Anthropic ha vivacizzato le azioni delle società specializzate nella cybersecurity negli ultimi tempi. La startup americana di intelligenza artificiale ha diffuso un nuovo modello chiamato “Claude Mythos”, in grado di sostituire i software tradizionali nella programmazione, nel ragionamento accademico e nella cybersecurity.
Sulla base delle informazioni fornite da Anthropic, Mythos può essere utilizzato per contrastare gli attacchi informatici, analizzando i dati senza la necessità di intervento umano. Nei software tradizionali, invece, il flusso di lavoro umano resta essenziale. Il grande vantaggio del modello AI consiste nella capacità di ridurre le interruzioni derivanti da processi automatizzati.
“L’intelligenza artificiale aumenta sia la superficie di attacco sia il ritmo delle minacce, con modelli linguistici di grandi dimensioni, co-pilot e agenti che richiedono tutti elevati standard di sicurezza”, ha affermato Ulrike Hoffmann-Burchardi di UBS.
Con l’avvento del modello di Anthropic, le azioni di Palo Alto Networks, CrowdStrike, Zscaler e Okta hanno subito forti oscillazioni recentemente, alternando cali marcati a rimbalzi sostenuti.
Attenzione ai rischi
Chi osserva il settore con attenzione sa che non si tratta solo di una sfida tecnologica, ma anche di un cambio di paradigma nel modo in cui le aziende gestiscono la sicurezza. I sistemi tradizionali, infatti, sono spesso reattivi: intervengono quando il problema si è già manifestato. Le nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, invece, puntano a essere predittive, anticipando le minacce prima ancora che si concretizzino. Questo aspetto potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo enorme nei prossimi anni.
Allo stesso tempo, però, non bisogna sottovalutare i rischi. L’utilizzo massiccio dell’AI nella cybersecurity apre nuovi scenari anche per i cybercriminali, che potrebbero sfruttare le stesse tecnologie per rendere gli attacchi più sofisticati e difficili da individuare. È quindi probabile che si inneschi una sorta di “corsa agli armamenti digitali”, in cui aziende e hacker evolvono in parallelo.
Per questo motivo, gli investitori più esperti tendono a non reagire in modo impulsivo alla volatilità di breve periodo, ma cercano di individuare i player in grado di adattarsi meglio al cambiamento. In sostanza, il settore resta tra i più dinamici del panorama tecnologico, con prospettive di crescita importanti ma anche con un livello di rischio che richiede grande selettività.
Azioni cybersecurity: il calo dei prezzi un’opportunità
Anthropic ha messo alla prova, negli ultimi mesi, le società di software tradizionali, che hanno registrato sell-off profondi quando la startup ha sfidato i loro modelli attraverso l’intelligenza artificiale.
La forza della nuova tecnologia è alimentata anche dall’attuale contesto geopolitico, in cui la domanda di difese informatiche è in costante aumento. In questo scenario, le azioni della cybersecurity restano nel mirino degli investitori e potrebbero essere protagoniste, nel bene e nel male, nei prossimi mesi.
Secondo UBS, ogni calo dei prezzi dei titoli del settore dovrebbe essere visto come un’opportunità di acquisto, benché la banca svizzera si dichiari preoccupata per “i rischi di disruption da parte di aziende private di AI nei settori della pubblicità, del software e dell’e-commerce”.