Dopo una partenza all'insegna delle vendite le Borse europee hanno recuperato terreno in questa prima seduta della nuova ottava, con i principali indici del Vecchio Continente che hanno chiuso le contrattazioni in leggero territorio positivo.
Sullo sfondo rimangono sempre presenti i timori legati al riaccendersi del conflitto in Medio Oriente, che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e di conseguenza ad un nuovo rally del prezzo del petrolio. In questo contesto il DAX e il Cac 40 hanno terminato la prima seduta della settimana in aumento dello 0,09% e 0,31%.
Con Wall Street che al giro di boa vede il Nasdaq e l'S&P 500 in contrazione rispettivamente dello 0,37% e 1,15%, il FTSE Mib ha inaugurato la prima seduta dell'ottava in guadagno dello 0,37% a 52.809,35 punti. La conferma dell'indice italiano sopra i 52.500 punti dovrebbe ora favorire ulteriori allunghi in direzione della soglia dei 53 mila punti.
Il superamento di queste aree dovrebbe aprire le porte per un test sui top assoluti in area 53.150-53.200 punti. Al contrario la perdita dei 52 mila punti andrebbe a riattivare la fase correttiva di breve periodo, con primi target situati sui 51.500 punti e successivamente l'area dei 51.250-51.200 punti.
Tra le azioni che a Wall Street stanno registrando una performance decisamente negativa troviamo Intel, con la società dei chip che non beneficia del nuovo investimento annunciato in Irlanda. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Intel: investe altri 5 mld in Irlanda
Per rispondere a una domanda sempre più elevata di semiconduttori avanzati destinati alle AI Factory, Intel ha annunciato un nuovo investimento da 5 miliardi di euro destinato al campus produttivo di Leixlip, in Irlanda. L'obiettivo del colosso statunitense è quello di incrementare la propria capacità produttiva dedicata ai processori Xeon 6 e alle future generazioni di Xeon realizzate con il processo produttivo Intel 3.
L'ampliamento dello stabilimento irlandese andrà ad aumentare i volumi produttivi, sostenere le attività di ricerca e sviluppo e sfruttare in modo più efficiente gli spazi già esistenti all'interno del sito. Il programma prevede l'aggiornamento delle attuali linee di fabbricazione attraverso l'installazione di nuove apparecchiature di produzione di ultima generazione.
Tra gli interventi infrastrutturali figura anche l'espansione del sistema automatizzato di movimentazione dei wafer, che consentirà di collegare in maniera più efficiente i diversi moduli del campus, trasformandoli in un ambiente produttivo integrato ad alta velocità.
Intel non ha fornito un calendario dettagliato per il completamento del progetto, ma ha sottolineato che l'espansione rappresenta un elemento centrale per incrementare la capacità disponibile anche per i clienti di Intel Foundry.
Dal suo insediamento nel 1989, il gruppo guidato da Lip-Bu Tan ha investito oltre 30 miliardi di euro in Irlanda e il campus di Leixlip rappresenta uno degli impianti di produzione più avanzati dell'azienda. Il sito impiega 4.900 persone ed è stato all'avanguardia nell'innovazione dei semiconduttori, contribuendo in modo significativo alla reputazione dell'Irlanda come polo tecnologico globale.
La società guidata da Lip-Bu Tan ha dichiarato infine di attendersi che l'operazione risulti accrescitiva per l'EPS corrente e che sostenga il proprio profilo di credito nel 2027 e negli anni successivi.
Azioni Intel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Intel sulla Borsa americana. Con volumi che a fine seduta dovrebbero essere superiori alla media giornaliera degli ultimi 30 giorni, è una prima parte di giornata all'insegna delle vendite per il titolo che, con un calo superiore al 4%, transita nei pressi dei 105 dollari.
Con un'impostazione di lungo periodo che rimane confermata al rialzo, le attese sono per un test sui prossimi supporti e minimi degli ultimi due mesi sui 98 dollari. La violazione di queste aree dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio termine.
In questo caso i prossimi target al ribasso sarebbero situati sui 92-91,5 dollari e a seguire gli 84,59 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 29 aprile. La mancata tenuta di questi sostegni dovrebbe spingere le azioni verso gli 80-79 dollari.
Nel caso in cui anche queste ultime aree non dovessero arrestare le vendite, il titolo dovrebbe proseguire la sua discesa verso i 75 dollari e a seguire i 68,28 dollari, dove verrebbe chiuso l'ampio gap-up lasciato aperto lo scorso 24 aprile.
Al contrario la tenuta dei 100 dollari dovrebbe porre le basi per una ripresa del trend ascendente, con un primo obiettivo i 110 dollari. Con il superamento di tali aree le azioni dovrebbero proseguire il loro recupero, con prossimi obiettivi i 115 dollari e a seguire i 120 dollari.
Oltre questi livelli dovremmo assistere a ulteriori allunghi fin verso i massimi assoluti posti sui 132,75 dollari. Il superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare il quadro grafico di lungo periodo, con prossimi obiettivi i 140 dollari e successivamente i 150 dollari.
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