Il debutto tanto atteso di SpaceX a Wall Street è stato con il botto e, come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. Le azioni della società specializzata nel lancio di razzi nello spazio hanno chiuso le contrattazioni di venerdì scorso a 160,95 dollari, in rialzo del 19,22% rispetto al prezzo IPO di 135 dollari. Nelle contrattazioni pre-market, inoltre, scambiano a oltre cinque punti percentuali sopra il prezzo di chiusura.
Alla vigilia c’erano dubbi sul riscontro positivo del mercato, considerate le valutazioni molto elevate. L’azienda era stata valutata 1.750 miliardi di dollari, una cifra ritenuta da alcuni eccessiva, trattandosi di una società in perdita. Nel prospetto informativo pre-IPO, SpaceX ha riportato un passivo nel 2025 di 4,94 miliardi di dollari, a fronte di ricavi pari a 18,67 miliardi di dollari. L’anno precedente aveva chiuso con un utile di 791 milioni di dollari e un fatturato di 14,02 miliardi di dollari.
Il peggioramento dei risultati reddituali è derivato dagli investimenti nell’unità di IA, messa ulteriormente sotto pressione dall’acquisizione, avvenuta quest’anno, di xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk, amministratore delegato di SpaceX. L’unica divisione profittevole del gruppo è quella relativa alla connettività Internet, rappresentata dalla costellazione di satelliti Starlink. I segmenti di intelligenza artificiale e dei lanci di razzi, per ora, stanno consumando liquidità.
Gli investitori, tuttavia, credono che le perdite si trasformeranno in grandi profitti nei prossimi anni, grazie ai progetti "megagalattici" di Elon Musk, inclusa la missione su Marte e i data center nello spazio.
SpaceX: ora cosa succede?
Al di là dell’entusiasmo del momento a Wall Street, resta da capire se davvero le azioni SpaceX inizieranno un rally straripante, come è nelle corde delle grandi promesse tecnologiche, oppure se il mercato diventerà più sobrio.
Secondo Steve Westly, fondatore e managing partner di The Westly Group, la società sarà sottoposta al vaglio dei prossimi trimestri. "Gli investitori retail hanno acquistato 100 miliardi di dollari in azioni, e bisogna chiedersi se alcuni di loro andranno nel panico se SpaceX mancherà alcuni trimestri, perché questo tipo di attività non è semplice", ha dichiarato.
"Gli investitori di SpaceX, credo, diventeranno piuttosto irritati dopo tre o quattro trimestri se non verranno rispettate alcune delle previsioni di crescita indicate nell’S-1 (il documento SEC utilizzato dalle aziende che intendono quotarsi in Borsa, n.d.r.)". Il CEO Elon Musk aveva detto che l’azienda potrebbe non raggiungere il target di 1.000 miliardi di fatturato prefissato entro il 2030, ma che sarebbe sorpreso se tale cifra non venisse superata entro l’anno successivo.
Il punto fondamentale è la valutazione di 1.750 miliardi di dollari, che rifletterebbe un rapporto prezzo/utili futuri di quasi 100 volte. È chiaro che per le aziende tecnologiche bisogna fare considerazioni più ampie su questo multiplo, in considerazione della difficoltà di prevedere gli utili futuri in un contesto in cui il progresso accelera a ritmi esorbitanti. Tuttavia, se si fa un paragone con Nvidia, l’azienda più preziosa del mondo, che presenta un P/E di 35 volte, il divario è molto marcato.
"Siamo d’accordo sul fatto che l’IPO sia andata molto bene, ma riteniamo che l’azienda sia molto sopravvalutata", ha detto Matthew Maley, chief market strategist della società di gestione patrimoniale Miller Tabak. La stessa opinione è condivisa da Nicolas Owens, analista azionario di Morningstar, secondo cui "il titolo è significativamente sopravvalutato". L’esperto ha stimato un fair value di 63 dollari per azione, meno della metà del prezzo IPO.
Tuttavia, Wall Street ritiene che le azioni SpaceX potrebbero essere un buon investimento in un’ottica di lungo periodo. "Riteniamo che gli investitori di lungo periodo faranno bene", ha detto Maley.