Le azioni Volkswagen sono in calo oggi di circa due punti percentuali, a 74 euro, alla Borsa di Francoforte, quando le contrattazioni sono giunte a metà seduta. Si tratta del livello minimo degli ultimi 16 anni. Bisogna, infatti, risalire a settembre del 2010 per trovare quotazioni così basse per la casa automobilistica tedesca, un segnale eloquente del periodo di difficoltà che dura ormai da diversi anni.
La posizione competitiva di Volkswagen è peggiorata a causa dell'avvento dei modelli cinesi, più avanzati dal punto di vista tecnologico e meno costosi, che stanno comprimendo i margini del principale produttore europeo. Anche i dazi introdotti dall'Europa non sono serviti a colmare un divario che, nel tempo, si è fatto sempre più marcato.
Governo e sindacati si oppongono al piano di ristrutturazione
L'aspetto più preoccupante relativo al titolo Volkswagen riguarda il fatto che gli investitori stanno vendendo nonostante l'azienda abbia in programma un piano di ristrutturazione basato su tagli ai costi. Tale piano prevede la soppressione di ben 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti (Hannover, Zwickau, Emden e Neckarsulm). Questo testimonia lo scetticismo del mercato sulla reale capacità dei vertici di rilanciare i margini aziendali.
Volkswagen verso il taglio di 100 mila posti, cosa fare con le azioni?
Il piano messo a punto dall'Amministratore delegato Oliver Blume, qualora venisse confermato, rappresenterebbe il più radicale nella storia moderna dell'industria automobilistica. Bisognerà attendere il 9 luglio, quando le proposte saranno discusse dal Consiglio di Sorveglianza dell'azienda.
Ingo Speich, gestore di fondi presso Deka, è convinto che il piano non funzionerà, in quanto i costi elevati dell'azienda "sono solo un sintomo e non la causa" del problema. A suo avviso, la soluzione consiste nel "portare sul mercato prodotti attraenti e molto richiesti", perché ciò risolverebbe automaticamente anche la questione dei costi.
Le idee del management, comunque, hanno già incontrato la resistenza del sindacato IG Metall, contrario, ovviamente, ai massicci tagli occupazionali. Ora ha preso posizione netta anche il governo tedesco, che oggi ha dichiarato, attraverso un portavoce, di voler "evitare la chiusura dei siti in Germania". Tuttavia, Berlino ha parlato di "incentivi per garantire che gli stabilimenti rimangano redditizi", sottolineando comunque che "spetta sempre alle aziende prendere queste decisioni su basi commerciali".
Cosa fare con le azioni Volkswagen
Il sell-off sulle azioni Volkswagen, in corso da diversi anni, ha portato i prezzi a livelli che potrebbero attirare gli investitori intenzionati a comprare sui minimi con un orizzonte di lungo periodo.
L'azienda presenta, dopotutto, fondamentali solidi, nonostante abbia bruciato circa un terzo della propria capitalizzazione solo quest'anno. Le continue vendite hanno reso il titolo sottovalutato, secondo il fair value elaborato da Forecaster.biz.
Tale valore, pari a 120,03 euro, risulta superiore del 64,88% rispetto all'attuale prezzo di mercato.