In una giornata ancora una volta volatile recuperano terreno i mercati azionari europei che, dopo un'apertura all'insegna della debolezza, chiudono le contrattazioni in territorio rialzista.
A sostenere il ritorno degli acquisti sui vari listini è stato l'ok arrivato dagli Stati Uniti alle navi iraniane per attraversare lo stretto di Hormuz, l'arteria strategica per le rotte marittime dei beni energetici. In questo contesto le vendite hanno colpito il petrolio, le cui quotazioni scendono ampiamente sotto la soglia dei 100 dollari al barile.
Con un Dax e un Cac 40 che hanno terminato la prima seduta della settimana in guadagno rispettivamente dello 0,58% e dello 0,22%, il FTSE Mib ha chiuso le contrattazioni in guadagno dello 0,07% a 44.347,56 punti.
Dal punto di vista operativo rimane confermato il trend di breve periodo ribassista sull'indice italiano. Fondamentale sarà la tenuta dei 44 mila punti per evitare una continuazione delle vendite prima in direzione dei 43.800-43.750 punti e a seguire i 43.500 punti. Al contrario segnali di allentamento della pressione ribassista si avrebbero solo con il ritorno delle quotazioni sopra i 45 mila punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari si sono messe in luce troviamo Eni, grazie anche a una nuova scoperta annunciata dal gruppo nelle scorse ore. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Eni: scoperti due giacimenti di gas in Libia
Dopo una campagna esplorativa avviata negli ultimi mesi, Eni ha comunicato due nuove scoperte di gas e condensati nell’offshore libico, nelle strutture Bahr Essalam South 2 e Bahr Essalam South 3.
Queste si trovano a circa 85 chilometri dalla costa, vicino al campo Bahr Essalam e le prime stime indicano risorse per oltre 28 miliardi di metri cubi di gas. Il campo Bahr Essalam è in produzione fin dal 2005 e rappresenta il più grande giacimento di gas offshore della Libia.
Secondo i primi dati di perforazione questi hanno confermato un reservoir di eccellente qualità, con produttività confermata da test di produzione già eseguito sul primo pozzo.
La vicinanza alle infrastrutture già presenti consentirà uno sviluppo rapido del progetto, con il gas che sarà destinato non solo al mercato domestico libico ma anche esportato verso l’Italia. Ricordiamo che il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è presente in Libia dal 1959 ed è oggi il principale operatore internazionale del Paese, con una produzione di quasi 162.000 barili di petrolio al giorno.
L'azienda ha tre progetti di sviluppo in fase esecutiva, due dei quali saranno avviati nel corso dei prossimi mesi. L'obiettivo da parte del cane a sei zampe è quello di raddoppiare la produzione entro il 2030, anche attraverso nuove esplorazioni nel Golfo della Sirte.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si sono mosse le azioni Eni sulla Borsa italiana. È stata una nuova giornata al'insegna degli acquisti questa odierna per il titolo Eni, la settima nelle ultime otto, con i prezzi che con un guadagno dello 0,83% hanno chiuso a 22,535 euro.
Con un'impostazione di fondo al rialzo e con tutti gli indicatori di forza sui top di periodo, le attese sono per una continuazione del trend prima verso i 22,75 euro e a seguire la soglia dei 23 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 18 anni.
Nel caso in cui anche tali livelli dovessero essere messi alle spalle, si aprirebbero le porte per ulteriori apprezzamenti fin verso i 23,50 euro e a seguire i 24 euro. In questo contesto eventuali correzioni di breve periodo fin verso i 19 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei 19 euro dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più marcata, che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni short di breve termine.
Il primo obiettivo di questo movimento dovrebbe essere situato sui 18 euro e successivamente i 17-16,90 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.
La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 16,40-16,30 euro e successivamente i minimi degli ultimi 5 mesi situati sui 15,6 euro.
La violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 15,17 euro, dove non solo verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre ma dove transita la media mobile a 200 giorni.
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