Intel pubblicherà i risultati del primo trimestre dopo la chiusura di Wall Street, in un contesto in cui il mercato si interroga sulla reale capacità del gruppo di capitalizzare la crescita dell’intelligenza artificiale.
Il consensus Bloomberg prevede un utile per azione di circa 0,01 dollari su ricavi pari a 12,36 miliardi, in lieve calo rispetto ai 12,67 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Su base rettificata, le stime indicano utili di circa 2 centesimi per azione, in flessione rispetto ai 13 centesimi del Q1 precedente.
Il titolo ha registrato un forte recupero negli ultimi mesi, sostenuto dall'ottimismo sulle prospettive AI e da nuovi accordi industriali. Tuttavia, le stime sugli utili restano deboli e il mercato guarda con attenzione alla guidance sui prossimi trimestri.
L’attenzione degli investitori sarà quindi concentrata su tre fattori: evoluzione della domanda AI per CPU, impatto dei costi della memoria sul business PC e visibilità sui nuovi progetti industriali. Vediamo tutto nel dettaglio.
Intel: AI e ruolo crescente delle CPU
Dopo essere rimasta ai margini della prima fase del boom dell’intelligenza artificiale, penalizzata dal ritardo nelle GPU rispetto a concorrenti come Nvidia, Intel sta cercando di riposizionarsi nella nuova fase dell’AI.
Il driver principale è lo sviluppo degli AI agent, sistemi in grado di svolgere attività autonome come ricerca dati o navigazione web. In questo contesto, non sono solo le GPU a essere centrali, ma anche le CPU, segmento in cui Intel mantiene una posizione dominante nei data center.
La divisione Data center e AI è attesa in crescita del 6,8% a circa 4,41 miliardi di dollari, sostenuta da una domanda più solida di chip server legati ai carichi di lavoro AI.
PC ancora sotto pressione e margini in focus
Il business più tradizionale del gruppo resta invece sotto pressione. Il segmento Client Computing, legato ai processori per PC, è atteso in calo di circa il 7% a 7,1 miliardi di dollari, penalizzato da costi elevati della memoria e debolezza strutturale della domanda.
Le stime indicano inoltre un mercato PC globale in contrazione, con impatto negativo sui volumi, solo parzialmente compensato da prezzi medi più elevati. Il tema centrale della trimestrale resta quindi la tenuta dei margini, già compressi dalla competizione e dall’aumento dei costi lungo la supply chain.
Nuovi accordi e investimenti strategici
Il trimestre è stato caratterizzato anche da nuove iniziative strategiche. Intel ha annunciato una partnership con Google per la fornitura di CPU Xeon destinate a carichi AI e cloud, rafforzando la propria presenza nel segmento enterprise.
Parallelamente, il gruppo è coinvolto nel progetto “Terafab” promosso da Elon Musk, destinato a supportare la produzione di chip per Tesla, SpaceX e xAI. Sul fronte industriale, Intel ha inoltre comunicato il riacquisto di una quota del 49% di un impianto produttivo precedentemente ceduto, segnale di maggiore controllo sulla propria capacità manifatturiera.
Azioni Intel: cosa dice il Forecaster

Le azioni Intel rimangono impostate al rialzo, nonostante il recente movimento correttivo che ha riportato i prezzi in area 66 dollari. La struttura orientata al rialzo da fine marzo farebbe privilegiare l’implementazione di strategie long, in linea con il trend di fondo.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase di lateralità/debolezza fino all’ultima settimana di maggio, seguita da una possibile fase rialzista che potrebbe estendersi fino alla fine della prima settimana di giugno.


Eventuali segnali di forza in area 60 e 55,80 dollari potrebbero essere sfruttati per valutare posizioni in acquisto. Il quadro grafico rimarrà a favore dei compratori nel breve termine con la difesa di area 55 dollari.
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