I futures del Vecchio Continente impostati sopra la parità anticipano un inizio di giornata all'insegna degli acquisti per i mercati azionari europei. Come sempre in queste ultime settimane, il focus degli operatori rimane sempre rivolto alle decisioni dell'amministrazione Trump in tema di dazi.
In questo contesto, il FTSE Mib dovrebbe aprire le contrattazioni sugli stessi livelli della chiusura di ieri, in area 39.400 punti. Con un trend primario che torna a rafforzarsi, l'eventuale superamento dei 39.500 punti favorirebbe ulteriori apprezzamenti dell'indice italiano verso i 39.750-39.800 punti e a seguire la soglia dei 40 mila punti.
Tra i titoli da monitorare nelle prossime ore a Piazza Affari troviamo Terna, con l'azienda che nella serata di ieri ha comunicato i conti del 2024 e aggiornato il Piano al 2028. Andiamo a scoprire i numeri.
Terna: utile 2024 cresce del 19,9%, dividendo a 0,3962 euro
Dopo aver presentato lo scorso 14 marzo il Piano di Sviluppo 2025-2034, nella serata di ieri Terna ha comunicato i conti del 2024, che sono stati contrassegnati sia da investimenti record pari a 2,7 miliardi di euro, in aumento del 17,7% rispetto all'anno precedente, che da un miglioramento di tutti gli indicatori economici attestati oltre la guidance comunicata al mercato.
Nel dettaglio Terna ha terminato il 2024 con un utile netto a 1,06 miliardi di euro, in crescita del 19,9 per cento rispetto ai 885,4 milioni nel 2023. In aumento del 15,5% i ricavi che sono stati pari a 3,68 miliardi di euro, mentre l’Ebitda attestatosi a 2,56 miliardi di euro è risultato in crescita del 18,3 per cento. L’indebitamento finanziario netto è salito a 11,16 miliardi di euro, rispetto ai 10,49 miliardi di fine 2024.
In scia a questi dati è stato proposto un dividendo di 39,62 centesimi di euro per azione, pari ad un payout del 75%, in linea con la dividend policy. Nel corso del 2024 sono state autorizzate opere per un valore di oltre 2,3 miliardi di euro, tra cui l’Adriatic Link ed Elmed, infrastrutture fondamentali per la transizione e la sicurezza energetica dell’Italia.
Nel corso della presentazione dei risultati del 2024, l'amministratore delegato Giuseppina Di Foggia ha anche aggiornato il Piano industriale al 2028, che prevede investimenti in aumento del 7% a 17,7 miliardi di euro.
Inoltre il Gruppo punterà su sostenibilità e digitalizzazione per realizzare non solo infrastrutture fondamentali per la decarbonizzazione dell'Italia, a ridotto impatto ambientale, ma anche per gestire una rete più resiliente e pronta ad affrontare le sfide del settore energetico.
I più importanti progetti infrastrutturali comprendono il Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che unirà Sardegna, Sicilia e Campania, il collegamento sottomarino Bolano-Annunziata, fra Calabria e Sicilia, gli elettrodotti a 380 kV Colunga-Calenzano, tra Emilia- Romagna e Toscana, e Chiaramonte-Gulfi-Ciminna, in Sicilia.
Nello specifico i ricavi nel 2028 registreranno una crescita pari a 5,19 miliardi di euro, rispetto ai 4,60 miliardi di euro del precedente Piano, e l’Ebitda a 3,36 miliardi di euro, rispetto ai 3,25 miliardi di euro. Quest'ultimo dovrebbe vedere una crescita media annua nell’arco del Piano di circa il 9%.
Nel 2025 è previsto che i ricavi di Terna si attestino a 4,03 miliardi di euro e l’Ebitda a 2,70 miliardi di euro. La crescita dei risultati operativi si rifletterà anche sull’utile netto che passerà da 1,08 miliardi di euro nel 2025 a 1,19 miliardi di euro nel 2028.
Azioni Terna: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere cosa dobbiamo attenderci dalle azioni Terna nel breve e medio termine. È stata una giornata all'insegna della volatilità quella di ieri per il titolo Terna che, dopo essersi spinto verso i top del 2025 in area 8,15 euro, ha chiuso le contrattazioni nei pressi degli 8,06 euro.
Nel breve periodo una conferma dei corsi sopra la soglia degli 8 euro, dovrebbe favorire il movimento ascendente innescatosi lo scorso 7 marzo dai 7,6 euro, con un nuovo test gli 8,15 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
L'eventuale superamento di queste aree dovrebbe aprire le porte per un test sui massimi dello scorso anno in area 8,25 euro e in seguito verso i top assoluti posti in area 8,35-8,40 euro. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica con possibili a quel punto ulteriori apprezzamenti fin verso la soglia dei 9 euro.
Al contrario la perdita dei 7,90-7,85 euro, minimi della scorsa ottava e dove troviamo la media mobile a 50 giorni, dovrebbe innescare una nuova fase correttiva che avrebbe come primo target i 7,75 euro e successivamente i 7,6 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi due mesi.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla perdita di tali supporti, aumenterebbero le possibilità per andare a mettere sotto pressione i minimi degli ultimi 7 mesi in area 7,50 euro. Fondamentale sarà la tenuta di questi ultimi livelli, per evitare un indebolimento del quadro grafico, con prossimi obiettivi i 7,37 euro e a seguire i minimi del 2024 in area 7,15 euro.
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