Facebook: Instagram e WhatsApp in vendita? Ecco ricadute legali | Investire.biz

Facebook: Instagram e WhatsApp in vendita? Ecco ricadute legali

10 dic 2020 - 16:30

24 ott 2022 - 16:07

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Le istituzioni americane si mobilitano contro l'esercizio di potere dominante da parte del gigante social. Instagram e WhatsApp potrebbero essere vendute. Vediamo perché

Facebook è finita nella bufera. La Federal Trade Commission e ben 48 Stati federali statunitensi si sono scagliati contro il gigante social avviando azioni legali per abuso di posizione dominante. Secondo l'accusa, la società di  Mark Zuckerberg avrebbe fagocitato le piattaforme WhatsApp e Instagram con lo scopo di cannibalizzare la concorrenza. Le cause messe in atto chiedono ora al Tribunale di sciogliere le acquisizioni, costringendo il colosso dei social network alla vendita forzata.

Mai nella storia dell'azienda californiana si è verificato un attacco frontale di questa portata. Ad ottobre scorso era toccato a Google essere messo alla gogna dal Dipartimento di Giustizia USA, anche se alla società guidata da Sundar Pinchai non era stato chiesto alcuno scioglimento. Dopo la notizia le azioni Facebook sono scese fino al -4% nella seduta di ieri a Wall Street, per chiudere a -1,93%.

 

Instagram e WhatsApp: due acquisizioni che fanno discutere

Ad essere particolarmente indiziato è l'acquisto di Instagram nel 2012. Secondo quanto si legge dai documenti rilasciati dalla FTC statunitense, la mossa di Facebook di acquisire un social che aveva solo 25 milioni di utenti e nessuna entrata aveva un duplice scopo.

Da un lato avrebbe impedito che si palesasse una minaccia ricorrente a livello concorrenziale, dall'altro avrebbe ostacolato qualcun'altro dall'utilizzo della condivisione di foto dal cellulare per guadagnare in popolarità.

Gli Stati federali denunciano invece che l'ex Amministratore Delegato di Instagram, Kevin Systrom, si è trovato di fronte come una spada di Damocle davanti all'offerta di Facebook. In altri termini, se non avesse accettato l'offerta, l'azienda sarebbe destinata a sparire.

Nel 2014 la storia si è ripetuta con WhatsApp. Secondo le accuse della FTC, Zuckerberg avrebbe visto il leader di messaggistica mobile la più grande minaccia che Facebook potesse mai affrontare. Il pericolo reale era che la società guidata da Jan Koum potesse diventare il prossimo Facebook su dispositivi mobili. Per questa ragione si è preferito comprare che competere.

Oggi WhatsApp è il più grande servizio di messaggistica al Mondo e può contare su oltre 2 miliardi di utenti. Nonostante l'applicazione generi pochi soldi, Facebook la vede come il trampolino di lancio del suo prossimo enorme business.

In India ad esempio, WhatsApp ha più di 400 milioni di utenti al mese, quindi l'idea di Zuckerberg sarebbe quella di invitare i rivenditori a vendere beni e servizi all'interno della piattaforma o a utilizzare la stessa per gestire tutte le problematiche interne riguardo il servizio. In sostanza, questo sarebbe un modo per Facebook di diversificare la propria attività pubblicitaria, attraverso meccanismi di interazione tra i due social che si basano sulla vendita dei prodotti.

 

Antitrust: la guerra a Facebook parte da lontano

Quali possono essere le ripercussioni legali dalla battaglia avanzata da FTC e dagli Stati Federali nei confronti del colosso americano? Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro. Quando all'epoca sono state fatte le acquisizioni suddette, la Federal Trade Commission le aveva esaminate e non aveva posto il veto. 

Dall'estate 2019 le cose sono cominciate a cambiare. La FTC e il Dipartimento di Giustizia hanno avviato un'indagine finalizzata a valutare se le Big Tech di Wall Street stessero o meno abusando della loro posizione. Tale realtà fu sancita in un rapporto inviato alla Camera nell'ottobre di quell'anno.

Negli ultimi mesi della Presidenza Trump, Facebook è entrata nel mirino del tycoon. Costui ha addirittura minacciato di opporsi alla legge sull'autorizzazione alla difesa degli Stati Uniti se il Congresso non voterà per abolire la legge che crea uno scudo alle società tecnologiche riguardo i contenuti pubblicati dagli utenti delle piattaforme.

Il Presidente della FTC, Joe Simons, che è stato nominato da Donald Trump, si è fatto carico del compito di portare avanti questa battaglia senza esclusioni di colpi. Adesso con l'elezione di Joe Biden alla Casa Bianca sarà da valutare se il caso Facebook sarà affrontato con la stessa verve da parte di un sostituto di Simons, qualora quest'ultimo dovesse lasciare la carica.

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