La pressione inflattiva che si sta registrando in Europa, con dati superiori alle attese in alcuni Paesi dell'Eurozona, aumenta le possibilità di una BCE pronta ad alzare nuovamente i tassi di interesse. Uno scenario che pesa sul sentiment degli operatori di mercato, con le Borse del Vecchio Continente che aprono così le contrattazioni in lieve territorio negativo.
Una partenza in contrasto con l'andamento dei mercati asiatici, sostenute dalla buona trimestrale comunicata a mercati chiusi da Micron. Nello specifico il Nikkei e il Kospi hanno guadagnato rispettivamente il 3,32% e 1,62%.
Con i futures di Wall Street che guadagnano lo 0,7%, il FTSE Mib apre la quarta seduta della settimana in discesa dello 0,8%, con pressione sulla soglia psicologica dei 51 mila punti. Dal punto di vista operativo sarà fondamentale proprio la tenuta del livello menzionato. L'eventuale violazione di questi supporti, minimi degli ultimi 4 mesi, andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica di breve periodo. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 50 mila punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari potrebbero mettersi in luce troviamo Generali, con il Gruppo assicurativo che ha approvato la fusione della controllata Alleanza Assicurazioni in Generali Italia. Andiamo a scoprire i dettagli di questa operazione.
Generali incorpora Alleanza in Generali Italia
Nella serata di ieri il consiglio di amministrazione del Leone di Trieste ha dato il via libera alla fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni in Generali Italia. Il completamento dell'operazione è previsto entro i primi sei mesi del prossimo anno e ha come obiettivo quello di semplificare l'assetto societario e rafforzare l'integrazione tra le diverse realtà presenti in Generali.
La scelta voluta dal Gruppo guidato da Philippe Donnet rientra in quel percorso di razionalizzazione che negli ultimi anni Generali ha intrapreso sul mercato italiano, generando crescita e valore per tutti gli azionisti. Con la fusione verranno concentrate ulteriormente le attività sotto Generali Italia, facendo leva sulle esperienze di integrazione già maturate in passato.
Il Leone di Trieste ha voluto sottolineare che l'integrazione è stata impostata per preservare marchio e identità della compagnia, insieme alla sua rete distributiva che conta 10 mila consulenti. Di conseguenza per clienti e intermediari l’integrazione societaria non dovrebbe tradursi in una cancellazione del brand, che continuerà a mantenere una presenza sul mercato assicurativo italiano.
Ricordiamo che la compagnia Vita conta su una raccolta premi di circa 11,5 miliardi di euro, serve 1,9 milioni di clienti ed è la terza compagnia italiana nel settore. Inoltre nel corso del 2025 ha rafforzato i rapporti con Banca Generali attraverso una partnership nell’insurbanking.
Azioni Generali: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo per le azioni Generali. Con volumi doppi rispetto alla media giornaliera mensile è stata una seduta contrassegnata da vendite per il titolo Generali che, con un calo dell'1,75%, ha chiuso le contrattazioni a 42,75 euro. Dal punto di vista operativo il movimento di ieri ha avvicinato le quotazioni ai minimi degli ultimi due mesi. Andiamo a scoprire gli scenari al test di questa aree.
Scenario rialzista
Con un trend di fondo che rimane confermato al rialzo, nel breve termine fondamentale per le azioni sarà la tenuta dei 42,5 euro, minimi dello scorso 20 agosto. Confermandosi sopra queste aree il titolo potrebbe porre le basi per una ripresa degli acquisti, con un primo obiettivo situato sui 44,15 euro dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Con il superamento di questi livelli resistenziali, dovremmo assistere a ulteriori apprezzamenti in direzione dei 45 euro e successivamente verso i top assoluti situati a 46,24 euro. Lasciandosi alle spalle tali resistenze, dove peraltro troviamo l'indicatore daily del Supertrend, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico. In questo caso un prossimo target sarebbe posizionato nei pressi dei 47 euro.
Scenario ribassista
Viceversa la perdita dei 42,5 euro farebbe proseguire la fase correttiva che sta interessando il titolo fin dallo scorso 18 settembre. In tal caso la discesa potrebbe continuare verso i 41,75 euro e successivamente i 41 euro. Nel caso in cui anche questi supporti non dovessero arrestare la spinta ribassista, le vendite dovrebbero proiettare le quotazioni verso i 40 euro e a seguire i 38,84 euro.
Qui non solo verrebbe chiuso un gap-up lasciato aperto lo scorso 8 giugno, ma verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Fondamentale diventerebbe la sua tenuta, per evitare un pericoloso indebolimento del quadro grafico.
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