Banca Mps: via l'AD Lovaglio, cosa fare ora con le azioni in Borsa? | Investire.biz

Banca Mps: via l'AD Lovaglio, cosa fare ora con le azioni in Borsa?

08 apr 2026 - 09:01

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Il recupero delle ultime giornate non ha ancora messo in un angolo il trend ribasissta di medio periodo sulle azioni Banca Mps. Scopriamo le attese nel breve termine

L'accordo raggiunto nella serata di ieri da Usa e Iran per una tregua di 15 giorni e la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz spinge in forte rialzo le Borse Europee. Con il Wti e il Brent che crollano di quasi il 15%, il risk-on ha contrassegnato anche i listini asiatici con il Nikkey in guadagno di oltre il 5%, il Kospi coreano del 7% e i mercati cinesi del 3%.

Con i futures di Wall Street che anticipano un'apertura in guadagno di oltre il 2,5%, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni in rialzo di oltre il 4% a contatto con i top assoluti situati sui 47.500 punti.

Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree andrebbe a rafforzare il quadro grafico di fondo dell'indice italiano. In questo caso i prossimi obiettivi rialzisti sarebbero situati sui 47.750-47.800 punti e a seguire la soglia dei 48 mila punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con il ritorno dei corsi sotto l'area dei 45 mila punti.

Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Banca Mps, dopo che l'istituto senese nella serata di ieri ha risolto il rapporto di lavovo con il Dg Luigi Lovaglio. Andiamo a scoprire le novità in merito.

 

 

Banca Mps: risolto il rapporto con Lovaglio

Nella serata di ieri il Cda di Banca Mps ha proceduto alla risoluzione unilaterale per giusta causa del direttore generale della banca, Luigi Lovaglio. Già nello scorso mese di marzo il manager era stato escluso dall’elenco dei nomi dei possibili candidati a ruoli dirigenziali che il cda presenterà alla prossima assemblea degli azionisti della banca, in agenda il prossimo 15 aprile.

Le deleghe di Lovaglio erano state revocate perché il suo nome era stato inserito nella lista di candidati che Plt Holding, azionista di Banca Mps con l’1,2 per cento, aveva presentato come alternativa a quella del consiglio di amministrazione, in aperto contrasto dunque con l’organo dirigenziale. In quella occasione il cda aveva deciso di interrompere i rapporti con Lovaglio.

Lovaglio è il manager che in questi anni ha di fatto risanato i conti della banca senese e che soprattutto ha guidato l'istituto all’acquisto di Mediobanca, su cui la procura di Milano ha aperto un’indagine per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza.

Ora il focus degli investitori sarà proprio rivolto all’assemblea dei soci che sarà chiamata a eleggerà il nuovo consiglio d’amministrazione.

Oltre alla lista della famiglia Tortora che indica Cesare Bisoni alla presidenza e appunto Luigi Lovaglio come ceo, troviamo la lista del cda della banca con la candidatura di Nicola Maione a presidente e Fabrizio Palermo ad amministratore delegato. Una terza lista di minoranza è quella delle Sgr e dei fondi di Assogestioni.

 

 

Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Banca Mps nel breve e medio periodo. E' stata una giornata all'insegna della debolezza quella di ieri il titolo Banca Mps che, con un calo dello 0,46%, ha chiuso le contrattazioni a 7,361 euri.

Se l'impostazione di medio periodo è al ribasso, nel breve termine il superamento dei 7,65 euro dovrebbe far proseguire il recupero partito lo scorso 23 marzo.

Sopra queste aree dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 7,90 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente verso gli 8,15 euro.

Oltre questi livelli il titolo dovrebbe andare a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo a 8,298 euro. Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciate alle spalle si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico di breve periodo. I prossimi obiettivi sarebbero posti sugli 8,65 euro e successivamente la soglia dei 9 euro.

Al contrario il mancato ritorno oltre i 7,65 euro verrebbe letto negativamente dal mercato, aprendo di conseguenza le porte a nuove vendite. Il primo obiettivo del ribasso sarebbe posto sui 7,30 euro, minimi della passata ottava, e successivamente i 7 euro.

L'eventuale perdita di questi ultimi livelli aumenterebbe le possibilità per un test sui 6,85-6,80 euro, che rappresentano il bottom degli ultimi 11 mesi. La violazione di tali supporti andebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica di fondo, con prossimi target sui 6,5 euro.

 

 

 

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