In una settimana che sarà caratterizzata dalla pubblicazione della trimestrale di Nvidia e dal Simposio di Jackson Hole, le principali Borse europee inaugurano la nuova ottava imana all'insegna della cautela.
In questo contesto e con gli operatori che aspettano i dettagli del piano statunitense di isolamento economico dell'Iran, i listini asiatici hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio negativo. Nello specifico il Nikkei ha perso lo 0,69%, mentre il Kospi coreano è arretrato di oltre il 3%
Con i futures di Wall Street che scambiano sotto la parità (-0,15%), il FTSE Mib italiano apre le contrattazioni vicino ai livelli della chiusura di venerdì scorso nei pressi dei 52.700 punti.
Dal punto di vista operativo non cambia la view di breve sull'indice italiano che, con il mancato recupero dei 53 mila punti, dovrebbe proseguire la sua fase correttiva. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero posto sui 52.500 punti, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 52.300-52.200 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni da monitorare nella seduta odierna a Wall Street troviamo Eli Lilly, con il colosso a stelle e strisce che ha lanciato un nuovo farmaco nel Regno Unito. Andiamo a scoprire di chi si tratta.
Eli Lilly lancia Foundayo nel Regno Unito
Il colosso farmaceutico statunitense ha comunicato che Foundayo, la pillola utilizzata sia per la perdita di peso che nel diabete di tipo 2, potrà essere venduta nel Regno Unito diventando il primo paese in Europa dove il trattamento è disponibile.
L'approvazione arrivata dalla Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, segna la seconda autorizzazione in due mesi nel Regno Unito per una pillola orale GLP-1 per la perdita di peso, dopo quella concessa dalla MHRA alla compressa orale di semaglutide di Novo Nordisk.
Il farmaco il cui prezzo dovrebbe essere compreso tra le 100-120 sterline, decisamente più basso rispetto alle 330 sterline necessari per una fornitura mensile dell'iniezione Mounjaro, sarà al momento disponibile solo tramite prescrizione privata.
L'azienda guidata da David A.Ricks ha però sottolineato che il NICE, l'organismo britannico che vigila sull'efficacia dei costi sanitari, è al lavoro per un potenziale inserimento del farmaco nel sistema sanitario pubblico.
Ricordiamo che Foundayo è ancora in fase di revisione nell'Unione Europea, mentre la pillola Wegovy di Novo ha già ottenuto una raccomandazione positiva da parte dell'Agenzia Europea per i Medicinali, in attesa della decisione finale da parte della Commissione Europea.
Azioni Eli Lilly: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Eli Lilly sulla Borsa statunitense. Quella passata è stata una settimana all'insegna degli acquisti per il titolo Eli Lilly che, con un guadagno del 6,38%, ha concluso le contrattazioni a 1,255,4 dollari.
Con un'impostazione che su tutti i time frame rimane al rialzo, le attese sono per una continuazione del trend ascendente in direzione dei massimi assoluti posti a 1.290 dollari. L'eventuale superamento di queste aree andrebbe a rafforzare il quadro grafico, aprendo la strada per ulteriori apprezzamenti. I prossimi target sarebbero posti sui 1.325 dollari e successivamente i 1.350 dollari.
Eventuali prese di beneficio che dovessero riportare le azioni verso i 1.140 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto. Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la porta a una fase correttiva di breve periodo.
Il primo obiettivo sarebbe situato sui 1.050 dollari, dove transita la media mobile di lungo periodo, e in seguito la soglia psicologica dei 1.000 dollari. La mancata tenuta di tali sostegni dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 960-950 dollari e in seguito la soglia dei 900 dollari.
La violazione di questi livelli dovrebbe spingere le azioni prima a chiudere in gap-up lasciato aperto lo scorso 30 aprile a 869 dollari e in seguito i minimi degli ultimi 9 mesi a 850 dollari.
Nel caso in cui anche queste ultime aree non dovessero arrestare la spinta ribassista, si avrebbe un deciso indebolimento della struttura grafica. Il prossimo target ribassista sarebbe posto sulla soglia degli 800 dollari.
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