L'allentamento delle tensioni tra Usa e Iran e le buone trimestrali provenienti dalle banche a stelle e strisce, hanno sostenuto i mercati azionari europei che hanno chiuso le contrattazioni in generale rialzo.
Con l'S&P 500 in guadagno dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,65%, il FTSE Mib ha terminato la quarta seduta della settimana in aumento dello 0,44% a 45.849,77 punti.
Dal punto di vista operativo le attese sono di una continuazione del trend ascendente, in direzione dei massimi degli ultimi 25 anni in area 46 mila punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero con la perdita dei minimi delle ultime settimane situati sui 44 mila punti.
Guardando al mercato americano, tra le azioni che si stanno mettendo in luce in queste ore a Wall Street troviamo Morgan Stanley, con la banca USA che sfrutta la buona trimestrale comunicata nelle scorse ore. Andiamo a leggere i numeri nel dettaglio.
Morgan Stanley: utile netto in rialzo del 18%
Morgan Stanley ha comunicato i conti del 4° trimestre che, grazie alla buona performance del settore investment banking, sono risultati in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024.
Nello specifico l'istituto guidato da Ted Pick, ha chiuso l'ultimo trimestre del 2025 con un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, in crescita di circa il 18% su base annua e superiore alle attese.
I ricavi sono invece saliti del 10,5% a 17,9 miliardi, mentre l’utile per azione si attesta a 2,68 dollari rispetto ai 2,22 dollari dello stesso periodo dell'anno precedente.
Nel dettaglio il segmento Investment Banking ha visto i ricavi aumentare del 47% a 2,41 miliardi di dollari, grazie al boom del dealmaking e al forte recupero delle attività di collocamento. I ricavi dell'Equity sono cresciuti del 10% a 3,67 miliardi di dollari.
Grazie a questi numeri Morgan Stanley ha chiuso un 2025 all'insegna dei record. I ricavi sono aumentati del 14% a 70,6 miliardi, mentre l'utile netto è cresciuto del 26% a 16,9 miliardi.
Il ritorno sul capitale tangibile ha superato il 21% e il coefficiente CET1 si è confermato solido al 15%. L'anno ha registrato afflussi netti a lungo termine pari a 34 miliardi di dollari, mentre il patrimonio totale dei clienti nella gestione patrimoniale e degli investimenti è cresciuto fino a 9,3 trilioni di dollari, supportato da oltre 350 miliardi di dollari di nuovi asset netti.
Nel corso della presentazione dei dati il management ha comunicato un dividendo trimestrale di 1 dollaro per azione. Da sottolineare infine che durante l'ultimo trimestre, Morgan Stanley ha riacquistato 1,5 miliardi di dollari di azioni ordinarie, portando il totale annuo a 4,6 miliardi di dollari.
Azioni Morgan Stanley: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Morgan Stanley sulla Borsa americana. Con volumi in deciso aumento rispetto alle precedenti sedute, è una giornata in forte rialzo per il titolo Morgan Stanley che, con un guadagno di quasi il 5%, si porta nei pressi dei 190 dollari che rappresentano i massimi di sempre.
Il superamento di questi livelli andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico di fondo, aprendo la porta a nuovi guadagni prima in direzione dei 200 dollari e successivamente verso i 210-215 dollari.
In questo contesto eventuali prese di beneficio in direzione dei 175 dollari, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita delle aree appena menzionate dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva più marcata, il cui primo obiettivo sarebbe situato sui 170 dollari e a seguire i 160-155 dollari.
La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 147 dollari, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente i 140 dollari, che rappresentano i minimi degli ultimi 5 mesi.
Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non dovessero arrestare la fase discendente, si avrebbe un indebolimento del quadro grafico di medio periodo, con discese verso i 130 dollari e in seguito i 120 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile 2024 e congiunge quelli di settembre dello stesso anno.
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