah, una jv paritetica che unirà le attività oil&gas presenti sia in Indonesia che in Malesia.
L'accordo, che arriva dopo il memorandum di intesa firmato nel febbraio dello scorso anno, ha come obiettivo quello di diventare il principale operatore energetico presente nel Sud-Est asiatico.
Searah andrà a riunire un portafoglio di 19 asset tra produzione e sviluppo gas, di cui 14 presenti in Indonesia e 5 in Malesia. La produzione iniziale dovrebbe superare i 300 mila barili di petrolio equivalente al giorno, per arrivare a 500 mila barili nei prossimi tre anni in modalità sostenibile.
Il piano industriale che sarà messo in campo dalle due aziende prevede inoltre investimenti superiori a 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni.
Questi saranno destinati allo sviluppo di oltre 3 miliardi di barili equivalenti di risorse scoperte e alla valorizzazione di ulteriori potenziali esplorativi. A sostegno della crescita, Searah ha già ottenuto una linea di credito revolving da 6 miliardi di dollari, un plafond flessibile utilizzabile e rimborsabile nel tempo in base alle esigenze operative.
Facendo leva sui portafogli e sulle capacità complementari di Petronas e di Eni, la jv punta a rafforzare la resilienza finanziaria e la capacità di crescita contribuendo alla sicurezza energetica della regione.
Ricordiamo infine che il lancio di Searah si inserisce in un portafoglio già rafforzato da recenti decisioni finali di investimento sui giacimenti di Gendalo e Gandang e Geng North e Gehem. I progetti contengono circa 283 miliardi di metri cubi di gas inizialmente in posto e circa 550 milioni di barili di condensato associato, con avvio produzione previsto nel 2028 e plateau atteso entro il 2029.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese nel breve e medio periodo sulle azioni Eni. È stata una giornata in leggero territorio negativo quella di ieri per il titolo Eni che, con un calo dello 0,21%, ha chiuso le contrattazioni a 23,50 euro.
Con un trend primario che rimane sempre confermato al rialzo, fondamentale per le azioni sarà il superamento delle prossime aree resistenziali situate sui 24 euro.
Oltre questi livelli, dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 24,25 euro, dove transita l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 25 euro, che rappresentano i massimi toccati dal titolo nel corso degli ultimi 15 anni.
Con il superamento di questi livelli si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica, con prossimi target i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, massimi degli ultimi 18 anni.
Oltre tali aree le azioni Eni dovrebbero andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 22,10-22 euro, minimi degli ultimi 3 mesi, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei sostegni appena menzionati dovrebbe far proseguire la fase correttiva innescatasi nello scorso mese di marzo, con prossimi obiettivi i minimi degli ultimi 3 mesi in area 21,50 euro.
La mancata tenuta di tali sostegni farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 21 euro e successivamente la soglia dei 20 euro.
Fondamentale sarà non perdere questi ultimi sostegni per evitare ulteriori ribassi prima in direzione dei 19,7-19,6 euro e successivamente verso i 18,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre dello scorso anno.
La violazione di tali livelli andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio termine, con prossimi target i 17,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 4 mesi.
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