Azioni Texas Instruments, perché un buon trimestre non basta | Investire.biz

Azioni Texas Instruments, perché un buon trimestre non basta

23 ott 2026 - 15:00

Azioni Texas Instruments: previsioni sopra le stime per il quarto trimestre e chip analogici in ripresa. Il 29 ottobre sarà il turno di STMicroelectronics

Dopo il -1,81% di ieri, parità prima dell'avvio delle contrattazioni a Wall Street per le azioni Texas Instruments. Per il quarto trimestre la società ha detto di attendersi ricavi tra 5,80 e 6,30 miliardi di dollari, sopra i 5,73 miliardi attesi dagli analisti. Un anno fa le previsioni della stessa trimestrale avevano fatto temere che la ripresa dei chip si stesse fermando.

Texas Instruments (Nasdaq: TXN) produce chip analogici, i componenti che trasformano in segnali digitali grandezze fisiche come temperatura, suono e corrente elettrica, e li vende soprattutto a industria e auto.

 

Azioni Texas Instruments: cosa è emerso dai conti del terzo trimestre?

Texas Instruments ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 6,06 miliardi di dollari, in crescita del 28% sull’anno e sopra i 5,92 miliardi del consenso LSEG. I conti, pubblicati mercoledì 21 ottobre dopo la chiusura di Wall Street, hanno evidenziato un utile per azione di 2,62 dollari e una crescita del 32% per la divisione dei chip analogici, la più grande del gruppo.

“I ricavi sono cresciuti dell’11% sul trimestre precedente e del 28% sullo stesso trimestre di un anno fa, con una crescita ampia che continua in industria, auto e data center”, ha detto il Presidente e Amministratore delegato Haviv Ilan nel comunicato del 21 ottobre. Ogni server per l’intelligenza artificiale assorbe molta energia e ha bisogno di chip che la regolino: è così che la società della prima calcolatrice tascabile elettronica è finita a vendere anche ai costruttori di data center.

La parte meno visibile dei conti è la cassa. Negli ultimi dodici mesi il free cash flow, la liquidità che resta dopo aver pagato gli investimenti negli impianti, è salito a 8,4 miliardi di dollari, il 40,6% dei ricavi contro il 14% di un anno prima.

 

Perché un anno fa le stesse previsioni avevano spaventato il mercato?

Un anno fa la stessa trimestrale aveva raccontato la storia opposta. Il 21 ottobre 2025 Texas Instruments aveva previsto ricavi e utili del quarto trimestre sotto le attese, e il giorno dopo il titolo perdeva circa l’8% prima dell’apertura. Secondo Reuters, Jefferies non vedeva una ripresa ciclica dei chip analogici prima, forse, del secondo trimestre del 2026.

La ripresa è arrivata più o meno lì. Nel secondo trimestre del 2026 i ricavi sono cresciuti del 23% sull’anno, nel terzo del 28%, e nel frattempo Texas Instruments ha ridotto gli investimenti negli impianti a 2,6 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, contro i 4,8 miliardi dei dodici mesi chiusi a settembre 2025. Meno spesa per nuove fabbriche e più chip venduti spiegano perché la cassa sia cresciuta così in fretta.

La ripresa, però, non garantisce un rialzo del titolo, soprattutto dopo la settimana di vendite sulle società legate all’intelligenza artificiale. Il 22 luglio Texas Instruments aveva già dato previsioni sopra le stime per il terzo trimestre, e le azioni erano scese di oltre il 3% nelle contrattazioni dopo la chiusura, secondo Reuters. Una lettura possibile è che il mercato premi ormai solo le sorprese ampie: questa volta la previsione a metà forchetta, 6,05 miliardi, supera il consenso di circa il 6% (calcolo della redazione).

 

Cosa significa per STMicroelectronics e per Piazza Affari?

Per chi investe da Milano, la trimestrale di Texas Instruments è un’anteprima di quella di STMicroelectronics, il gruppo italo-francese quotato anche a Piazza Affari e concorrente diretto nei chip per industria e auto. I suoi conti del terzo trimestre usciranno giovedì 29 ottobre, prima dell’apertura delle borse europee. A luglio STMicroelectronics aveva previsto per il trimestre ricavi intorno a 3,70 miliardi di dollari, in crescita del 16,2% sull’anno, e con le scorte dei distributori già sotto il livello obiettivo della società: il magazzino accumulato negli anni scorsi è stato smaltito.

Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz, la Qualitative Scorecard, che valuta dieci caratteristiche del modello di business, STMicroelectronics ottiene 6 punti su 10: premiata per le barriere tecnologiche e la spesa in ricerca, penalizzata per ricavi poco ricorrenti e una crescita discontinua negli ultimi cinque anni.

Secondo l’analisi dell’AI Agent di Forecaster.biz, chi è ottimista guarda alla ripresa che si allarga a industria e auto e ai nuovi ricavi dai data center. Chi è scettico ricorda che il titolo vale circa quasi 88volte gli utili degli ultimi dodici mesi, cioè 88 dollari pagati per ogni dollaro di utile dell’ultimo anno: un multiplo che si regge solo se i margini risalgono in fretta.

 

Cosa guardare adesso sui chip analogici?

Prima di STMicroelectronics toccherà a NXP Semiconductors, il gruppo olandese dei chip per l’auto, che pubblicherà i conti martedì 27 ottobre dopo la chiusura di Wall Street. Se anche NXP confermerà la ripresa nell’auto, il risultato di Texas Instruments smetterà di sembrare un caso isolato.

Un anno fa le previsioni di Texas Instruments avevano fatto temere una ripresa ferma. Stavolta la confermano: il 29 ottobre si vedrà se arriva anche in Europa.

 

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