Azioni Iren: Piano industriale al 2035 assist per nuovi acquisti? | Investire.biz

Azioni Iren: Piano industriale al 2035 assist per nuovi acquisti?

27 ott 2026 - 17:59

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La formazione di un Engulfing Bullish unito a delle divergenze rialziste presenti su alcuni indicatori, potrebbe far proseguire gli acquisti sulle azioni Iren.

Anche nella giornata odierna è proseguito il recupero delle Borse europee, con i principali indici azionari che hanno chiuso le contrattazioni in generale rialzo. A sostenere gli acquisti sono state alcune indiscrezioni di stampa, secondo cui USA e Iran avrebbero riaperto i canali diplomatici per arrivare a un accordo che ponga fine al conflitto in Medio Oriente.

In questo contesto si è indebolito il prezzo del petrolio, con il WTI che è tornato verso la soglia dei 100 dollari e il Brent sotto i 110 dollari.

Con il DAX che a Francoforte ha guadagnato lo 0,73% e il CAC 40 che a Parigi è salito dello 0,51%, al giro di boa la Borsa americana vede l'S&P 500 e il Nasdaq guadagnare rispettivamente lo 0,54% e l'1,24%. Nel panorama europeo spicca la performance negativa di Londra (-0,74%), penalizzata dal tonfo di HSBC dopo una trimestrale inferiore alle attese.

In questo contesto, il FTSE Mib è ancora una volta maglia rosa, con l'indice che ha chiuso in rialzo dello 0,9%, a 49.627,95 punti. Con un quadro grafico di breve periodo che torna a rafforzarsi le attese sull'indice italiano sono per un test sui 49.728 punti, massimi della settimana precedente, e a seguire la soglia dei 50 mila punti.

Tra le azioni che a Piazza Affari si sono messe in luce troviamo Iren, con il titolo che ha beneficiato del nuovo Piano industriale presentato dalla società. Analizziamolo nel dettaglio.

 

Iren: utile netto in crescita del 6% annuo al 2035

La multiutility italiana, guidata da Luca Del Fabbro, ha presentato il nuovo Piano industriale al 2035. Questo che mira a coniugare ambizione industriale, crescita sostenibile e disciplina finanziaria, dovrebbe contribuire allo sviluppo delle infrastrutture strategiche del Paese.

Grazie agli investimenti lordi, che dovrebbero ammontare a 10,4 miliardi di euro, l'Ebitda dovrebbe attestarsi a 1,95 miliardi di euro alla fine del piano, in aumento del 44% rispetto al 2025. La crescita annua dovrebbe essere pari al 4%.

Per quanto riguarda l'utile netto, è previsto in aumento del 6% annuo, fino a raggiungere i 550 milioni di euro nel 2035. Il dividendo è atteso in crescita dell'8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda è previsto in progressivo miglioramento, fino a raggiungere 2,8x nel 2035, al di sotto della soglia di 3,5x.

Il costo medio del debito, attualmente pari al 2,4%, è atteso in graduale aumento fino a circa il 3,3% nella parte finale del piano. Il 95% del debito è a tasso fisso, con una durata media di circa cinque anni.

Per quanto riguarda gli investimenti, il 50% sarà destinato a tre piattaforme infrastrutturali prioritarie: il servizio idrico integrato, con 2,4 miliardi di euro, la distribuzione elettrica, con 1,4 miliardi di euro e i termovalorizzatori, con 1,2 miliardi di euro.

Il 73% delle risorse sarà destinato ad attività regolate o semiregolate, mentre oltre 7,6 miliardi di euro, pari al 73% del totale, sosterranno progetti legati alla transizione sostenibile, con il 62% degli investimenti ammissibile alla tassonomia europea.

 

Azioni Iren: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo la seduta odierna delle azioni Iren sulla Borsa italiana e le prospettive per le sedute successive.

Con volumi superiori alla media giornaliera mensile, quella odierna è stata una seduta all'insegna degli acquisti per il titolo Iren che, con un guadagno del 3,37%, ha chiuso le contrattazioni a 2,456 euro.

Nonostante un'impostazione discendente nel medio periodo, il movimento odierno potrebbe modificare la tendenza di breve periodo. Scopriamo le motivazioni e i livelli da monitorare al rialzo e al ribasso.

 

Scenario rialzista

La formazione di un Engulfing Bullish sul grafico giornaliero, un classico pattern che si sviluppa al termine di un trend ribassista, potrebbe aprire la strada a un importante recupero da parte delle azioni. Inoltre, una divergenza rialzista presente sia sull'RSI che sull'indicatore di forza relativa potrebbe confermare lo scenario positivo.

In questo caso, le attese sono inizialmente per un test dei massimi mensili a 2,47 euro e, successivamente, della soglia dei 2,50 euro. A questo livello, il titolo metterebbe sotto pressione la trendline ascendente che parte dai massimi toccati nel maggio scorso e congiunge quelli di giugno e settembre 2026.

Con il superamento di questa resistenza, il titolo potrebbe proseguire la sua ascesa in direzione dei 2,52 euro, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend, e successivamente dei 2,574 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche queste aree venissero superate, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico.

Passando dal grafico giornaliero a quello settimanale, gli obiettivi successivi sarebbero individuabili a 2,634 euro, in corrispondenza dei massimi dello scorso luglio, e successivamente a 2,77 euro, sui top di giugno.

Superati anche questi livelli, le quotazioni potrebbero tornare a testare i massimi annuali toccati lo scorso 12 febbraio a 2,868 euro.

 

Scenario ribassista

Al contrario, il mancato superamento della soglia dei 2,50 euro rappresenterebbe un segnale di debolezza per il titolo. In questo caso, le quotazioni potrebbero riprendere il trend discendente in direzione dei minimi odierni a 2,372 euro. In caso di violazione di questo supporto, i corsi potrebbero tornare a testare il minimo annuale toccato lo scorso 23 marzo a 2,25 euro.

Il mancato mantenimento di questi livelli di supporto aumenterebbe la pressione ribassista sulle azioni. Passando dal grafico giornaliero a quello settimanale, la fase discendente potrebbe quindi estendersi verso i 2,11 euro, in corrispondenza dei minimi di aprile 2025, e successivamente verso la soglia psicologica dei 2 euro.

La perdita di quest'ultimo livello porterebbe le quotazioni a chiudere il gap rialzista lasciato aperto il 16 gennaio 2025 a 1,926 euro, prima di un eventuale test del minimo del 2025 a 1,847 euro.

 

 

 

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