Le azioni Meta Platforms salgono di circa 3 punti percentuali nelle contrattazioni pre-market di Wall Street. A sostenere le quotazioni una notizia di Reuters secondo cui il gigante tecnologico americano sarebbe in procinto di licenziare il 20% della forza lavoro. Non è ancora stata fissata una tempistica, si legge nel documento, ma gli alti dirigenti avrebbero già informato i leader senior dell'azienda chiedendo loro di preparare un piano per la riduzione del personale. Se la mossa di Meta andrà in porto, si tratterà del più grande licenziamento di massa degli ultimi anni, tenuto conto che fino allo scorso anno la società impiegava quasi 80.000 dipendenti.
Meta Platforms: cosa significa la mossa
La decisione di Meta Platforms di tagliare il personale è figlia della strategia sull'intelligenza artificiale. L'amministratore delegato del colosso di Menlo Park, Mark Zuckerberg, ha come obiettivo prioritario quello di costruire una "superintelligenza" e per questo ha pianificato investimenti per oltre 600 miliardi di dollari entro il 2028 in data center, infrastrutture di rete e modelli AI.
L'enorme volume di denaro mobilitato richiede tuttavia risparmi in altre aree, soprattutto laddove l'intelligenza artificiale è in grado di svolgere mansioni al posto dell'uomo. In tale contesto, l'azienda ha comunque offerto pacchetti retributivi molto elevati per i prossimi anni, al fine di reclutare i migliori ricercatori AI.
Secondo gli analisti, i licenziamenti si rendono necessari per allentare la pressione sui costi legati alla corsa alla nuova tecnologia, con potenziali guadagni in termini di produttività. Secondo Justin Post, analista di Bank of America, Meta Platforms potrebbe generare risparmi per circa 7-8 miliardi di dollari annui eliminando un quinto della forza lavoro, tenuto conto che ogni dipendente in media costa circa 500 mila dollari all'anno.
"Non ci aspettiamo una riduzione della guidance di Meta sulla spesa per l'anno fiscale 2026 di 162-169 miliardi di dollari (come indicato nel rapporto di Reuters, n.d.r.)", ha detto. Tuttavia, "consideriamo il rapporto come indicativo di disciplina sui costi presso Meta rispetto alle prospettive", ha aggiunto.
Le stime di risparmio dei costi sono lievemente più basse secondo l'analista di JPMorgan Chase, Doug Anmuth. A suo giudizio, la cifra ammonterà a 5-6 miliardi di dollari, in quanto Meta spenderebbe per ogni dipendente tra 300 e 400 mila dollari.
In ogni caso, l'esperto ha sottolineato che questi risparmi rappresentano una quota relativamente contenuta rispetto alla gigantesca spesa per l'AI e al relativo ammortamento dell'azienda. "Se i 6 miliardi di dollari fossero aggiunti al nostro utile previsto per il 2027 e tassati, risulterebbero in circa 2 dollari di EPS GAAP incrementale sopra la nostra attuale proiezione di 31,50 dollari", ha aggiunto Anmuth.
A parere di Brent Thill, analista di Jefferies, il taglio del personale sarebbe un aiuto a compensare "un significativo aumento degli investimenti AI", il che rafforzerebbe l'idea che l'intelligenza artificiale stia finalmente "iniziando a fornire reali guadagni di produttività su larga scala". Questo significa che non solo i margini di Meta migliorano, ma che gli investitori "rivalutano il collegamento tra personale, crescita e redditività" in tutto il settore tecnologico.
L'accordo con Nebius
Un altro passo importante di Meta nella corsa all'intelligenza artificiale è l'accordo quinquennale siglato oggi con Nebius Group. Sulla base del contratto, l'azienda di infrastrutture AI con sede ad Amsterdam fornirà capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale per 12 miliardi di dollari entro il 2027. L’intesa potrebbe arrivare fino a 27 miliardi, se Meta acquisterà ulteriore capacità nei prossimi anni.
L’accordo conferma la frenesia delle Big Tech ad assicurarsi infrastrutture e GPU per i data center AI, spesso tramite fornitori “neocloud” come Nebius. Nel frattempo, Nvidia ha annunciato un investimento da 2 miliardi di dollari nella società, rafforzando il suo ruolo nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.