La guida autonoma ha avuto uno sviluppo importante negli ultimi anni, con aziende come Tesla e Waymo, controllata da Alphabet, che stanno implementando i propri veicoli sulle strade. Nel frattempo, in tutto il mondo sono stati avviati programmi pilota che interessano un numero sempre maggiore di città. In particolare, negli Stati Uniti le auto senza conducente stanno vivendo una nuova fase di sviluppo, in quanto il presidente Donald Trump sembra essere molto più accomodante dal punto di vista regolamentare rispetto all'amministrazione che lo ha preceduto.
Proprio per questo motivo, gli investimenti delle società attive nel settore si sono intensificati. Probabilmente bisognerà attendere ancora diversi anni prima di assistere ad un'adozione su larga scala, ma la direzione intrapresa è quella giusta e forse il passo decisivo è più vicino di quanto si possa immaginare.
Guida autonoma: un mercato in crescita
Secondo le stime del 2025 elaborate da Precedence Research, il mercato della guida autonoma ha un valore di circa 274 miliardi di dollari, che diventeranno 364 miliardi quest'anno. La società di analisi prevede anche che la crescita del mercato avverrà a un tasso composto annuo di quasi il 35% nel prossimo decennio, raggiungendo entro il 2035 la cifra di oltre 5.400 miliardi di dollari. Attualmente, è il Nord America ad avere la fetta più grande del mercato, con una quota del 40,46% dei ricavi complessivi, ma l'area a più rapida crescita dovrebbe essere quella dell'Asia-Pacifico, con un tasso di circa il 37% annuo per i prossimi dieci anni.
Alla luce di queste previsioni, le prospettive per la guida autonoma appaiono molto favorevoli, sostenute dai progressi dell'intelligenza artificiale, dei sensori e della connettività, oltre che dai crescenti investimenti delle case automobilistiche e delle Big Tech. La diffusione dei robotaxi e dei veicoli commerciali autonomi potrebbe quindi trasformare profondamente il settore dei trasporti.
Restano però diversi ostacoli, tra cui normative ancora frammentarie, le responsabilità legali in caso di incidenti e la fiducia dei consumatori. A ciò si aggiungono i rischi legati alla cybersicurezza, all'affidabilità dei sistemi di intelligenza artificiale e agli elevati costi di sviluppo. La velocità di adozione dipenderà quindi non solo dall'innovazione tecnologica, ma anche dall'evoluzione del quadro regolamentare e dall'accettazione da parte del mercato.
Dove investire?
La domanda che si pongono gli investitori, a questo punto, è come sfruttare questa tendenza ottenendo guadagni interessanti. Sarebbe troppo facile scommettere su Tesla, ma gli analisti propongono due titoli che, a loro avviso, hanno buone potenzialità di beneficiare dell'espansione del settore:
- Pony AI
- Aurora Innovation
Pony AI è una società cinese fondata nel 2016 da James Peng e Tiancheng Lou, con sedi principali in Cina e negli Stati Uniti. L'azienda sviluppa software e sistemi di guida autonoma di livello 4, destinati a robotaxi, robotruck e veicoli commerciali. Negli ultimi anni ha avviato servizi di robotaxi in diverse città cinesi, tra cui Pechino, Guangzhou e Shenzhen, collaborando con case automobilistiche come Toyota, GAC e BAIC. L'obiettivo di Pony AI è espandere su larga scala la mobilità autonoma, sia nel trasporto di passeggeri sia nella logistica, attraverso flotte completamente senza conducente.
Nel primo trimestre del 2026, l'azienda ha registrato una crescita del 145% su base annua dei ricavi, raggiungendo i 34,25 milioni di dollari. La società, però, continua a operare in perdita, con un EPS negativo di 0,09 dollari. Le ADR quotate al Nasdaq hanno perso quasi il 60% quest'anno, fino all'ultima chiusura settimanale di venerdì 10 luglio. Diversi fattori hanno contribuito al sell-off del titolo, tra cui le preoccupazioni per un inasprimento delle restrizioni commerciali statunitensi nei confronti del settore tecnologico cinese, gli elevati costi degli investimenti e le valutazioni considerate troppo elevate.
L'analista di Macquarie, Eugene Hsiao, ritiene però che il 2026 possa rappresentare un punto di svolta cruciale per l'azienda, sotto il profilo dell'espansione della flotta e della rete operativa in Cina e all'estero, della scalabilità del modello di business e delle partnership con aziende come Toyota. "Se la direzione realizzerà operazioni sostenibili e redditizie nei prossimi due o tre anni, crediamo che Pony potrebbe diventare uno dei principali attori globali nei robotaxi nel prossimo decennio", ha dichiarato Hsiao, che assegna al titolo un rating "outperform" e un target price di 24 dollari, pari a quasi quattro volte il valore attuale delle ADR.
Aurora Innovation è una società statunitense fondata nel 2017 da Chris Urmson, ex responsabile del progetto di guida autonoma di Google (oggi Waymo), insieme a Sterling Anderson, ex Tesla, e Drew Bagnell, ex Uber. L'azienda sviluppa l'"Aurora Driver", una piattaforma di guida autonoma di livello 4 progettata per camion, veicoli commerciali e, in prospettiva, servizi di ride-hailing.
Il progetto più avanzato riguarda il trasporto merci: Aurora punta a commercializzare su larga scala camion completamente autonomi negli Stati Uniti, collaborando con partner come Volvo Trucks, PACCAR, Toyota, Uber Freight e FedEx. L'azienda si trova ancora nelle prime fasi della commercializzazione e non è ancora redditizia. Tuttavia, il management è concentrato su una rapida espansione e si è posto l'obiettivo di chiudere il 2026 con circa 200 camion autonomi in servizio sulle strade pubbliche.
Secondo Michael Latimore, analista di Northland, esistono delle similitudini tra i progressi di Aurora nei sistemi di intelligenza artificiale per veicoli e l'ascesa degli agenti AI. "Il rilascio di o1 nel 2024 da parte di OpenAI ha innescato un'accelerazione nell'adozione dell'AI agente digitale. Progressi simili nei modelli di AI stanno ora permettendo all'AI agente fisica, cioè ai conducenti virtuali autonomi, di registrare una crescita esponenziale nel 2026 e oltre", ha dichiarato l'esperto.
"Prevediamo che Aurora registrerà 163 milioni di dollari di ricavi nell'anno fiscale 2027, per poi raggiungere 647 milioni di dollari nell'anno fiscale 2028". Al contrario di Pony AI, le azioni di Aurora sono salite del 56% al Nasdaq quest'anno, raggiungendo 6,38 dollari. Latimore vede però il titolo a 11 dollari nei prossimi 12 mesi e mantiene un rating "outperform", il che implica un potenziale rialzo di oltre il 72%.