L'inflazione statunitense, risultata superiore alle attese nello scorso mese di settembre, ieri ha affossato Wall Street e portato in territorio negativo le Borse europee. Un sentiment negativo che prosegue quest'oggi, con i principali indici del Vecchio Continente impostati in generale ribasso in avvio di seduta. In questo contesto tornano invece a salire i rendimenti obbligazionari.
Con i futures americani in calo dello 0,4%, il FTSE MIB apre la quarta seduta della settimana in discesa dello 0,9%, nei pressi dei 49.400 punti. Con un quadro grafico tornato a indebolirsi nel breve periodo, le attese sull'indice italiano sono per un test dei 49.150 punti, minimi della scorsa settimana, in corrispondenza dei quali transita la media mobile di lungo periodo.
L'eventuale violazione di tali supporti dovrebbe far proseguire la discesa, prima in direzione dei 48.750 punti e, a seguire, dei 48.000 punti, minimi degli ultimi cinque mesi.
Guardando proprio a Piazza Affari, tra le azioni da seguire quest'oggi troviamo Leonardo, con il titolo della difesa che potrebbe beneficiare dei nuovi contratti aggiudicati dalla controllata statunitense DRS. Scopriamo di cosa si tratta.
Leonardo: nuovi contratti per DRS
Il gruppo guidato da Lorenzo Mariani ha comunicato che DRS, la propria controllata americana, ha ottenuto alcuni importanti contratti oltreoceano. Il primo è arrivato dalla Joint Interagency Task Force 401. Il contratto triennale, il cui valore massimo è di 500 milioni di dollari, riguarda la fornitura di tecnologie di rilevamento e sistemi di contrasto ai droni. Joint Interagency Task Force 401 è la principale organizzazione del Dipartimento della Guerra statunitense incaricata di contrastare la minaccia dei piccoli sistemi aerei senza pilota, ovvero i droni ostili.
L'accordo consentirà alla società di concorrere per singoli ordini durante i tre anni di validità del contratto, favorendo la rapida consegna di capacità integrate di rilevamento e contrasto ai droni, destinate alla protezione delle forze e alla difesa aerea a bassa quota.
Il secondo contratto, della durata di dieci anni, è arrivato dalla NASA nell'ambito del programma NASA Solutions for Enterprise-Wide Procurement VI (SEWP). La commessa permetterà alle agenzie federali statunitensi di acquistare in modo rapido e centralizzato tecnologie critiche per le missioni, hardware, software e servizi IT di Leonardo DRS.
Secondo un comunicato stampa ufficiale, l'azienda detiene una posizione di contraente principale nell'ambito del programma SEWP fin dal 2015. Nel dettaglio, la controllata statunitense di Leonardo elenca attualmente 368 voci contrattuali nel proprio catalogo SEWP V. Queste comprendono prodotti, componenti e servizi provenienti da diverse unità operative.
Azioni Leonardo: analisi tecnica e strategie operative
Analizziamo l'impostazione tecnica delle azioni Leonardo nel breve e medio termine. Quella di ieri è stata una giornata caratterizzata da un leggero rialzo per il titolo Leonardo che, con un guadagno dello 0,61%, ha chiuso le contrattazioni a 47,26 euro. Con un quadro grafico che nel medio periodo rimane impostato al ribasso, andiamo a scoprire quali sono i livelli operativi da monitorare, sia al rialzo sia al ribasso.
Scenario rialzista
Il recupero partito lo scorso 8 ottobre, che dobbiamo catalogare come un normale rimbalzo tecnico, ha allontanato le azioni Leonardo dai minimi di periodo, toccati lo scorso 8 ottobre a 45,28 euro. Nel breve periodo, le attese sono per una continuazione degli acquisti in direzione dei 48,68 euro, ex minimi toccati lo scorso 8 settembre.
Oltre questi livelli, aumenterebbero le possibilità di ulteriori acquisti, prima in direzione dei 50 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente dei 51,26 euro. Con il superamento di questi livelli, che rappresentano i massimi toccati nello scorso mese di settembre, verrebbero poste le basi per un recupero più robusto.
In questo caso, il successivo obiettivo sarebbe rappresentato dai 51,96 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni, e successivamente dai 52,50 euro. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, gli acquisti potrebbero proseguire in direzione dei 54,26 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Oltre quest'area, si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico, con possibili ulteriori allunghi fino a 55,50-55,60 euro.
Scenario ribassista
Viceversa, il mancato superamento di quota 48,68 euro verrebbe letto negativamente dal mercato. In questo caso aumenterebbero le probabilità di nuove vendite, dapprima in direzione di quota 46,385 euro, minimo settimanale, e successivamente verso quota 44,25 euro, minimo del 2026. Ampliando l'orizzonte temporale, in caso di perdita di quest'ultimo livello, le quotazioni dovrebbero proseguire la discesa fino a 43,15 euro, area raggiunta dal titolo il 20 agosto dello scorso anno.
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