Domina il segno meno sui mercati internazionali in questo avvio di settimana, con la volatilità record registrata venerdì su oro e soprattutto argento che ha lasciato pesanti strascichi sul sentiment degli operatori. Un mercato che peraltro sta guardando alla nomina dei giorni scorsi di Kevin Warsh a nuovo Governatore della Fed per capire quali potranno essere le prospettive della traiettoria della politica monetaria statunitense.
In un contesto guidato ancora dai temi geopolitici e dalla diffusione dei risultati trimestrali, le vendite su tutti i principali indici di Borsa internazionali non risparmiano l’Europa. In avvio di contrattazioni sfiora il mezzo punto percentuale la perdita di DAX e Cac 40. Andamento in linea con quello del FTSE Mib italiano (-0,45%), con il paniere che in tal senso non è agevolato dalla reazione del mercato alla pubblicazione prima dell’apertura delle contrattazioni del nuovo piano industriale al 2029 di Intesa Sanpaolo. Andiamo ad approfondirlo.
Intesa Sanpaolo: un piano basato su solidità e digitalizzazione
Il piano d’impresa 2026-2029 presentato prima dell'avvio dalla banca guidata da Carlo Messina punta a consolidare il posizionamento del gruppo come a "zero NPL" e digitale, con un modello di business resiliente focalizzato sulle commissioni e sull'impatto sociale. La strategia si basa su una crescita organica, investimenti significativi in tecnologia e persone, e una generosa remunerazione degli azionisti.
Guardando ai risultati finanziari, il piano prevede di passare dai 9,3 miliardi di euro di utile netto di fine 2025 a oltre 11,5 miliardi nel 2029. A sostenere gli obiettivi le attese di crescita dei ricavi, visti aumentare a 30,7 miliardi a fine piano (+3% CAGR) grazie al traino fondamentale delle commissioni nette, viste arrivare a 11,6 miliardi di euro.
Obiettivi da raggiungere senza rinunciare alla patrimonializzazione, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio superiore al 12,5% in ciascun anno del quadriennio, e alla creazione di valore per gli azionisti, cui è prevista una distribuzione complessiva per il periodo 2025-2029 di circa € 50 miliardi. Per ciascun esercizio il management attuerà un payout ratio del 95%, per il 75% sotto forma di dividendi cash e per il restante 20% sotto forma di buyback.
Le leve strategiche per raggiungere gli obiettivi del piano
Il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi si fonda su diverse iniziative. La prima è quella della riduzione strutturale dei costi, abbinata a una maggior presenza della leva tecnologica. La banca farà leva sui forti investimenti in tecnologia, nell’ordine dei 5,1 miliardi di euro nel corso del piano.
Impieghi che consentiranno l’estensione della piattaforma tecnologica di Isytech, che entro il 2029 dovrebbe portare il 100% delle appilicazioni su cloud e generare risparmi per circa 380 milioni di euro.
L'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale (AI/GenAI) aumenterà la produttività e porterà le risoluzioni automatiche delle richieste della clientela a oltre l'80%. In questa direzione un aiuto indiretto verrà fornito anche all’efficientamento dei costi operativi, attesi in calo a 11,3 miliardi di euro nel 2029. Il cost/income ratio dovrebbe così migliorare ulteriormente e attestarsi al 36,8%.
Infine una leva molto importante sarà attribuita alla crescita dei ricavi della divisione Wealth Management & Advisory. La rete di consulenti finanziari (Global Advisor e Private Banker) sarà potenziata, aumentando il numero di specialisti a circa 22.250 persone, così come il processo di internazionalizzazione verrà sostenuto con il lancio di IsyWealth Europe per l'espansione internazionale in Europa, sfruttando il digitale e i consulenti finanziari.