Mentre si avvicina la scadenza dell'ultimatum fissato stasera, le 2 di mercoledì notte in Italia, dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affinché l’Iran accetti un accordo che ponga fine al conflitto in Medio Oriente, le Borse europee hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso.
A pesare negativamente sul sentiment odierno sono state anche le notizie di forti esplosioni sull’isola iraniana di Kharg, snodo strategico da cui passa quasi il 90% delle esportazioni di greggio del Paese. In questo contesto le vendite non stanno risparmiando Wall Street, con l'S&P 500 e il Nasdaq che al giro di boa perdono rispettivamente lo 0,9% e l'1,31%.
Con un Dax e un Cac 40 in flessione dell'1% e dello 0,78%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in discesa dello 0,47% a 45.411,79 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dei 45 mila punti, per evitare che i segnali di forza arrivati durante la scorsa settimana vengano messi in un angolo. In questo caso i prossimi obiettivi ribassisti sarebbero situati sui 44.750-44.700 punti e a seguire i 44.550-44.500 punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari non si sono arrese alle vendite troviamo Eni, grazie anche a una nuova scoperta annunciata dal gruppo nelle scorse ore. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Eni: nuova scoperta in Egitto
Mentre il conflitto in Iran sta spingendo i prezzi del petrolio sui top degli ultimi anni, il Cane a sei zampe ha annunciato la scoperta di un importante giacimento di gas e condensati nella concessione Temsah, offshore dell’Egitto, grazie al pozzo esplorativo Denise W1.
Le stime preliminari indicano quasi 2 trilioni di piedi cubi di gas e oltre 130 milioni di barili di condensati associati. Il giacimento si trova a circa 70 km dalla costa, in acque profonde 95 metri e a meno di 10 km dalle infrastrutture esistenti, elemento che potrebbe consentire uno sviluppo rapido e sinergico.
La scoperta odierna non solo va rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Egitto come hub energetico regionale, ma si inserisce nella strategia di Eni di valorizzare gli asset esistenti attraverso attività esplorative “near-field” e modelli infrastructure-led.
La perforazione del pozzo Denise W 1 segue l’accordo vincolante firmato nel luglio dello scorso anno con EGPC ed EGAS per il rinnovo ventennale della Concessione Temsah.
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi detiene il 50% della concessione insieme a BP, mentre le operazioni sono gestite da Petrobel, la società operativa in joint venture tra Eni e EGPC.
Eni è presente in Egitto dal 1954 e ad oggi detiene un portafoglio diversificato che comprende esplorazione, sviluppo e produzione, con una produzione di petrolio e gas pari a 242 kboed equity nel 2025.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Eni in Borsa italiana e quali sono le attese per le prossime giornate. Con volumi in calo rispetto alla media giornaliera mensile è stata una seduta all'insegna degli acquisti per il titolo Eni che, con un rialzo dello 0,81%, ha chiuso le contrattazioni a 24,885 euro.
Con un'impostazione di fondo in continuo rafforzamento, grazie a 12 settimane consecutive al rialzo, e con tutti gli indicatori che si mantengono sui top di periodo, le attese sono per una continuazione del trend prima verso i 25,5 euro e a seguire la soglia dei 26 euro.
Nel caso in cui anche tali livelli dovessero essere messi alle spalle, si aprirebbero le porte per ulteriori apprezzamenti fin verso i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, che rappresentano i top degli ultimi 18 anni.
Il superamento di queste ultime aree dovrebbe aumentare le chance affinché le azioni Eni possano andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro. In questo contesto tutte le fasi correttive che dovessero riportare le quotazioni fin verso i 22 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo, con un primo obiettivo situato sui 21 euro e successivamente i 20,30 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 19,7 euro e successivamente i 18,454 euro, dove verrebbe chiuso il mini gap-up lasciato aperto lo scorso 19 febbraio.
La violazione di tali livelli dovrebbe spingere il titolo verso i 17,40-17,30 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.
La violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 16,53 euro dove transita la media mobile a 200 giorni.
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